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Venerdì 20 aprile, alle ore 21.00 al Teatro Busan di Mogliano Veneto, va in scena Lo schifo. Omicidio non casuale di Ilaria Alpi, il primo spettacolo di Casi di cronaca, l’appendice della Stagione di Prosa 2017-2018 composta da 3 spettacoli dedicati al teatro d’impegno civile che porta sul palco storie di attualità politica e fatti di cronaca.

 

Lo schifo. Omicidio non casuale di Ilaria Alpi, è una produzione Teatro Bresci, un testo di Stefano Massini diretto da Giorgio Sangati, due nomi tra i più attivi e interessanti del panorama teatrale italiano. A dare corpo e voce alla giornalista italiana uccisa in Somalia nel 1994 assieme al suo operatore Milan Hrovati è l’intensa Anna Tringali.

Il caso Alpi ha dell’incredibile: in una Somalia disseminata di rovine e memorie coloniali un silenzio inscalfibile copre le manovre di scaltrissimi uomini d’affari collusi e corrotti. È questo silenzio che Ilaria attacca frontalmente, spalancando squarci di inaudita verità su un’Africa italiana dilaniata da guerre intestine, tra rifiuti tossici, faraoniche quanto inutili opere pubbliche, traffici d’armi, epidemie di colera, integralismi islamici, pirati, sultani e grottesche festicciole tricolori per celebrare la cooperazione internazionale, ufficialmente lì per riportare la pace, la speranza. A distanza di più vent’anni da quell’omicidio, però, la maggioranza degli italiani ignora perfino l’esistenza della ventunesima regione italiana, della Somalia; ignora gli interessi, le speculazioni, i miliardi, gli “zeri” che gli italiani hanno guadagnato sulla pelle della popolazione; ma, soprattutto, ignora come e perché Ilaria Alpi sia stata ammazzata e da morta, umiliata dall’insabbiamento delle indagini. Il testo di Massini, lontano anni luce dalla retorica celebrativa tenta di ricostruire i suoi ultimi giorni, ma si tratta di una ricostruzione emotiva, lirica, espressionista: immagini, suoni, parole, lettere, segni. Lo spettacolo procede per frammenti, come un rebus, un anagramma da risolvere, un puzzle da ricomporre per scoprire insieme alla protagonista l’origine dello “schifo”. In scena Ilaria è Anna Tringali e Anna è Ilaria in un intenso doppio dialogo con sé stessa e con i suoi ricordi faccia a faccia con la morte. Una storia che tutti dovrebbero vedere, che tutti dovrebbero conoscere oggi più che mai.

 

L’appendice Casi di cronaca è stata voluta dal Teatro Busan come riconoscimento alla grande partecipazione e al calore con cui il pubblico di Mogliano ha accolto l’offerta teatrale dei venerdì sera, facendo registrare il tutto esaurito in molte occasioni. Dopo Lo schifo, il 4 maggio Giacomo Rossetto sarà Borsellino mentre il 9 maggio – eccezionalmente di mercoledì – Giancarlo Previati, Francesco Wolf e Margherita Mannino portano sulla scena il sequestro e l’assassinio di Aldo Moro con Dal buio un grido (Aldo Moro come Antigone).

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lunedì 9.30 – 12.30 e 17.00 – 19.00; giovedì e venerdì 17.00 – 19.00

e 30 minuti prima di ogni proiezione cinematografica

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Venerdì 16 marzo, alle ore 21.00, al Teatro Busan di Mogliano Veneto la Stagione di Prosa 2017-2018 prosegue con una produzione dello stesso Teatro Busan diretta da Giuseppe Emiliani che porta sulla scena L’uomo dal fiore in bocca e La patente, due atti unici, due capolavori di Luigi Pirandello, intervallati da Il soffio, la messa in scena di una sua breve novella, costruendo così una serata interamente dedicata al genio e alla poetica dello scrittore e drammaturgo siciliano, Premio Nobel per la Letteratura nel 1934.

Sul palcoscenico, Giancarlo Previati, Alessandro Schiavo e Maria Celeste Carobene.

 

Nel dramma borghese L’uomo dal fiore in bocca l’abilità pirandelliana, oscillante tra virtuosismo e poesia, crea un’atmosfera rarefatta in cui il protagonista, malato di tumore, sentendo ormai prossima la fine, dimentica se stesso e la propria sorte per vivere e analizzare ogni sensazione come se fosse l’ultima. Ogni accadimento banale e ripetitivo del quotidiano diventa, ora, improvvisamente di spaventosa e vitale importanza, l’uomo si rende conto che questi momenti saranno gli ultimi che potrà vivere e godere, ed è questa consapevolezza che lo porta ad attaccarsi incondizionatamente ad essi ed a giudicarli preziosi.

