Home / Posts Tagged "Sanità"

Il comitato aveva chiesto di essere audito dalla commissione sanità per presentare delle osservazioni sul nuovo piano socio sanitario regionale

 

I consiglieri regionali Bruno Pigozzo, Francesca Zottis e Claudio Sinigaglia del Partito Democratico, Erika Baldin del Movimento 5 Stelle e Piero Ruzzante di Liberi e Uguali hanno incontrato i rappresentanti del Movimento per la difesa della sanità pubblica veneziana. La riunione, che verteva sul nuovo Piano socio sanitario regionale 2019-2023,  è stata convocata in seguito alla decisione del presidente della commissione Sanità del Consiglio regionale del Veneto di non procedere con le audizioni dei comitati locali. Molti i nodi affrontati nel corso dell’incontro, dalla prevenzione degli infortuni sul lavoro alla salute mentale, il disagio giovanile, la salute della donna, la rete di sostegno agli anziani, il fascicolo socio-sanitario elettronico, l’assistenza domiciliare e la compartecipazione alla spesa (ticket sanitario). Dal confronto sono emersi numerosi elementi per il miglioramento del Piano proposto dalla Giunta regionale, in particolare per quanto riguarda l’aspetto della specificità del territorio lagunare.

Al termine dell’incontro, i consiglieri regionali presenti hanno dichiarato: «Abbiamo incontrato il Movimento per la difesa della sanità pubblica veneziana e incontreremo tutti i comitati che vorranno presentare le loro osservazioni. Così come minoranza vogliamo supplire all’arroganza della Lega, dando modo a tutti i soggetti coinvolti di portare il proprio contributo al Piano socio sanitario, una legge fondamentale che incide direttamente sulla vita di tutti i cittadini veneti».

“Alle dichiarazioni con relative smentite del vicepresidente Forcolin ci siamo abituati, sorprende invece la persistente apatia del sindaco di Venezia, e presidente della Città metropolitana, Brugnaro su un tema importante come quello della programmazione sociosanitaria”. È quanto affermano i consiglieri regionali del Partito Democratico Bruno Pigozzo e Francesca Zottis dopo le affermazioni dell’assessore al Bilancio che ha aperto all’ipotesi di un allargamento dell’Ulss 4 con l’inserimento di Quarto d’Altino.

 

“È un tema che non è mai stato affrontato nella commissione Sanità del Consiglio regionale e che va a smentire la pianificazione sociosanitaria già adottata. Brugnaro dovrebbe far sentire la propria voce, a maggior ragione, in un momento particolare, dove si sta discutendo del Piano sociosanitario dei prossimi cinque anni. Non sappiamo come interpretare il suo silenzio: è assenso o menefreghismo? Nelle audizioni avute in Commissione con i rappresentanti della Ulss 3, Venezia è sempre stata assente, eppure Brugnaro è anche presidente della Conferenza dei sindaci. Lo invitiamo perciò a parlare e prendere una posizione chiara – concludono i due esponenti democratici –  Siamo curiosi di sapere cosa ne pensa delle boutade del vicepresidente Forcolin”. 

“La sottovalutazione dell’emergenza West Nile è sotto gli occhi di tutti, Coletto dovrebbe dimettersi”. Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico torna ad attaccare l’assessore alla Sanità e la Giunta Zaia per il ritardo con cui si è mossa la Regione dopo l’ennesimo episodio, questa volta a Treviso, con una ragazza di 25 anni ricoverata in rianimazione. “La tutela della salute dei propri cittadini dovrebbe essere la principale preoccupazione dell’amministrazione!”.

