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L’ennesimo, atteso referendum sulla separazione tra Venezia e Mestre si terrà il 30 settembre prossimo e gli schieramenti a favore del SÌ o del NO stanno affilando le armi.

 

Possiamo annunciare che è nato “MuoverSi 2018” per il fronte del SÌ, capeggiato dal dott. Giovanni Armellin, che darà vita a una serie di incontri con i cittadini per spiegare i vantaggi che deriveranno alle due comunità dalla loro divisione in due distinti comuni.

 

Per i fautori del NO è stato già presentato il comitato “Un unico grande Comune”.

 

Ricordiamo che tutti i referendum per la separazione svoltisi nel tempo hanno visto prevalere il fronte del NO e che Mestre è stato un comune autonomo sino al 1926.

Di seguito pubblichiamo una nota stampa del Movimento Cinque Stelle, che si esprime in merito alla campagna referendaria.

 

La campagna referendaria si fa ormai accesa, da sempre ribadiamo la nostra ferma convinzione che l’istituto referendario, quale espressione diretta del cittadino, debba essere difeso e incoraggiato.

 

Dare voce al popolo è una delle nostre battaglie e consapevoli della necessità di far luce sui vantaggi e svantaggi della separazione, abbiamo iniziato il mese scorso a organizzare degli incontri tematici aperti a tutti, dando voce ad entrambe le parti.

 

Ad oggi permane la volontà di non schierarsi né per il “Sì” né per il “No”, ritenendo il nostro ruolo puramente informativo, confidando con il nostro lavoro di poter accompagnare i cittadini a un voto più consapevole.

 

Pur tuttavia apprendiamo con rammarico dalla stampa locale che il MoVimento 5 Stelle di Venezia abbia appoggiato il fronte del NO.

Desideriamo sottolineare che la persona citata in un articolo di stampa odierno non rappresenta in alcun modo il MoVimento 5 Stelle, bensì una persona allontanata dal gruppo locale ed esclusa dalle scorse Parlamentarie.

 

Con la presente chiediamo cortesemente che gli organi di stampa prestino ogni necessaria attenzione alle fonti, e confermiamo la disponibilità ad ogni chiarimento utile nel perseguire il comune obiettivo di una corretta comunicazione cittadino.

“Il leader del centrodestra ha portato al Quirinale istanze forti, come l’autonomia delle Regioni che la chiedono. Lo ringrazio: è musica per le orecchie dei veneti, che hanno sposato questa sfida andando a votare sì all’autonomia in 2 milioni e mezzo”.
Così il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha commentato le dichiarazioni rilasciate da Matteo Salvini all’uscita delle consultazioni con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la formazione del nuovo Governo.
“Con questa legislatura – aggiunge Zaia – c’è l’occasione di cambiare la storia del Paese, dando vera autonomia a chi spetta. Che la coalizione di centrodestra sposi questa sfida significa che le riforme stanno avendo un ottimo inizio”.

 

“Siamo pronti – conclude – a dialogare con il nuovo Governo al più presto per arrivare alla definizione finale dell’autonomia del Veneto”.

Il sindaco di Venezia Brugnaro mette in dubbio la legittimità del quinto referendum per la separazione tra Venezia e Mestre.

 

Il referendum è stato indetto dal Presidente della regione Veneto, Luca Zaia, per il 30 settembre. Brugnaro ha detto che la decisione di Zaia è legittima, ma che è doveroso da parte sua ricorrere al TAR per avere un parere sulla sua ammissibilità.

 

Quindi nulla di sicuro ancora prima della sentenza del TAR. I precedenti referendum, quattro, sono stati tutti negativi.

Il Presidente della regione Veneto, Luca Zaia, ha annunciato questa mattina che il 30 settembre prossimo si terrà il quinto referendum per la separazione tra Venezia e Mestre.

 

I precedenti quattro referendum, tenutisi nel secolo scorso, hanno dato risultato negativo. Vedremo cosa decideranno i cittadini in questa quinta tornata elettorale.

Allora ormai è deciso, il quinto referendum per la separazione Tra Venezia e Mestre si farà.

Il Governatore Zaia ha dichiarato che firmerà la delibera e prevede che la consultazione si terrà in autunno.

Il sindaco di Venezia  ha confermato a sua volta che si limiterà ad accogliere la disposizione della Regione, quindi nessuno ostacolo al referendum.

È la quinta volta che i cittadini vengono chiamati a decidere sulla separazione delle due realtà. Le precedenti quattro hanno auto esito negativo, ma per questa quinta i giochi son aperti.

Il quinto referendum per la separazione tra Venezia a Mestre forse si farà.

Il TAR, che doveva esaminare il ricorso contro la non ammissibilità, ha rinviato l’udienza sulla meritevolezza al 21 marzo. La Regione tuttavia ha stabilito che indirrà il 6 marzo prossimo la data di questo nuovo referendum.

 

 

La storia sulla separazione tra Venezia e Mestre è lunga, sono stati superati già quattro referendum e tutti hanno visto la vittoria dei no.

Ovviamente ora si dovrà superare la prevista opposizione di Città Metropolitana e Comune che probabilmente impugneranno anche questa delibera della Regione.

Comunque, se tutti gli ostacoli saranno superati, il referendum si farà e chissà come andrà a finire questa quinta volta.