 

L’intermezzo Il soffio racconta la surreale vicenda di un uomo che scopre di poter dare la morte soffiandosi tra pollice e indice: soltanto rivolgendo il gesto estremo verso di sé potrà ritrovare la sua vera identità e la proprietà di se stesso, perdendo del tutto corpo e norme sociali, in un’immersione completa nella natura.

 

Ne La Patente l’autore sviluppa il tema focale della sua drammaturgia: ciascuno ha una maschera, un ruolo da giocare. Una maschera e un ruolo cui nessuno può sottrarsi, perché il pregiudizio della massa non solo ha una parte importante nella vita del singolo, ma finisce per avere sempre il sopravvento. È il caso di Rosario Chiarchiaro, accusato dalle voci di paese di essere uno iettatore, che si rivolge a un tribunale perché gli venga riconosciuto il suo status di porta sfortuna. Se il mondo, nella sua rozza ignoranza, gli ha imposto una “maschera”, tanto vale accettare di propria volontà questa “parte” teatrale, fino a ricavarne il giusto tornaconto economico.

 

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Venerdì 16 febbraio alle ore 21.00 al Teatro Busan di Mogliano Veneto la Stagione di Prosa 2017-2018 prosegue con Marco Pantani, il campione fuori norma, intenso spettacolo in cui Alessandro Albertin e Michela Ottolini raccontano le straordinarie imprese e la tragica morte di Marco Pantani, il campione insieme più amato e disprezzato dello sport italiano. Uno spettacolo sull’accanimento mediatico e giudiziario nei suoi confronti e sul concetto di capro espiatorio.

 

Durante una tappa del Giro d’Italia, Marco Pantani scala il Passo del Mortirolo come fosse una semplice collina ed entra prepotentemente nel cuore dei tifosi italiani. È il 5 giugno 1994. Comincia da lì una carriera straordinaria, costellata da una serie impressionante di infortuni e fatta di poche ma storiche vittorie. L’apice viene raggiunto nel 1998, con la conquista del Giro d’Italia e del Tour de France. L’anno seguente è quello della definitiva consacrazione, del più che probabile secondo Giro d’Italia. A Madonna di Campiglio, a due tappe dalla fine, viene fermato perché il suo sangue presenta dei valori fuori norma. È il 5 giugno 1999. Esattamente cinque anni dopo la favola finisce. Da qui comincia un accanimento mediatico e giudiziario nei suoi confronti che non ha precedenti. Pantani diventa per molti “il dopato d’Italia”. Si può dire che il tutto sia servito a qualcuno? Che abbia fatto comodo a certi meccanismi di potere? Si può dire che Marco Pantani sia stato un capro espiatorio per lo sport italiano? Partendo da queste domande lo spettacolo cerca di capire se quanto successo dopo Madonna di Campiglio fosse normale. Oppure no.

 

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Venerdì 26 gennaio alle ore 21.00 al Teatro Busan di Mogliano Veneto la Stagione di Prosa 2017-2018 inaugura il nuovo anno con una grande protagonista dello spettacolo italiano, Serena Dandini. La celebre conduttrice e autrice televisiva torna al primo amore, il teatro, con Serendipity, memorie di una donna difettosa, un’opera buffa che mescola il reading alla musica, un happening sgangherato che si snoda tra comicità irriverente e riflessioni semi-serie, ma anche serissime, sul destino del genere femminile nel nostro paese.

 

Tutto ha inizio da una semplice domanda di pensione che la protagonista ingenuamente pensa di poter ottenere dopo anni di onorata carriera. Ma l’insano desiderio si scontra con l’implacabile Legge Fornero che ha già rigettato milioni di inconsapevoli italiani. A negarglielo in scena è la Fornero in persona o meglio la sua migliore incarnazione (Germana Pasquero) che con il cinismo lacrimoso ormai noto toglie ogni speranza alla malcapitata. Inutili le rievocazioni di vicende, avventure, passioni e fallimenti che hanno costellato la sua avventura lavorativa: un’intervista-interrogatorio “non richiesta” da parte di una sulfurea Leosini (sempre la Pasquero) inchioda la Dandini alle sue responsabilità, svelando anche lati oscuri della sua vita. Dalla passione per i giardini a quella per la musica, dalle ossessioni per le cose inutili alle numerose debolezze, tutto viene messo a nudo senza pietà dal più famoso pubblico ministero della tv italiana.

 

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25,00 € intero | 23,00 € ridotto

 

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Venerdì 15 dicembre alle ore 21.00 al Teatro Busan di Mogliano Veneto la Stagione di Prosa 2017-2018 prosegue con uno dei volti comici più amati dal grande pubblico, Riccardo Rossi, in scena con That’s Life! Questa è la vita, scritto a quattro mani con Alberto Di Risio. In questo nuovo spettacolo tutto da ridere l’attore romano, con la consueta elegante ironia che lo contraddistingue, racconta la sua personale visione della vita, con tutte le sue storpiature, goffaggini ed impacci.