 

“La West Nile non è una novità di questa estate, i contagi vanno avanti da ormai dieci anni. Solo nel 2018 siamo a oltre 170 casi, eppure lo scorso 21 agosto in un comunicato stampa l’assessore Coletto sosteneva come non ci fosse alcun allarme e nei giorni successivi ha anche accusato l’opposizione di sciacallaggio. Partire adesso con un Piano straordinario di disinfestazione, finanziato con soli 500mila euro e dopo aver lasciato da soli i Comuni, è un palliativo fuori tempo massimo. Il 26 luglio avevamo presentato una prima interrogazione chiedendo cosa stesse facendo la Regione per fronteggiare la diffusione del virus e quali mezzi stesse fornendo alle amministrazioni locali, ma la risposta fu poco più che evasiva. Il 27 agosto, vista l’aggravarsi della situazione con il quinto decesso, abbiamo domandato come mai non fosse stata realizzata una adeguata prevenzione, ancora però non c’è stata alcuna replica. La Regione, come abbiamo sollecitato con la mozione dello scorso 31 agosto, dovrebbe assumere un ruolo da regista per tutte le azioni di prevenzione e contrasto, garantendo interventi coordinati e continuativi fra i vari Comuni e coinvolgendo le altre regioni alle prese con l’emergenza. Anche se è sbagliato parlare di emergenza, visto che è un problema strutturale che riemerge ogni estate: a maggior ragione non ci sono più scuse per giustificare i ritardi dell’azione della Giunta e l’assessore Coletto dovrebbe trarne le conseguenze, dando le dimissioni”.

 

“Inoltre – aggiunge in conclusione il consigliere dem – spero che l’intera operazione della disinfestazione venga effettuata con massima collaborazione con Arpav e le autorità locali che si occupano di tutela dell’ambiente. Sarebbe gravissimo se per combattere un problema ne venissero creati altri: va attentamente valutato e soprattutto scongiurato ogni effetto collaterale sulla biodiversità e sull’acqua dei corsi superficiali e della falda freatica per evitare contaminazioni da sostanze chimiche contenute dagli antiparassitari.

West Nile. Regione Veneto realizza una FAQ con domande e risposte disponibili anche sul web. Coletto: “Tema trattato con troppe fake news. La verità in parole semplici è la miglior risposta alla paura”

Dieci domande con dieci risposte elaborate dai tecnici nella forma più semplice possibile e due link per informarsi e sapere tutta la verità sulla West Nile.

 

Mentre procede l’attuazione del Piano straordinario di disinfestazione finanziato con 500 mila euro dalla Regione, l’Assessorato alla Sanità e la Direzione Prevenzione dell’Area Sanità e Sociale del Veneto hanno lanciato una nuova iniziativa, stavolta di informazione rivolta ai cittadini, perché la vicenda dei contagi umani con il virus del Nilo Occidentale possa essere affrontata da tutti con consapevolezza e senza eccessivi allarmi.

 

Durante questa estate – dice l’assessore alla Sanità Luca Coletto – abbiamo sentito e letto un po’ di tutto sulla comparsa di questo virus, il tutto spesso condito da sensazionalismo e da qualche fake news circolata soprattutto sul web. Per questo abbiamo chiesto ai nostri bravi tecnici ancora uno sforzo in più con un solo obbiettivo: diffondere la verità e rispondere alle domande più frequenti che la gente si è posta spinta dalla comprensibile preoccupazione. Sono tre pagine di domande e risposte molto semplici, che chiedo ai mass media di diffondere quanto più possibile, con informazioni che ognuno potrà trovare anche cliccando su due link”.

 

Oltre che con i metodi tradizionali, le informazioni della Regione sono scaricabili anche dai link della Regione e dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie.

https://www.regione.veneto.it/web/sanita/igiene-e-sanita-pubblica

https://www.izsvenezie.it/west-nile-virus-veneto-facciamo-chiarezza/

 

Le informazioni partono dal perché si è intervenuti con un Piano straordinario di disinfestazione, spiegano che cosa vi è previsto, cosa si intende per intervento larvicida e adulticida, affrontano il tema della sicurezza dei prodotti utilizzati (che sono assolutamente sicuri per l’uomo e rispondono alla rigide norme europee), informano sulle Istituzioni responsabili degli interventi, indicano cosa può fare il singolo cittadino per contribuire alla lotta contro le zanzare, elencano i metodi più efficaci per difendersi dalla puntura dei fastidiosi insetti.

