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Francesco Moraglia, Patriarca a Venezia dal 31 gennaio 2012, oggi compie 65 anni.

Francesco Moraglia è il 48° Patriarca di Venezia.

 

Il nostro giornale, l’editore, il direttore e la redazione tutta augurano all’illustre prelato, amato da tutta la cittadinanza veneziana, di proseguire ancora per moltissimi anni nella sua illuminata attività pastorale.

Il Nucleo Operativo del Corpo di Polizia Locale, attivo sul fronte del contrasto alla criminalità di strada, ha oggi messo a segno quattro arresti in flagranza di borseggio nei confronti di altrettanti cittadini romeni: B.E.E. di 46 anni; M.M. di 33 anni; B.R.C. di 47 anni; M.G. di 28 anni.

 

I quattro criminali, uno dei quali noto agli operatori del Nucleo fin dall’inizio degli anni 2000, in quanto appartenente a una delle prime bande di borseggiatori romeni giunti a Venezia, sono stati intercettati in località “Tre ponti” nei pressi di Piazzale Roma, verso 10.45 di ieri mattina.

 

I quattro soggetti erano intenti ad accodarsi a una coppia di anziani turisti, un uomo e una donna, che si erano incamminati lungo fondamenta delle Burchielle. La turista era claudicante al punto da doversi aiutare con una stampella e in costante affanno, tanto da dover procedere a velocità ridottissima, alternando continue soste al proprio incedere.

 

Nei minuti immediatamente successivi, i due anziani, sempre tallonati dai quattro ladri, sono entrati nell’albergo Olimpia. Il borseggio è avvenuto proprio all’interno della hall dell’albergo, dove i borseggiatori sono riusciti a sottrarre dalla borsa della donna il portafoglio contenente 300 dollari. Una volta usciti dall’hotel i criminali, sorpresi letteralmente col portafoglio in mano, hanno trovato ad accoglierli la polizia locale.

 

I quattro borseggiatori sono stati dichiarati in arresto per furto pluriaggravato e trasferiti nelle celle di sicurezza della Polizia Locale in attesa del processo.

Tutti i componenti del gruppo sono gravati da precedenti di polizia e giudiziari per reati contro il patrimonio; M.M. è stata scarcerata quattro giorni fa.

 

Dall’inizio dell’anno sono già 31 i borseggiatori colti in flagranza dal Nucleo Operativo della Polizia Locale; uomini e donne provenienti da Bosnia, Bulgaria, Croazia, Romania, Moldavia, Algeria.

Il comando della Polizia locale comunica che per i prossimi mesi saranno attivate al Lido, ad opera del personale del Servizio di Polizia di Prossimità per Venezia e le isole, delle postazioni mobili attrezzate, con l’obiettivo di prevenire e reprimere comportamenti contrari alle norme del Codice della Strada.

 

Gli operatori, supportati da strumentazioni tecniche quali etilometro e telelaser, effettueranno controlli mirati a verificare la guida in stato di ebbrezza e il superamento dei limiti di velocità. In tale contesto verrà data particolare attenzione alla guida con l’uso del cellulare e al mancato uso delle cinture di sicurezza.

 

Nel corso del mese di maggio, al Lido, sono state elevate 14 sanzioni amministrative per il superamento dei limiti dei velocità. L’ultima di questa, nella giornata odierna, ha comportato anche il ritiro della patente ad un residente dell’isola che stava transitando in via Sandro Gallo ad una velocità di 90 km orari, rispetto ai 30 consentiti in quel tratto di strada.

Si è aperto ieri, alla 16.Biennale di Venezia-Architettura, il Padiglione Nazionale Guatemala inaugurato dal noto critico d’arte Daniele Radini Tedeschi, curatore dello stesso. L’architettura rappresenta qui l’ultimo baluardo di una ideologia “sociale”.

 

 

Venezia. Giorni intensi per l’attesissima edizione della 16esima Biennale di Venezia-Architettura, tra le più antiche, importanti e prestigiose rassegne internazionali d’arte e di architettura nel mondo. In questa edizione, la sedicesima, per la prima volta ben sei Stati faranno il loro ingresso alla manifestazione tra cui la Nazione del Guatemala diretta dal Ministro della Cultura del Paese, José Luis Chea Urruela e curata dal romano Daniele Radini Tedeschi e Stefania Pieralice.