 

Che cos’è la vita? Una risposta non c’è, perché è diversa per ogni individuo. Ma per ogni fase della vita ognuno di noi ha qualcosa in comune. Da adolescenti seguivamo le mode e vestivamo tutti allo stesso modo, superati i 50 facciamo tutti, più o meno, quattro conti con esami clinici e check-up fisici vari, a 40 “è l’età migliore”, a 20 “magari averceli ancora” e così via… E a 90? “ad arrivarci…” Riccardo Rossi nella sua ossessiva e maniacale “schedatura” del genere umano, dopo averci raccontato con L’amore è un gambero, pregi e difetti dell’amore (e degli uomini), torna a raccontarci i pregi e difetti della vita (e degli uomini). Attraverso aneddoti personali e l’osservazione di amici, parenti e chiunque gli capiti a tiro, Riccardo Rossi racconta “che cos’è la vita”, per farci ridere… di noi… anche se pensiamo che capiti sempre e solo agli altri.

 

 

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20,00 € intero | 18,00 € ridotto

 

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Venerdì 10 novembre alle ore 21.00 al Teatro Busan di Mogliano Veneto la Stagione di Prosa 2017-2018 prosegue con una prima assoluta, La Ballata di Galliano, “opera musico – teatrale in atto unico” che riunisce sul palco i Batisto Coco, orchestra di salsa che da più di trent’anni fa convivere il dialetto veneziano con i ritmi di mambo, salsa e merengue, e l’attore e regista Giorgio Bertan.

 

Insieme raccontano al pubblico la storia in musica di Galliano, vecchio abusivo veneziano, che esce di prigione dopo aver pagato il suo debito con la società (qualche furto per sbarcare il lunario) e fa ritorno alla sua amata Venezia. In città però tutto è cambiato, anche la sua osteria preferita è diventata una sala prove per il gruppo musicale dei vecchi amici. Il loro incontro con Galliano, tra un susseguirsi di storie e brani musicali eseguiti dal vivo, porterà lo spettatore, attraverso atmosfere popolari e un linguaggio ormai perduti, in una Venezia che non è più la stessa. Gli amici e la musica, però, sì che lo sono.

Lo spettacolo è fuori abbonamento.

 

BATISTO COCO Orchestra di salsa veneziana fondata nel 1985, ha avuto l’intuizione di sposare il dialetto veneziano e gli usi e costumi di Venezia con i ritmi di mambo, salsa, merengue e sòn. Con disincantata ironia i Batisto hanno attraversato più di 30 anni di fenomeni di costume. Nella loro lunga attività hanno prodotto 10 dischi e si sono esibiti in centinaia di concerti in Italia e all’estero. Oggi il gruppo è formato da: Eddy De Fanti, Massimo Bellio, Franco Busetto, Marco Musoni, Maurizio Pegoraro, Gianni Scanu, Giorgio Schiavon, Paolo Vianello.

 

GIORGIO BERTAN Allievo di Giovanni Poli a Venezia, lavora in teatro dal 1972. Socio fondatore della Coop. Nuova Scena di Bologna, con cui collabora fino al 1982, dal 1980 è socio fondatore della Coop. T.A.G. Teatro di Venezia. Dal 1993, collabora con il Teatro Stabile del Veneto in numerosi spettacoli, diretto da Giuseppe Emiliani, Giulio Bosetti, Gianfranco De Bosio, Luigi Squarzina ed Egisto Marcucci. Dal 2002 al 2005 collabora con la compagnia I Fratellini, diretta da Marcello Bartoli. È regista e tiene stage sulla Commedia dell’Arte e sull’uso della maschera, in Italia e all’estero.

Domani, alle 20.45, il Cinema Teatro Busan proporrà “Riprendiamo…La Strada“, lo spettacolo multimediale reduce dal grande successo della prima rappresentazione al teatro Stefanini di Treviso. Grazie al genio e la disponibilità del noto fumettista Giorgio Cavazzano e la collaborazione di tanti amici, prenderà vita lo spettacolo che renderà omaggio a Federico Fellini.

 

Tante le novità: il sassofonista veneziano Paolo De Col ha arrangiato le musiche di scena e sarà presente insieme al Gruppo Musicale Città di Mogliano Veneto diretto dal maestro Martino Pavan. Ci saranno inoltre Gianpaolo Todaro alle chitarre e Lorenzo Terminelli alle percussioni e tastiere.

 

Il ricavato della serata andrà all’ADVAR di Treviso, l’Onlus per l’assistenza domiciliare gratuita.
Per informazioni e prenotazioni è possibile chiamare il 0422 358311 .

 

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