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Nuove modalità per l’accesso dell’utenza al centro prelievi di Mogliano Veneto, a partire da martedì 19 giugno

 

Da martedì 19 giugno, l’accesso al centro prelievi di Mogliano Veneto sarà organizzato come segue:

– dalle ore 7 alle ore 7.20 saranno effettuati solo i prelievi prenotati. Eccezione verrà fatta per quei prelievi che risultano fissati in data antecedente al 19 giugno 2018

– dalle ore 7.30 alle ore 8.30 verranno effettuati solo i prelievi ad accesso diretto.

 

Si ricorda ai cittadini che prima di accedere all’ambulatorio prelievi, ci si dovrà annunciare allo sportello amministrativo.

 

Si può prendere visione delle nuove modalità attraverso i cartelli affissi nella sede distrettuale. Il personale resta tuttavia a disposizione degli utenti per eventuali informazioni.

 

Fonte: Oggi Treviso

Manifesti giganti affissi in città per combattere la disinformazione in ambito sanitario

 

In questi giorni, il territorio del Comune di Venezia è tappezzato dai manifesti realizzati per sensibilizzare i cittadini contro le bufale in sanità e invitarli, in caso di dubbio o di chiarimento, a rivolgersi a un medico. Domani, venerdì 15 giugno, alle ore 12.30 a Ca’ Farsetti, si svolgerà la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa “Una bufala vi seppellirà”, realizzata in laguna dall’Ordine provinciale dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (OMCeO) sotto il patrocinio del Comune di Venezia e con la collaborazione dell’Ulss 3 Serenissima e dell’Ulss 4 Veneto Orientale.

 

Interverranno all’incontro con i giornalisti l’assessore comunale alla Coesione sociale, Simone Venturini, il presidente nazionale della FNOMCeO, Filippo Anelli, il suo vice e presidente dell’OMCeO veneziano, Giovanni Leoni, i direttori generali dell’Ulss 3 Serenissima, Giuseppe Dal Ben, e dell’Ulss 4 Veneto Orientale, Carlo Bramezza.

In Veneto, mentre aumentano donazioni e trapianti di organi e tessuti, registra una flessione il settore della donazione di sangue, fenomeno peraltro generalizzato in tutta Italia.
Nella Giornata Mondiale del Donatore, che si festeggia oggi, 14 giugno, l’Avis regionale e l’assessore alla Sanità della Regione lanciano un appello ai tanti cittadini che, con la donazione, possono dare nuova vita a tanti malati.

 

“Donatori e donazioni non bastano – dice il Presidente di Avis Veneto Giorgio Brunello – e non crescono abbastanza le donazioni di sangue, i nuovi iscritti e i soci totali. Mi auguro – dice Brunello – che questa giornata non sia troppo amara per la nostra realtà veneta, specie con l’arrivo dell’estate, da sempre il periodo più critico per il settore trasfusionale”.

 

Avis, nell’occasione, rende noti alcuni dati in suo possesso: in Veneto, lo scorso anno, sono calate le donazioni di sangue Avis anche nelle province dove, di solito, si avevano i migliori risultati (come Treviso, Venezia, Rovigo e Verona). In totale, le donazioni di sangue intero da donatori avisini sono state 185.280, con un calo dello 0,96% rispetto all’anno precedente. Non è andata affatto meglio per le donazioni di plasma, passate da 30.823 del 2016 a 27.920 del 2017, con un -9.42%.

 

“Siamo di fronte a una tendenza nazionale – dice l’assessore alla Sanità della Regione – che va invertita con nuove azioni di sensibilizzazione. Pur in un momento di difficoltà i veneti spiccano comunque per la loro generosità, tanto che l’autosufficienza regionale in sangue ed emocomponenti è stata confermata sia nel 2017 che nei primi mesi del 2018, rispondendo quindi alla domanda per le numerose e complesse attività sanitarie svolte in Veneto. Anche se va sottolineato che, seppur di poco, calano le trasfusioni di emazie grazie a una più puntuale verifica dell’appropriatezza terapeutica e all’implementazione del Programma Patient Blood Management, attraverso il quale viene adottata una strategia a livello di Azienda sanitaria per ridurre i fattori di rischio trasfusionale ancor prima dell’eventuale trasfusione a seguito per esempio di un intervento chirurgico programmato”.