 

 

Il Padiglione Nazionale sito in Cannaregio 4118 a Venezia, all’interno dello storico palazzo nobiliare Albrizzi-Capello ha aperto le sue porte. Il noto curatore Daniele Radini Tedeschi, già direttore di diverse edizioni della Biennale di Venezia Arte sempre per lo Stato latino americano, afferma come “l’indirizzo curatoriale che diversifica il Padiglione Guatemala rispetto alle altre manifestazioni della Biennale 2018 è l’affermazione di una edilizia atta a celebrare primariamente l‘ ideologia e non soltanto l’uomo. Dunque un’architettura di stampo sociale frutto di un amalgama tra razze diverse indifferente a un interesse economico globale”.

 

 

Se quindi “Freespace”, mostra centrale di Yvonne Farrell e Shelley McNamara, nasce con il preciso obiettivo di attuare un’architettura dal volto umano, gli edifici in mostra nel Padiglione Guatemala sono stati concepiti  dai progettisti come monumenti dedicati a una grande utopia: tutti i progetti, i modellini, e i plastici sono rivolti all’edificazione di una immagine di popolo, di fratellanza, di vita sociale e modellati attraverso uno stile austero, talvolta futuristico, comunque monumentale (già dalle piccole dimensioni dei modellini si concepisce la grandiosità necessaria a questo tipo di architettura che si accosta agli Spomenik dell’ex Jugoslavia).

 

 

Il Guatemala si presenta dunque come seconda via, ovvero quella dei “paesi non allineati” rispetto a una deriva globalizzata, rispetto alle mode, agli stili di successo, al capitalismo.

I progettisti guatemaltechi presentano in Biennale il volto rigoroso dell’ideologia e il suo progresso sociale, laddove le strutture non sono improntate sul funzionalismo, talvolta risultano anche inedificabili – si pensi alla Torre spirale di Studio Domus che fluttua in un campo magnetico- bensì simboleggiano le masse del popolo finalmente unite dopo la Babele del postmoderno e la decadenza dell’Occidente.

 

 

In un clima da Guerra Fredda che domina l’intero padiglione, un modo alternativo per pensare a una architettura del futuro è fornito dall’opera del collettivo Ur Project (Caldara&Kluzer), intitolata «Architettura Virtuale. Real word» che riproduce su pannelli dibond un grande planisfero attraversato da fibre ottiche luminose raffiguranti le connessioni internet o intranet (compresi instagram, facebook, e social network) tra i diversi paesi del mondo. Ovviamente sono presenti le connessioni tra Città del Guatemala e Gerusalemme; Washington e Corea del Nord, Cuba e Stati Uniti, solo per citarne alcune. Un’architettura fondata sulla struttura della rete e attivata dalla conseguente risposta dell’umanità, al passo con i tempi e aperta sì al confronto socio economico globalizzato ma non per questo imprigionata nelle sue trame (da notarsi il colore sempre più nero e opaco del planisfero, quasi a simboleggiare un suo disfacimento). Tra gli altri espositori del Padiglione Nazionale Guatemala ricordiamo: Regina Dávila, Adriana P.Meyer, Marco Manzo, Studio Doumus, Elsie Wunderlich e il collettivo di architetti Ur Project.

 

 

Informazioni:

Sede: Palazzo Albrizzi Capello, Cannaregio 4118 Venezia

Orari: apertura al pubblico con ingresso libero tutti i giorni, dalle 10 alle 18, eccetto il lunedì (dal 25 maggio al 26 novembre)

Tel: 041 241 0491

Mail: biennaleguatemala@gmail.com

Web: www.biennaleguatemala.com             

Quindici anni fa, la società Immobiliare San Giobbe acquistò il civico 549 delle fondamenta di San Giobbe: un ex complesso industriale ottocentesco in stato di abbandono da decenni. Grazie a un progetto dello studio di architettura Luciano Parenti, la struttura fu trasformata in 41 appartamenti destinati alla ripopolamento della zona e per questo rivenduti a 5 mila euro al metro quadro.

 

Il complesso fu inaugurato nel 2006 alla presenza del vicesindaco di allora, Michele Vianello, che, con grande soddisfazione, applaudiva l’imprenditoria privata che “ha voluto dare le case ai veneziani”.