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La reazione dei veneti non si è fatta attendere: dopo gli epiteti poco edificanti nei confronti di chi è andato a votare per il Referendum sull’autonomia, Oliviero Toscani viene ripagato con la stessa moneta. O “mona”, per dirlo con le parole dello storico fotografo di Benetton.

 

Questo è infatti l’appellativo che ha riservato agli elettori durante un’intervista a radio Padova:

“Ognuno fa le sue scelte… Siete una radio di Padova, mi telefonate alle 8 del mattino per sapere il mio parere, io non è che vi devo dire ciò che volete sentirvi dire: io non avrei detto niente su quei mona che sono andati a votare. Mi hanno chiesto cosa penso? Che sono dei mona”. Toscani azzarda addirittura qualche considerazione sul quoziente intellettivo, che a suo giudizio sarebbe superiore a Milano, dove l’affluenza al voto è stata minore: “Milano è fatta così, è civile. Mentre i contadini là, che non parlano neanche italiano, cosa vuoi che votino?”

 

Dopo le reazioni piccate di Forza Italia e Lega, arriva l’ironia: il marchio Pakkiano Clothing ha pensato bene di sfruttare la situazione ideando delle magliette raffiguranti un Toscani dalle sembianze clownesche, con tanto di scritta “Dicit Veneto Mo.Na”. La T-Shirt è diventata subito virale ed è anche stata messa in palio come premio dal programma radiofonico “Lo sfogatoio” di Radio Peter Pan.

 

“Abbiamo pensato che fosse doveroso da parte nostra, dedicare allo pseudo politico con la macchina fotografica l’opera digitale intitolata ‘MO.NA’ , visto che facciamo parte anche noi dei 2,5 milioni di ignoranti presenti nella nostra regione che hanno votato domenica”, dichiara il mottense Stefano Cigana, proprietario di Pakkiano Clothing.

La T-Shirt commercializzata dal marchio Pakkiano Clothing

 

Per dirla quindi con le parole di Jean Paul, scrittore e pedagogista tedesco: “L’ironia e l’intelligenza sono sorelle di sangue”. Chissà se la reazione di Toscani renderà altrettanto giustizia a questo assunto.

Tra le tante chicche sul Referendum, una sorprende, ed è quella che nel trevigiano i comuni con maggior affluenza di votanti non sono guidati da Amministrazioni di Centro Destra bensì di Centro Sinistra.

 

Infatti guida questa speciale classifica il Comune di Borso del Grappa con il 70,6%, guidato da una amministrazione espressione del Centro Sinistra. Segue il Comune di Roncade, noto per essere il feudo di Simonetta Rubinato, parlamentare di Centro Sinistra e convinta federalista.

 

Il Comune di Treviso in questa gara è arrivato tra gli ultimi superando appena la soglia del 50%.

La reazione alle decisioni prese dalla Giunta Regionale, che chiede per la Regione Veneto il riconoscimento dello stato di Regione a Statuto Speciale, sono state decise.

 

Il Presidente del Consiglio Gentiloni, durante la visita alle Direzione delle Assicurazioni Generali di Mogliano, ha precisato: “Siamo disposti a discutere sull’efficienza dell’Italia, non si discute sull’Italia”. Frase quanto mai chiara.

 

Ma anche l’alleato storico della Lega non condivide la visione del Presidente Zaia. Lorena Milanato, Vice Coordinatore regionale di Forza Italia, esprime forti dubbi sulla posizione assunta dalla Giunta Regionale. “I Veneti non hanno votato per Statuto Speciale – precisa la Milanato – E’ il referendum di Forza Italia ad aver vinto in Veneto e non il quesito della Lega già bocciato dalla Corte Costituzionale”.

“Al di la di questa precisazione – prosegue la Milanato – si è trattato di un grande successo e di una bella prova di democrazia. Tuttavia i veneti che si sono recati ai seggi non si sono espressi per una Regione a Statuto Speciale e di questo dovrebbe tener conto Zaia. Potrebbe sembrare uno spot elettorale”.

 

Di deriva propagandistica parla anche Giacomo Nilandi della Sinistra Italiana, Consigliere Comunale con Delega ai Giovani. “C’è un dopo referendum – dice Nilandi – Si deve andare a trattative con il Governo Centrale ed il risultato va ratificato a maggioranza dal Parlamento. Mi sembra che si sia fatto un uso strumentale del Referendum”.

 

“E’ comunque un Referendum che non sposta il problema del centralismo. La centralità del potere passerebbe da un centralismo di Stato ad uno della Regione. Il potere invece dovrebbe essere passato ai Comuni. In più non ha senso parlare di autonomia di alcune regioni. Bisognerebbe invece parlare di distribuire l’autonomia a tutto il paese spostandoci quindi verso il federalismo”.

 

Dimitri Coin, Segretario Provinciale di Treviso della Lega, invece precisa. “I veneti hanno scritto una pagina di storia della loro Regione. Referendum vero che apre le porte ora ad una trattativa con lo Stato e Regione. La componente identitaria, di appartenenza, l’omogeneità economica e sociale hanno pesato notevolmente sull’affluenza. I Veneti sono i veri vincitori di questo Referendum. Da ora si inizia una nuova pagina di storia”.

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