 

Secondo le rilevazioni Avis, quest’anno, al 30 aprile 2018, si è assistito a una leggera ripresa: 58.250 donazioni di sangue intero rispetto alle 57.848 dei primi quattro mesi del 2017, con un più 0.69%.
La situazione è però diversa nelle varie province: Vicenza è in lieve calo, mentre Venezia è in ripresa, come Padova e Verona. Per Rovigo e Treviso la situazione non è cambiata e si conferma il decremento.

 

Questo mentre si assiste all’aumento delle donazioni di organi (anche grazie alla possibilità di esprimere la propria volontà a donare dopo la morte al rinnovo della carta d’identità) e di trapianti, che stanno facendo balzare il Veneto in cima alla classifica nazionale.

 

“Una situazione preoccupante – fa notare Brunello – perché senza sangue entra in crisi l’intera sanità veneta, e con essa il delicato settore dei trapianti stessi. “Una preoccupazione che diventa ancora più alta, perché stanno calando i donatori – spiega Brunello – dal momento che i nostri soci invecchiano e i giovani donano poco. I nuovi iscritti, nel 2017, erano già un migliaio in meno rispetto all’anno precedente: 9.737 contro i 10.927.”.

 

Una tendenza che deve essere invertita. Le Avis, dalla regionale alle comunali, passando per le provinciali, ce la stanno mettendo tutta, anche con una presenza sempre più forte nelle scuole oltre con una miriade di iniziative diverse. Rinnovato anche il sito www.avisveneto.it e i social, per fornire più informazioni possibili su come diventare donatori. Ad oggi, in Veneto, sono iscritti all’Avis regionale oltre 136mila soci-donatori. “Non bastano –ribatte Brunello – donare il sangue è un gesto semplice, ma fondamentale. Un gesto generosa salva vita, che non ha alcun paragone. Nella giornata dedicata al donatore, Avis rivolge un grazie immenso a chi già lo compie e un invito forte a pensarci per chi non lo ha ancora fatto”.

“Ho dato incarico ai tecnici di studiare una revisione del sistema di gestione dei Pronto Soccorso (basato sui codici bianco, verde, giallo e rosso ndr) che possa superare la prassi dei codici-colore per rendere più veloce la presa in carico e la cura al malato. Puntiamo a ridurre, se non eliminare, le attese, quanto meno quelle che non dovrebbero esserci. La perfezione non esiste, ma alla perfezione bisogna sempre tendere, come ho visto fare qui, oggi”. Lo ha annunciato il Presidente della Regione del Veneto, intervenendo all’inaugurazione del nuovo blocco operatorio e della nuova area sterilizzazione realizzati alla Casa di Cura Giovanni XXIII di Monastier (Treviso).

 

      

 

La struttura, che opera in regime di convenzione pubblico-privato, ha 170 posti letto, dei quali 129 in convenzione, effettua oltre 10.000 ricoveri e eroga oltre 400 mila prestazioni sanitarie l’anno. Uno dei suoi fiori all’occhiello è l’area chirurgica (in particolare ortopedia protesica per la quale è al primo posto in Veneto e al quarto nazionale per numero di interventi) che, da oggi, può contare su un nuovo blocco operatorio, con una nuova, modernissima sala operatoria che si aggiunge alle tre già presenti. Complessivamente ora la Clinica dispone di 7 sale operatorie e risulta essere la prima privata-convenzionata del Veneto a provvedere direttamente alla sterilizzazione.

 

       

 

“Troppo spesso – ha tenuto a sottolineare il Presidente della Regione – quando si vuol alzare polveroni politici, la sanità privata-convenzionata viene dipinta alla gente come un problema. Invece è tutto il contrario. Nel Veneto il rapporto con il sistema pubblico è virtuoso ed equilibrato: dove non arriviamo noi, arrivano loro e viceversa, e a guadagnarci è il paziente. Esempi virtuosi come Monastier, confrontati con quelli degli ospedali pubblici, attivano una sana competizione a chi fa meglio e, per certi versi, il privato costituisce anche un benchmark con cui confrontarsi giorno per giorno”.

 

“La qualità professionale e le tecnologie viste oggi qui – ha aggiunto il Governatore – sono la conferma della bontà della scelta strategica fatta in materia di sanità pubblico-privato in Veneto che è stata, e sarà anche nel nuovo Piano Socio Sanitario 2019-2023 che abbiamo appena varato, quella di valorizzare e far crescere il privato esistente anziché allargare troppo le maglie. Scelta vincente: il 12% di privato che opera in convenzione in Veneto è totalmente di elevata qualità. Il che – ha concluso – contribuisce anche ai 300 milioni l’anno di mobilità sanitaria extraregionale che tutta la sanità veneta, anche quella privata, sa attrarre con la qualità professionale e strutturale e con le alte tecnologie”.