 

Sono bastati pochi anni: 17 dei 41 appartamenti, una volta acquistati, sono stati rivenduti o messi a reddito tramite siti e agenzie specializzate, con affitti che vanno da €120 a €270 a notte. I pochi veneziani rimasti a vivere in quella struttura si trovano quotidianamente ad avere a che fare con un andirivieni di persone sempre nuove con trolley a seguito. I pochi residenti hanno la sensazione di trovarsi in una hall di un albergo tra turisti e personale delle ditte di pulizia. Nulla ha potuto fare il regolamento condominiale che vieta chiaramente l’attività di affittacamere. Il caos di norme che regolano l’attività ricettiva non consente di arginare tale fenomeno.

 

I residenti sono esasperati e costretti a sopportare in silenzio perché non esistono regole che tutelino davvero la residenza.

Chi ha acquistato, confidando di aver trovato una zona tranquilla in cui vivere, ora vive in balia di questi affitti selvaggi. Siamo chiaramente di fronte all’ennesima sconfitta della residenzialità.

 

Fonte: il Gazzettino di Venezia del 23/05/2018 Pagina III

Si ricomincia con le cafonate dei turisti a Venezia?

Sembra di sì: a nulla sono valse le raccomandazioni delle autorità cittadine che chiedono rispetto verso la città.

Il primo caso di questo inizio stagione nasce da due vogatrici della Vogalonga che, stanche di remare, hanno tranquillamente tirato in secca la loro barca in pieno campo San Pietro a Castello e si sono poi distese beate sul selciato a prendere il sole in bikini, noncuranti dei passanti e dei commenti non sempre bonari.

Tutti ci ricordiamo dei fatti avvenuti l’estate scorsa, quando diversi turisti sono stati sorpresi in amplessi sui pontili o di altri visti fare pipì nel Canal Grande, senza dimenticare i quotidiani pranzetti consumati sugli scalini in Piazza San Marco, sporcata da residui di cibo, cartacce e plastiche.

Ci auguriamo che quest’anno sia applicata una inflessibile severità nei confronti di questi ineducati e incivili turisti mordi e fuggi, che mai farebbero quello che si permettono di fare da noi nelle loro città.

Sarebbe bene che venissero colpiti da un daspo urbano, come applicato a Torino un anno fa contro un personaggio che importunava i passeggeri in stazione.

Fonte: La Nuova Venezia

Uscirà nelle sale cinematografiche giovedì 31 maggio, distribuito da Parthénos, Resina, il film di Renzo Carbonera, interpretato dall’attrice Maria Roveran. L’appuntamento di domani, al cinema Giorgione di Venezia, è un’anteprima.

 

Un paesino di montagna, i suoi abitanti, un piccolo mondo alle prese con i primi effetti del cambiamento climatico e la determinazione di una donna intenta a riscoprire la bellezza della musica, dirigendo un coro di soli uomini. Maria è una giovane violoncellista delusa dallo spietato mondo della musica, il suo rientro al paese d’origine è il ritorno a qualcosa di profondo e arcaico, un luogo dove si parla ancora la lingua cimbra e dove Maria entra in contatto con il glorioso coro polifonico maschile di cui faceva parte suo nonno.

 

La sceneggiatura di Resina si ispira alla storia del Coro Polifonico di Ruda, un coro friulano di sole voci maschili che vanta una tradizione austro-ungarica più che centenaria e che nel tempo ha saputo reinventarsi. Attualmente è diretto da una donna, la musicista Fabiana Noro.

 

L’anteprima di Resina sarà proiettata in tre orari diversi: alle 17, alle 19.10 e alle 21.

Allo spettacolo delle 21 il regista e l’attrice saranno presenti in sala.

L’assessore comunale allo Sviluppo economico del territorio, Simone Venturini, è intervenuto questa mattina al Business of Luxury Summit, organizzato dal Financial Times, che si sta svolgendo dal 20 al 22 maggio al Molino Stucky a Venezia.

 

 

“Qui a Venezia sono stati creati prodotti preziosi e unici nel mondo – ha esordito Venturini – come tessuti, vetro, gioielli, mosaici, dipinti, profumi, spezie e merletti. Re e regine, sultani e conquistatori facevano a gara per possedere o indossare queste creazioni e ancora oggi a Venezia ci sono artigiani e aziende che progettano e producano oggetti meravigliosi, che tutto il mondo ci invidia. Unicità, esclusività, qualità, storia, tradizione, poesia, meraviglia, colori, odori, ricerca, innovazione, originalità, arte, forza e fragilità. Questa è Venezia. Questo è il lusso”.