Dopo un’attenta lettura e valutazione della proposta di legge che riforma il sistema socio sanitario regionale, condotta nell’ambito delle associazioni aderenti, Volontarinsieme – CSV Treviso ha inviato al consigliere Fabrizio Boron, presidente della V Commissione Sanità del Veneto e per conoscenza al Presidente Zaia e agli Assessori Coletto e Lanzarin, un documento con le osservazioni poste dal mondo del volontariato.

 

In particolare si evidenzia come sulla struttura del PSSR incombe il negoziato sull’autonomia, come richiamato all’art. 2 del Ddl. In premessa si ricorda quali sono le principali aree interessate: valorizzazione risorse umane; sistema tariffario, sia per il rimborso che per la compartecipazione; la spesa farmaceutica.

 

Secondo il volontariato, la indeterminatezza del Pssr non è quindi giustificata da questo, ma dalla volontà politica di avere le mani libere sui provvedimenti attuativi. All’art. 1, comma 3 vengono elencate quattro aree: assistenza territoriale; assistenza ospedaliera; reti assistenziali; socio sanitario. I contenuti del Pssr saranno quindi decisi dalla Giunta Regionale, con l’elaborazione delle cosiddette “schede” con 4 o più provvedimenti (sentito il parere della V Commissione).

 

La struttura del Pssr – intesa come indicazioni di politiche socio sanitarie – è assolutamente generica, priva di contenuti oggettivi (standard, parametri, procedure certe, rapporto con i costi ecc.) salvo alcuni aspetti riguardanti i posti letto ospedalieri e delle strutture intermedie territoriali.

 

Anche laddove vi sono indicazioni abbastanza puntuali, queste sono assolutamente subordinate alla preventiva autorizzazione degli apparati tecnici accentrati regionalmente (Azienda Zero e CRITE in particolare), vanificando quindi ogni possibilità di programmazione riferita ai livelli istituzionali.

 

“Si possono comunque cogliere in modo esplicito – o sottintese – linee di politica generale volte a superare l’universalismo del SSN, a delegare al privato interi pezzi di assistenza, a marginalizzare il sociale e il ruolo dei Comuni, a scaricare sul cittadino costi insopportabili. In sostanza a superare il “modello Veneto”, senza dirlo esplicitamente” afferma il Presidente di Volontarinsieme – CSV Treviso, Alberto Franceschini, che prosegue “Nel nuovo Piano, da come è formulato, l’accorpamento delle strutture che non raggiungono i parametri indicati sembrerebbe automatico, tecnocratico. Come saranno gestite le situazioni particolari come montagna, laguna e polesine? O le eccezioni valgono solo per i punti nascita, tema sensibile che nella nostra provincia viene già attuato. La programmazione regionale riguarda anche l’autorizzazione all’esercizio di nuove strutture. Viene ribadito il ruolo di analisi del fabbisogno per il sociosanitario dei comitati dei sindaci di distretto, della conferenza dei sindaci e del piano di zona, ma questo non sembra elemento sufficiente per l’accreditamento, che spetta esclusivamente alla programmazione regionale. Noi, rappresentanti del mondo del volontariato, chiediamo che gli organi intermedi abbiano invece maggiore peso nella valutazione dei fabbisogni e dei relativi servizi socio-sanitari, partendo dall’osservatorio privilegiato del territorio e delle comunità che rappresentiamo”.

L’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Casale sul Sile, in collaborazione con la LILT Onlus Treviso, ha stilato per l’anno 2018 un calendario di prevenzione denominato “Casale si-Cura” e composto da serate informative, visite gratuite e momenti di attività fisica per promuovere la cultura della prevenzione e uno stile di vita salutare.

 

Il prossimo evento si terrà sabato 15 settembre in piazza all’Arma dei Carabinieri, dove dalle 09.00 alle 12.00 verranno eseguite visite senologiche gratuite per la prevenzione del tumore al seno. (La priorità verrà assegnata in base all’ordine di arrivo.)