 

      

“Grandi notizie per la ricerca oncologica veneta arrivano dagli Stati Uniti, una prestigiosa conferma delle capacità e della qualità espressa dalla nostra sanità, con due enormi soddisfazioni, che rispondono al nome di Francesca Battaglin, dell’Istituto Oncologico Veneto di Padova e di Luisa Carbognin dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona. Hanno meno di 70 anni in due, 33 e 34 anni, e sono già al vertice mondiale. Grandi donne, grandi venete, alle quali faccio, con orgoglio, i miei complimenti”.

 

Con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto esprime la sua soddisfazione per le notizie che giungono da Chicago, dove sta per aprirsi il meeting annuale dell’American Society of Clinical Oncology, il più importante meeting scientifico mondiale dedicato alla lotta al tumore, nell’ambito del quale 70 giovani oncologi di tutto il mondo (sette italiani, tra i quali le due giovani venete) riceveranno il Merit Award, riconoscimento che va, ogni anno, ai migliori giovani oncologi del mondo.

 

La Battaglin e la Carbognin hanno vinto, rispettivamente, con una ricerca sulle variazioni genetiche nel tumore del colon e con una su un driver per prevedere l’evoluzione di un tumore al seno.
“Voglio dedicare questo successo – aggiunge il Governatore – a tutta la sanità veneta, dove troppo spesso fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce, e a tutte le donne venete, simboleggiate da queste due straordinarie ragazze (vista l’età non le si può chiamare diversamente)”.

 

“Ma c’è di più – dice il Presidente – perché riceviamo anche una grande conferma della validità della Rete Oncologica Veneta, di cui fanno parte, assieme a molte altre strutture, lo Iov di Padova e l’Azienda Universitaria scaligera, e della capacità e caparbietà con cui i nostri camici bianchi combattono quotidianamente la guerra al
tumore”.

Torniamo a parlare del problema chiusura ambulatorio medico del dott. Visentin a Marocco.

La situazione è molto grave per i residenti della popolosa frazione che, secondo l’Ulss 2 Treviso, dovranno rivolgersi a un medico del centro di Mogliano o di comuni limitrofi, tra cui ovviamente Venezia.

 

Su questo problema interviene Giuliana Tochet, presidente dell’associazione il Pesco. “Chiude l’ambulatorio del medico di famiglia a Marocco – dice la Tochet – Questo è un grave fatto antisociale poiché la popolazione del mio quartiere Marocco è per lo più anziana e non abbiamo un servizio autobus. Si deve raggiungere la fermata sul Terraglio a piedi, che dista quasi un chilometro dal nostro centro abitato.”

 

“Come associazione il Pesco ci possiamo prodigare nell’emergenza con il progetto “Stacco Attivo” della Regione per il trasporto degli anziani in difficoltà di deambulazione. Nel nostro quartiere, distante più di due chilometri dal centro di Mogliano, abbiamo sempre dovuto battagliare, prima per l’apertura di una scuola materna, poi per tenere aperte le elementari. Ancora per avere un negozio di generi alimentari e una farmacia.”

 

“Ora si ricomincia – conclude la Tochet – ma io continuerò a lottare insieme agli abitanti di Marocco per l’ambulatorio medico.”

 

Il Consigliere Comunale Davide Bortolato, interrogato sull’argomento, precisa: “Per evitare il problema, il Comune sarebbe dovuto intervenire nella conferenza dei sindaci, ormai temo che le cose siano già decise: la Giunta Azzolini aveva impedito che la Guardia Medica se ne andasse da Mogliano. Con la Giunta Arena abbiamo già perso i vaccini, oggi a Preganziol, e i Pap Test, ormai a Treviso, con evidenti disagi dei cittadini.”

Parte dal Veneto la nuova frontiera della riabilitazione integrata.

 

 

Dopo una prima, importante e pluriennale sperimentazione presso la sede di Mestre del Gruppo Terraglio, prende il via anche a Preganziol il “Progetto 3S”, che unisce gli ambiti della sanità, del sociale e dello sport in un modello innovativo di riabilitazione integrata, di buona prevenzione e di attenzione al benessere psico-fisico.