 

 

Durante il summit, che si era già svolto a Venezia 11 anni fa, si è discusso dell’evoluzione del settore del lusso, con particolare attenzione ai cambiamenti avvenuti nell’ultimo decennio e alle possibilità di innovazione dei brand tradizionali rispetto a un mercato sempre più competitivo e al ruolo del web. L’incontro inoltre ha riunito presidenti, dirigenti e amministratori delegati del settore del lusso di alto livello delle più importanti aziende internazionali.

 

 

“Vorrei infine ringraziare il Financial Times – ha concluso l’assessore – per aver scelto ancora una volta Venezia per parlare del mercato del lusso e in particolar modo per avere dedicato una sessione di lavoro al tema ‘Venezia e il rinascimento del lusso’, con alcuni dei nostri migliori ‘ambasciatori’ del settore”.

Domenica mattina, come da tradizione alle nove in punto, un colpo di cannone ha dato il via alla 44° edizione della Vogalonga. Una manifestazione nata nel 1974, quando un gruppo di veneziani ha deciso di istituire una gara non competitiva con lo scopo di rilanciare la tradizionale voga alla veneta e di sensibilizzare l’opinione pubblica contro il degrado e il moto ondoso nella laguna di Venezia.

 

I partecipanti alla prima edizione furono 1500 con 500 imbarcazioni, provenienti quasi esclusivamente dal Veneto, fatta eccezione per qualche equipaggio arrivato da Lombardia e Piemonte.

L’edizione del 2018 ha contato numeri da capogiro: 8300 vogatori con 2300 imbarcazioni. Oggigiorno le iscrizioni si fanno on line, richiamando partecipanti da tutto il mondo con imbarcazioni di tutti i tipi, purché a remi.

 

Il percorso di 32 km è partito dal Bacino San Marco per proseguire costeggiando Sant’Elena, le Vignole, Sant’Erasmo e San Francesco del Deserto. È seguito un passaggio per Murano, Burano, Torcello e il ritorno attraverso il rio di Cannaregio. All’arrivo, fissato alla Punta della Dogana, sono state consegnate magliette, medaglie e diplomi a tutti i partecipanti.
Una parte della quota di partecipazione sarà utilizzata per il rilancio delle remiere e la tradizione della voga alla veneta.

 

Per informarsi e partecipare alla prossima edizione, il sito ufficiale della Vogalonga.

Domenica 27 maggio, presso le strutture del Centro Morosini degli Alberoni, si svolgerà il tradizionale Open Day di presentazione delle attività per la stagione 2018.

 

Il programma, dalle ore 15 alle ore 19, prevede numerose attività per i bambini, tra cui uno spettacolo di bolle e una caccia al tesoro a cura dell’associazione BarchettaBlu, la possibilità di visitare gli spazi del Morosini e conoscere, nei vari stand, le associazioni del territorio che collaboreranno con l’Istituzione nel corso della prossima estate; verso la conclusione della giornata sarà offerta una merenda a tutti i partecipanti.

 

“Un pomeriggio di sport e rete tra associazioni che l’Istituzione Centri di Soggiorno offre alla cittadinanza – commenta il prosindaco del Lido e assessore alle Politiche educative Paolo Romor – un modo per presentare le tante attività sportive e ludico-educative che i ragazzi possono svolgere presso il centro estivo e far conoscere il sistema di trasporto, dalla terraferma, dal centro storico e dal Lido, che potrà essere utilizzato dagli iscritti. Complessivamente, quindi, servizio rinnovato, di qualità e in continua crescita. Un ringraziamento, infine, alla presidente Anna Brondino e a tutto il Consiglio di amministrazione per l’impegno a fare, anche dei Centri estivi, un motivo d’orgoglio per tutta la città di Venezia”.

 

L’evento sarà a ingresso libero e vedrà la partecipazione di: Associazione Nautica Marco Polo, Associazione Pescatori I Vagantivi, Centro Ricerche Tai Chi asd, Circolo Ippico Venezia Lido, Fondazione Musei Civici Venezia, Museo Storia Naturale Venezia, Il Sestante di Venezia, Oasi Dune Alberoni, Proloco Lido – Pellestrina, Protezione Civile Lido, Tennis Club Cà del Moro, Us Pesca Lido I Dogi, Wellness and Fitness e Wwf.

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