 

A seguire, sabato 22 settembre, dalle 08.30 alle 11.30, si terrà un incontro di prevenzione del rischio cardio-vascolare presso la farmacia di Conscio, in via Peschiere 38.

“Il caso di Treviso fa capire, per l’ennesima volta, l’importanza dell’obbligo per proteggere anche quei bambini più sfortunati che non possono essere vaccinati a causa delle proprie condizioni di salute e non per fissazioni o credenze astruse di genitori irresponsabili, egoisti e ignoranti. Anche loro hanno diritto a vivere la propria vita interamente, studiando e frequentando gli amici. Spostare in altre sezioni chi non è vaccinato per scelta della famiglia non è però la soluzione: a scuola dovrebbero entrare solo i bambini immunizzati”. È quanto afferma la consigliera del Partito Democratico Alessandra Moretti commentando la storia dell’alunno trevigiano di otto anni, che dopo aver sconfitto la leucemia ed essersi sottoposto a sedute di chemioterapia e a un trapianto di midollo, domani non potrà rientrare a scuola poiché cinque compagni di classe non sono vaccinati.

 

Il diritto alla salute è prioritario, senza quello non è possibile esercitare completamente tutti gli altri. Mi auguro che continuino a tappeto i controlli nelle scuole da parte delle forze dell’ordine per verificare la correttezza delle autocertificazioni, per tutelare i bambini più deboli messi in pericolo da una scellerata decisione del Governo”.

 

“Prima della sciagurata e fallimentare legge veneta che Zaia ripropone come modello, non sapendo o facendo finta di non conoscere i dati forniti dai suoi uffici, in Polesine si raggiungeva un tasso di copertura del 100% – rincara il collega dem Graziano Azzalin – Oggi mettiamo a rischio la salute pubblica e i diritti dei bambini, in primis di quelli più fragili, per lisciare il pelo ai No vax, mentre nelle scuole italiane ci sono 10mila studenti immunodepressi”.

“In un Paese civile, la pena va scontata fino all’ultimo giorno senza se e senza ma. Un Paese civile garantisce però al detenuto il rispetto che si deve a un essere umano e la salvaguardia della salute. È ciò che stiamo facendo in Veneto da quando la sanità penitenziaria è passata dal Ministero di Grazia e Giustizia alle Regioni. Oggi a Venezia ne abbiamo un significativo esempio. Qui vengano pure tutti gli ispettori dell’Onu che si vuole: troveranno solo una buona pratica da insegnare in molte parti d’Europa e del mondo”.

 

Lo ha detto l’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto che oggi, al carcere di Santa Maria Maggiore di Venezia, ha inaugurato nuove strumentazioni di radiologia, realizzate dall’Ulss 3 Serenissima all’interno della parte del penitenziario dedicata all’infermeria e al primo intervento.

 

Coletto era accompagnato dal DG dell’Ulss Giuseppe Dal Ben, dal Direttore dell’Amministrazione Penitenziaria per il Veneto e il Friuli Venezia Giulia Enrico Sbriglia e dalla Direttrice dal carcere Immacolata Mannarella e, nel corso della visita, ha incontrato i sanitari che operano nella struttura e numerose guardie carcerarie.

 

Le nuove tecnologie installate sono un apparecchio radiologico completo fisso e un ortopantomografo per le radiografie delle arcate dentarie, in aggiunta alla presenza di una moderna apparecchiatura Life Pack, che consente di inviare direttamente all’ospedale di Venezia i referti che vengono letti in tempo reale, e di un kit portatile di primo intervento identico a quelli in dotazione sulle ambulanze del Suem 118. Un nuovo elettrocardiografo è stato di recente acquistato anche per la Casa di Reclusione femminile della Giudecca.