 

Il progetto e i servizi offerti nell’accordo quadro, siglato dal Centro Leonardo e da Stilelibero Preganziol, saranno presentati durante la conferenza stampa di venerdì 25 maggio, alle, ore 11, nella sala riunioni Centro Marca Banca di Preganziol, in via Dante Alighieri 2.

 

All’incontro saranno presenti:

Donatello Caverzan – Direttore Sanitario Centro Leonardo

Davide Giorgi – Presidente Gruppo Terraglio e referente CIP Nord italia
Elisabetta Pusiol – Presidente Stilelibero Preganziol

Con la presentazione e la premiazione dei migliori cartoni animati pensati dai bambini delle scuole primarie del Veneto si conclude domani, lunedì 14 maggio, nel teatro Goldoni di Venezia, l’iniziativa “Raccontiamo la salute con 5A”, programma di educazione alla salute e al benessere promosso, per il terzo anno consecutivo, da Regione Veneto e Ulss 3 Serenissima, in collaborazione con le fattorie didattiche, il programma ministeriale di educazione alimentare ‘Frutta, verdura e latte a scuola’ e l’Associazione
italiana biblioteche.

 

Sono sette le classi primarie (una per provincia), selezionate tra le oltre 50 partecipanti, che verranno premiate per i loro elaborati, tradotti in simpatici cartoni animati con l’aiuto del Gruppo Alcuni: i video di animazione (pubblicati su youtube) raccontano le cinque “A” della salute e del benessere (ambiente, alimentazione, agricoltura, attività motorie e arte). Gli oltre mille alunni di scuola elementare che hanno partecipato al programma si sono cimentati nello sperimentare stili di vita corretti e nel produrre messaggi che, con lo stile veloce e coinvolgente dello spot per l’infanzia, invitano a ‘guadagnare salute’ e ad apprezzare le regole del ‘vivere sano’.

 

Alla festa di premiazione di lunedì, che avrà inizio alle ore 11, sono attesi 450 ragazzi, accompagnati dai loro insegnanti. I premi saranno consegnati dai dirigenti della Regione Veneto e l’Ulss Serenissima, insieme al rappresentante dell’amministrazione comunale di Venezia.

L’Associazione lirica trevigiana, in collaborazione con il Comune di Treviso e il supporto tecnico-organizzativo di Teatri e Umanesimo Latino S.p.A., organizza un Galà lirico di beneficienza dal titolo “L’Opera per la Vita”, il cui ricavato sarà destinato all’acquisto di un ecografo a favore del reparto di Terapia intensiva e di Patologia neonatale di Treviso.

 

Il concerto si terrà giovedì 24 maggio alle 20.30 presso il teatro comunale “Mario del Monaco” di Treviso.

Per info e prenotazioni, si prega di contattare Beppe Aiello: 347 5736783.

 

Soprano                  Jessica Pratt

Mezzosoprano         Nino Surguladze

Tenore                     Juan Francisco Gatell

Baritono                  Claudio Sgura

Basso                      Dario Russo

Direttore                 M° Giampaolo Bisanti

 

Filarmonica dell’Opera Italiana Bruno Bartoletti

Coro del Teatro municipale di Piacenza

Maestro del coro M° Corrado Casati

 

Con la partecipazione di:

Soprano                  Giulia Bolcato

Soprano                  Margherita Coppola

Soprano                  Giorgia Paci

Mezzosoprano         Chiara Tirotta

Tenore                     Marco Miglietta

Tenore                     Francesco Tuppo

Baritono                  Paolo Ingrasciotta

Basso                      Rocco Cavalluzzi

Basso                      Lorenzo Malagola Barbieri

 

Treviso diventa la città cardioprotetta. Verranno infatti installati entro una decina di giorni Defibrillatori Automatici Esterni nel centro storico della città.

I defibrillatori verrano messi in Borgo Cavalli, via Roma, Piazza Borsa, Piazza Duomo, Piazza dei Signori, Piazza San Vito, Piazza Santa Maria dei Battuti, Borgo Mazzini, Piazza San Parisio, Piazza Santa Maria Maggiore, Piazza delle Istituzioni.

Il progetto è stato avviato dall’Assessorato al Benessere ed alla Persona di Treviso e dall’Ullss 2 della Marca Trevigiana.

Nell’eventualità si presentasse una emergenza, chiunque può chiamare il 118 e farsi aiutare, seguendo le istruzioni sul display del Defibrillatore Automatico Esterno.

Fonte La Tribuna

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