 

“Una sanità d’eccellenza come quella veneta – ha aggiunto Coletto – deve occuparsi della salute delle persone a 360 gradi e, come in questo caso, lo fa con molteplici obbiettivi, che vanno dalla cura del paziente carcerato a tutta una serie di azioni di prevenzione molto importanti, perché una volta scontata la sua pena, il detenuto torni libero in buona salute”.

 

Le apparecchiature inaugurate oggi consentiranno di diminuire al minimo i circa 300 trasferimenti l’anno dalla struttura penitenziaria a quelle sanitarie che vengono effettuati a Venezia, portando così un notevole risparmio in termini di sicurezza e utilizzo di mezzi e personale.

 

 

 

La West Nile è arrivata anche a Casale sul Sile, un cui abitante novantaduenne è stato ricoverato al C’a Foncello, reparto malattie infettive.

 

L’anziano non è grave, tuttavia è sotto stretto controllo medico. La malattia, in genere, viene scambiata per una febbre estiva, ma in anziani particolarmente defedati può essere molto grave.

 

L’Ulss trevigiana comunica tuttavia che in questo caso non sussistono motivi di allarme.

 

Il virus contagia l’essere umano attraverso la puntura di zanzare infettatesi attraverso il contatto con uccelli migratori provenienti dal continente africano.

 

 

Fonte: OggiTreviso

I casi confermati di infezione nell’uomo dal virus West Nile, trasmesso dalla zanzara Culex Pipiens, in Veneto sono ad oggi 105, 34 dei quali evoluti nella forma neuroinvasiva, con 5 decessi, tutti avvenuti in persone anziane o con gravi patologie pregresse.

 

Lo evidenzia il quinto Bollettino sulle Arbovirosi, redatto e diffuso ieri dalla Direzione Prevenzione della Regione del Veneto.

 

“Siamo di fronte a una situazione impegnativa ma che non deve destare allarme – sottolinea l’Assessore alla Sanità Luca Coletto – con un centinaio di casi confermati su una popolazione di circa cinque milioni di abitanti. Gli scienziati fanno notare che si tratta in realtà di un virus dalle conseguenze limitate, tanto da essere asintomatico nell’80% dei casi e solo in meno dell’1% capace di evolvere nella forma neuroinvasiva. Ed è in questo quadro che vanno collocati, con dolore, i decessi purtroppo avvenuti in soggetti in età molto avanzata o con condizioni cliniche pregresse gravi”.

 

Sul piano del lavoro in atto, Coletto fa notare che “continuiamo le disinfestazioni straordinarie soprattutto nelle aree a maggior concentrazione di persone, in stretta collaborazione tra le Ullss e i Comuni, mentre nei Pronto soccorso e negli Ospedali riusciamo ad avere diagnosi precise e tempestive e cure efficaci. Stiamo inoltre rafforzando le attività di prevenzione per tutte le strutture che ospitano anziani o ricoverano malati”.

 

“Peraltro – aggiunge Coletto – le raccomandazioni dell’ECDC (European Center For Disease Prevention and Control) confermano in pieno la correttezza di quello che stiamo facendo. Le più rilevanti sono:

1) l’attuazione di disinfestazioni straordinarie per l’abbattimento della densità di vettori

2) la particolare attenzione in fase di diagnosi per gli operatori sanitari a considerare in modo tempestivo la possibilità di infezione da West Nile

3) la diffusione della raccomandazione a tutta la popolazione di proteggersi attraverso l’utilizzo di zanzariere a porte e finestre e l’utilizzo di repellenti, soprattutto negli anziani e nelle persone immunodepresse poiché a maggior rischio di sviluppare forme neuro-invasive

4) sensibilizzare la popolazione affinché si adoperi a non lasciare in nessun caso zone umide stagnanti o raccolte d’acqua”.

 

Dal punto di vista statistico, la provincia con più casi è Padova (43 totali, con 34 forme febbrili e 9 neuroinvasive), seguita da Rovigo (24 totali, 16-8), Verona (17 totali, 9-8), Venezia (15 totali, 8-7), Treviso (3 totali, 2-1) e Vicenza (3 totali, 2-1).

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni