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Sarà CoopCulture, cooperativa operante nel settore dei beni e delle attività culturali in Italia, a gestire il Centro d’Arte e Cultura del Brolo che ospiterà la pinacoteca, che sarà allestita con una quarantina di opere di assoluto rilievo affidate al Comune di Mogliano in comodato d’uso dalla collezione Alessandra.

 

È questo l’esito della procedura per l’affidamento in concessione della gestione del Brolo, per un primo periodo di diciotto mesi, avviato dal Comune, ultimo atto verso l’inaugurazione della nuova sede espositiva e dell’apertura al pubblico che avrà luogo a settembre.

 

CoopCulture è stata scelta tra cinque società, oltre a essa Basilissa, Arte Laguna, Arcadia Arte, Cooperativa Socioculturale, che avevano manifestato il proprio interesse a seguito dell’indagine esplorativa avviata a marzo, con riapertura dei termini a maggio, dall’Amministrazione comunale. Il criterio di selezione è stato quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, da valutarsi solo sulla base dei criteri qualitativi esplicitati nella lettera di invito.

 

CoopCulture, con sede principale a Mestre e Roma e sedi operative a Torino, Firenze e Napoli, opera in oltre 250 siti in Italia, tra musei, biblioteche, luoghi d’arte e di cultura, con oltre 1.000 operatori. Si occupa di accoglienza, assistenza di sala e guardaroba, attività didattiche e laboratori, catalogazione informatizzata, museum shop e bookshop, biglietteria, prenotazione e prevendita, audio guide e supporti multimediali, marketing, promozione e comunicazione.

 

I numeri della società dimostrano il suo peso nel panorama della gestione culturale in Italia: 49 milioni di euro fatturati, 11,5 milioni di visitatori accolti, 4 milioni di prenotazioni, 452 mila utenti visite didattiche , 105 mila visite didattiche scuole, 22 mila laboratori didattici, 650 mila utenti audio e video guide, 9 milioni di visualizzazioni pagine del portale web.

 

“La scelta dell’operatore culturale cui affidare la gestione della futura pinacoteca è un passaggio determinante per la riuscita del progetto perché dal gestore e dalla sua capacità dipenderà l’affermazione del nuovo Brolo nel panorama culturale nazionale e la capacità di attrarre visitatori. A noi non basta e non interessa, infatti, che al Brolo ci siano quaranta opere importantissime, obiettivo dell’Amministrazione è che diventi un polo attrattivo di amanti dell’arte, di turisti che abbiano un motivo in più per venire a Mogliano, in poche parole creare un volano che porti beneficio a tutte le attività cittadine. Naturalmente crediamo anche possa trattarsi di uno strumento di crescita culturale per tutta la nostra comunità”, affermano il sindaco Carola Arena e l’assessore alla Cultura Ferdinando Minello.

 

L’idea di realizzare la pinacoteca al Brolo fu proposta nel 2016 all’Amministrazione dalla società moglianese Villaggio Globale International, leader nell’organizzazione di mostre e di eventi culturali, che era stata incaricata dall’Architetto Giuseppe Alessandra, collezionista di opere d’arte, nativo di Mogliano Veneto, di verificare la possibilità di affidare gratuitamente la propria collezione di opere d’arte ad una Istituzione pubblica che la potesse destinare ad una visione permanente al pubblico. La collezione è costituita da un numero considerevole di opere d’arte, in maggioranza pittoriche, appartenenti ad un ampio periodo storico che va dal Gotico al Novecento, costituenti un corpus di indubbio valore culturale.

 

L’Amministrazione, accettando la proposta, ha quindi affidato a Villaggio Globale la realizzazione di uno studio di fattibilità propedeutico alla realizzazione della pinacoteca costituita dal fondo Alessandra presso il Brolo, che ha dato esiti positivi e, nel frattempo, ha provveduto ad una riqualificazione della sede espositiva che ora è pronta a ospitare opere così importanti.

 

Sono state stabilite le tariffe di ingresso (intero euro 6,00, ridotto, per studenti e scolaresche, componenti le comitive di almeno 10 persone paganti, ultrasessantacinquenni, disabili e loro accompagnatori, associazioni convenzionate, membri dell’Associazione Amici dei Musei, soci Touring Club, partecipanti ad iniziative didattiche della pinacoteca, euro 4,00, catalogo euro 7,00) che saranno introitate dal gestore.

 

Tra le opere che saranno esposte, ci saranno capolavori come il “Testa di orientale” di Vittore Carpaccio, il “Ritratto di Daniele Barbaro” e “Ritratto di uomo barbuto” di Jacopo Tintoretto, il “Ritratto d’uomo” di Paris Bordon, il “Giorgione con teschio di cavallo” di Pietro della Vecchia (che raffigura il Giorgione), il “Ritratto di giovane” di Santi di Tito.

 

Nella foto: Ritratto di uomo barbuto, Jacopo Robusti detto Tintoretto (attribuito a) (1519-1594) – fine del quinto decennio del XVI sec. – Olio su tela, cm 58 x 49

Ci sono un paio di possibilità per ottenere sconti speciali sui ticket d’ingresso alla mostra Van Gogh Multimedia Experience, ospitata a Venezia presso Palazzo Ca’ Faccanon (Mercerie San Salvador – 5016 Palazzo delle Poste).

La mostra, grazie alla multimedialità, permette una totale immersione nelle suggestioni e nei colori del genio olandese. La mission che persegue questo irrinunciabile appuntamento con l’arte è quello di fornire una visione completa su tutte le opere prodotte dall’artista, con particolare riguardo alla sua travagliata e intensa vita, oltre che alla sua dirompente creatività.

 

La nuovissima convenzione stipulata con “City Pass Venezia Unica” permette ai possessori della card di acquistare il biglietto d’ingresso alla mostra a soli 12 euro, previa esibizione di un documento d’identità e della card stessa.

 

Si tratta quindi di una nuova promozione che si va ad aggiungere a quella di grandissimo successo stipulata con Trenitalia, che permette a chi si presenterà in biglietteria munito di tagliando “freccia rossa” o frecciargento” per Venezia, di ottenere subito una riduzione sul costo del ticket d’ingresso.

 

Due imperdibili occasioni per poter visitare a prezzo ridotto una mostra straordinaria che riesce ad arrivare davvero a tutti.
Non solo conoscitori e appassionati, l’esposizione riscuote grande successo tra gli studenti di ogni ordine e tra i numerosi turisti grazie a un percorso bilingue, in italiano e in inglese.

 

Prodotta da Navigare s.r.l. con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Veneto e del Comune di Venezia, la mostra resterà visitabile fino al prossimo 30 settembre.

 

 

INFORMAZIONI

Durata della mostra: 2 giugno – 30 settembre 2018

Orario della mostra: Giorni feriali da lunedì a giovedì e domenica, dalle 10.00 alle 21.00 / venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30. Orario continuato (ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura)

Indirizzo: Palazzo Giustinian Faccanon (sede anche della Posta Centrale, Mercerie di San Salvador) San Marco- Calle delle Acque

Sito webwww.vangoghmultimediaexperience.it

Biglietteria della mostra: Palazzo Giustinian Cà Faccanon

Telefono: + 39 371 1704794 | +39 345 2750787

Prezzo: intero € 15

ridotto € 12 (invalidi, over 65, studenti, insegnanti e residenti a Venezia (previa presentazione carta di riconoscimento alla cassa)

bambini fino ai 6 anni, ingresso gratuito

gruppi Scuole € 10 (minimo 10 persone)

gruppi (minimo 20 persone)

Info gruppi: per la richiesta di informazioni o la prenotazione di gruppi organizzati e scuole è possibile scrivere a [email protected] o telefonare ai numeri 328 0593427 o 345 2750787.

Si è svolta oggi alla Bugno ART Gallery di Venezia la presentazione di Murano Glass Beyond the Barricades: un progetto che sprigiona la forza propulsiva e comunicativa dell’arte del vetro di Murano, capace di esprimere libertà, arte e cultura e vita contro qualsiasi barriera fisica e mentale.

 

Tredici maestri vetrai hanno interpretato i new jersey trasformando questi strumenti di prevenzione e sicurezza, di discutibile bellezza, cupi, grigi, visivamente pesanti ed ingombranti in opere d’arte colorate, vivaci, ricche di significati, di storia, cultura e bellezza. Le tredici opere saranno esposte e visibili al pubblico, ad ingresso gratuito, dal 9 al 16 settembre 2018, nella sala della Bugno Art Gallery (S. Marco, 1996/d) nel cuore di Venezia proprio a due passi dal Gran Teatro La Fenice.

Le tredici vetrerie di Murano che partecipano a Murano Glass Beyond the Barricades sono: Berengo Studio, Costantini Glassbeads, Effetre Murano, Fornace Ferro Murano, Gambaro & Tagliapietra, Laguna B, Massimiliano Schiavon Art Team, Nicola Moretti, Ongaro e Fuga, Seguso Gianni, Simone Cenedese, Tiozzo Sergio, Vetrate Artistiche Murano.

 

Pesci che risalgono controcorrente le acque di una fontana, un jesey marino che divide il mare sano da quello inquinato, pavoni incastonati in preziosi mosaici, specchi e perle, fiori variopinti, sgargianti e variegati, idee che prendono forma attraverso l’utilizzo di antiche e innovative tecniche di lavorazione del vetro in queste tredici opere realizzate da famosi maestri vetrai: dal vetro soffiato al vetro massiccio, dalla lavorazione a piastra alla lavorazione in vetro colato fino a utilizzare la tecnica Tiffany, dalla lavorazione tradizionale a quella artistica.

 

 

Murano Glass Beyond the Barricades è un progetto nato da un’idea di Luciano Gambaro, che ha coordinato il lavoro di tredici vetrerie di Murano per reinterpretare i new jersey, trasformando quest’oggetto finalizzato alla sicurezza dei cittadini in una vera e propria opera d’arte in vetro.

 

«L’obiettivo del progetto – ha spiegato lo stesso Luciano Gambaro – è di mostrare al pubblico la capacità interpretativa del vetro: la sua forza innovativa d’interpretare i nuovi temi contemporanei in maniera dirompente. Con Murano Glass BTB portiamo il vetro di Murano a confrontarsi con nuovi temi attuali, lo rendiamo materia viva, fluente, attuale e in evoluzione. Personalmente amo definire il progetto come un esercizio artistico. Con questo progetto vogliamo ancora una volta ribadire qual è la grande abilità dei nostri maestri, una sfida che spero venga considerata vinta».

 

Murano Glass Beyond The Barricades è organizzato in collaborazione e con il patrocinio del Consorzio Promovetro di Murano gestore del marchio della Regione del Veneto Vetro Artistico di Murano, Confartigianato Venezia, Bugno Art Gallery e a settembre le fotografie delle opere saranno raccolte in un libro con la prefazione del Professor Jean Blancheart.

 

La mostra è inserita all’interno degli eventi previsti durante la The Venice Glass Week (9-16 settembre 2018), il primo festival internazionale della città dedicato all’arte del vetro, con particolare attenzione a quello di Murano. The Venice Glass Week, è promosso dal Comune di Venezia, ideato e organizzato dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, LE STANZE DEL VETRO – Fondazione Giorgio Cini, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti e Consorzio Promovetro Murano.

Straordinario successo di pubblico nazionale e internazionale per la mostra “Van Gogh – Multimedia Experience”, che propone un percorso espositivo unico, coinvolgente e immersivo. Un vero e proprio boom di residenti, studenti, appassionati visitatori e soprattutto gruppi di turisti che giunti a Venezia sentono il forte richiamo dell’arte di Vincent Van Gogh. Il pubblico si lascia trasportare fin dentro le opere del genio olandese, che sa parlare un linguaggio universale. Una mostra unica nel suo genere prodotta da Navigare s.r.l. con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Veneto e del Comune di Venezia.

 

Tra gli obiettivi dell’evento espositivo, quello di riuscire in un solo colpo d’occhio a offrire per intero i grandi capolavori del Maestro, divisi e ordinati per grandi temi come i celebri ritratti, gli autoritratti, le nature morte e i paesaggi, tutte riprodotte con altissima qualità.
I visitatori si muovono all’interno di Palazzo Cà Faccanon Mercerie San Salvador (5016 Palazzo delle Poste), in un percorso in cui le nuove tecnologie riescono a sposarsi perfettamente con quello che è a tutti gli effetti un modo nuovo di fruire la grande Storia dell’Arte. Tra schermi, totem e soprattutto grazie all’utilizzo dell’esclusiva tecnologia oculus, è di straordinaria suggestione trovarsi immersi tra i densi colori di Vincent Van Gogh.

 

All’interno della mostra una sezione speciale è stata inoltre dedicata alla stilista Gisella Scibona che, ispirata dalle tele del grande artista ha prodotto una originalissima collezione di haute couture per la prima volta in mostra a Venezia. Continua per tutto il mese di luglio la convenzione stipulata con Trenitalia, che permette a tutti coloro i quali si presenteranno in biglietteria muniti di biglietto “Frecciarossa” o “Frecciargento” per Venezia, di ottenere subito uno speciale sconto sul costo del ticket d’ingresso. Sconti speciali sono inoltre previsti per le scolaresche e i gruppi numerosi.

 

L’arte di Van Gogh in grado di arrivare al cuore di tutti, tanto da essere stato consacrato il più grande artista di tutti i tempi.

 

 

INFORMAZIONI

Durata della mostra: 2 giugno – 30 settembre 2018

Orario della mostra: Giorni feriali da lunedì a giovedì e domenica, dalle 10.00 alle 21.00 / venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30. Orario continuato (ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura)

Indirizzo: Palazzo Giustinian Faccanon (sede anche della Posta Centrale, Mercerie di San Salvador) San Marco- Calle delle Acque

Sito web: www.vangoghmultimediaexperience.it

Biglietteria della mostra: Palazzo Giustinian Cà Faccanon

Telefono: + 39 371 1704794 | +39 345 2750787

Prezzo: intero € 15

ridotto € 12 (invalidi, over 65, studenti, insegnanti e residenti a Venezia (previa presentazione carta di riconoscimento alla cassa)

bambini fino ai 6 anni, ingresso gratuito

gruppi Scuole € 10 (minimo 10 persone)

gruppi (minimo 20 persone)

Info gruppi: per la richiesta di informazioni o la prenotazione di gruppi organizzati e scuole è possibile scrivere a [email protected] o telefonare ai numeri 328 0593427 o 345 2750787.

 

Da sabato 7 luglio a domenica 22 luglio, la Libreria Sansoviniana ospiterà la mostra “La biblioteca dentro di noi”, che prevede l’esposizione di importanti fotografie di Kevin Clarke – alcune addirittura inedite – tratte dal ciclo “DNA-Portraits”, ormai celebre in tutto il mondo.

 

L’originale titolo della mostra risale a un concetto semplice: il nostro corpo possiede un numero grandissimo di informazioni ereditate e racchiuse nei nostri geni, allo stesso modo di una biblioteca, che contiene un vastissimo patrimonio di informazioni costituito dai numerosi libri presenti in catalogo.

 

La cerimonia inaugurale, che si terrà domani, venerdì 6 luglio, alle ore 16, presso la Libreria, avrà ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili e vedrà la partecipazione del curatore d’arte Martin Kunz e del direttore della Biblioteca Nazionale Marciana Maurizio Messina.

 

Info:

Libreria Sansoviniana

Piazzetta San Marco 13/A, Venezia

041 2407211

[email protected]

“È motivo di orgoglio e di soddisfazione – ha concluso l’assessore – vedere la Scala del Bovolo affollata di ospiti e e di giovani che la gestiscono: un luogo significativo e particolarmente amato dai veneziani finalmente restituito alla città”. Queste le parole dell’assessore comunale alla Coesione sociale, Simone Venturini, che è intervenuto questa mattina alla presentazione in anteprima della mostra “I volti della pietas veneziana”, a cui erano presenti inoltre il presidente e il vicepresidente di IRE Venezia – Istituzioni di Ricovero e di Educazione, Luigi Polesel e Ennio Favaretto con i consiglieri Laura Friselle e Stefano Ferrarese, il consigliere comunale Paolo Pellegrini e la soprintendente Archeologia, Belle arti e paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, Emanuela Carpani.

 

La mostra, che sarà visitabile dal 30 giugno al 31 dicembre 2018 (dal lunedì alla domenica, dalle ore 10 alle ore 18), espone un considerevole numero di ritratti dei “padri del welfare”, fondatori, governatori, presidenti e benefattori dei tre celebri “luoghi pii” di Venezia: il complesso dei Derelitti, detto Ospedaletto, ai Santi Giovanni e Paolo, il complesso delle Penitenti a San Giobbe e quello delle Zitelle alla Giudecca. Ai dipinti si aggiungono antiche pergamene e planimetrie del XVI e XVII secolo, legati alla storia di queste antiche istituzioni veneziane. Completano il percorso espositivo due opere d’arte contemporanea dell’artista friulano Ludovico Bomben, che si è ispirato al filo conduttore della mostra.

Presentazione catalogo della mostra “Venice Secrets. Crime & Justice”

 

Sabato 30 giugno, alle ore 17:00, presso la piazza eventi Unieuro del Centro commerciale Auchan Porte di Mestre, sarà ospite il ricercatore storico Davide Busato, curatore dell’esposizione “Venice Secrets. Crime & Justice”, visitabile a Palazzo Zaguri (Campo San Maurizio, Venezia) fino al 30 settembre 2018.

 

Il curatore presenterà al pubblico il catalogo esplicativo, svelando il lato oscuro e misterioso di Venezia ai tempi della Serenissima.
Durante l’incontro, sarà anche esposto un prestigioso pezzo proveniente dalla mostra, che gli utenti potranno osservare dal vivo in modo esclusivo.
Presso l’INFOPOINT INFOVOX – l’organizzatore dell’evento – sarà possibile trovare il materiale informativo della mostra.

 

Inoltre, a fronte di uno scontrino di 10 euro spesi presso i punti vendita o l’ipermercato del Centro commerciale Auchan Porte di Mestre, sarà possibile ottenere uno sconto di 2 euro sul prezzo del biglietto della mostra.

 

Info:

tel. 347 8022269 (Silvia)
link evento: http://www.mestre.gallerieauchan.it/eventi

“EPOCA FIORUCCI” è il titolo della mostra che aprirà al pubblico presso la Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro di Venezia, dal 23 giugno 2018 al 6 gennaio 2019.

 

Elio Fiorucci, il celebre creativo milanese scomparso nel 2015, venne da molti definito “il paladino della moda democratica”. Figlio di un commerciante di calzature, fu capace di rivoluzionare la moda e il mercato quando, alla fine degli anni ‘60, portò a Milano lo spirito libero e trasgressivo della Swinging London. Le proposte sempre all’avanguardia e l’apertura ad altri mondi e culture da cui traeva ispirazione, lo rendevano un fuoriclasse.

 

Fiorucci aveva una grandissima passione per l’arte e per l’architettura contemporanea che gli permise di circondarsi di architetti come Sottsass, Mendini, Branzi, De Lucchi – grandi innovatori al pari suo – o di artisti del calibro di Keith Haring, Jean-Michel Basquiat, Andy Warhol, ai quali non chiedeva “opere”, ma contributi creativi per realizzare luoghi, narrazioni, eventi dove i protagonisti erano la persona e i suoi desideri. Fiorucci è stato così il primo “stilista” a livello internazionale ad affidare ai più grandi architetti, grafici e designer la rappresentazione e la comunicazione dei suoi capi e accessori d’abbigliamento, intesi come estensione delle persone e della loro identità. Narrare l’avventura intellettuale di Elio Fiorucci significa ricostruire un’epoca, una rivoluzione del costume – quella del rock, delle ragazze yè-yè, dei figli dei fiori, dell’opposizione al gusto borghese.

 

Il suo primo negozio in Galleria Passarella a Milano, disegnato da Amalia Del Ponte, è del 1967, e nel ’76 lo store coloratissimo sulla 59th Avenue di New York diventa un punto d’incontro di tanti giovani. Qui arrivano anche Andy Warhol, Truman Capote e una giovanissima Madonna, che tiene il suo primo concerto nell’83 allo Studio 54 proprio per i quindici anni di attività di Fiorucci. Sempre nel 1983, in ottobre, Keith Haring con i suoi graffiti firma il restyling dello store milanese. Seguono quindi l’amicizia di una vita con Oliviero Toscani – insieme al quale scardina i canoni della comunicazione – e la frequentazione di Vivienne Westwood.

 

“EPOCA FIORUCCI”, curata da Gabriella Belli e Aldo Colonetti, con Elisabetta Barisoni e con la collaborazione di Floria Fiorucci e dell’Archivio Fiorucci, ricorderà tutto questo, con un percorso e un taglio assolutamente originali in linea con lo spirito non convenzionale e non costrittivo di Elio Fiorucci. Nel salone del palazzo veneziano affacciato sul Canal Grande è allestito un “grande mercato delle idee e delle cose” in un “caos ordinato”, come avrebbe detto Elio, per ripercorrere tutta la sua straordinaria biografia, con un’antologia unica di prodotti, oggetti, manifesti, documentazione di eventi. La sala Elio ripropone il suo universo creativo attraverso immagini e ricordi delle persone che hanno lavorato con lui, mentre sui tavoli sono raccolti gli oggetti più vari, prodotti e venduti da Fiorucci in tutto il mondo, per oltre trent’anni. Gli arredi del negozio di Venezia ricreano nella sala Fiorucci l’atmosfera dei punti vendita del marchio diffusi a livello internazionale e progettati da Sottass Associati, Aldo Cibic e Michele De Lucchi. Ma non è solamente il ricordo dei famosi negozi del creativo milanese – da Los Angeles in Rodeo Drive dove approda all’apice del successo negli anni ottanta, fino a Tokyo, Sydney, Rio e Hong Kong – a guidare l’”architettura” della mostra, bensì il tentativo di ricostruire, attraverso le sue invenzioni, la “filosofia” Fiorucci perché – come ripeteva spesso lui – un negozio, un mercato è “una relazione tra sentimenti, pensieri, linguaggi e anime diverse”. Così le opere di Keith Haring e Jean-Michel Basquiat testimoniano la New York Beat degli anni settanta e ottanta, del suo fermento artistico tra Club e strade metropolitane, in una fusione tra espressione artistica e vita urbana; mentre la presenza costante di Oliviero Toscani, di cui Elio Fiorucci fu amico e “fratello maggiore”, con i suoi manifesti “iconici” e le sue inedite fotografie, dà conto di un’epoca che ha davvero rivoluzionato la moda e la società.

 

Fonte e link utili:
la mostra
info e biglietti
attività educative

Wolfgang Beltracchi e Mauro Fiorese. Un progetto di Christian Zott.

Venezia, Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana, 5 ottobre – 3 novembre 2018

 

La Biblioteca Nazionale Marciana, in collaborazione con ZOTT Artspace, presenta, dal 5 ottobre al 3 novembre 2018 nelle sue Sale Monumentali, la mostra “KAIROS. Il momento decisivo”, che vuole proporre uno sguardo unico nel suo genere sulla storia dell’arte.

La mostra permetterà infatti di ammirare le opere mai viste e mai realizzate in 2000 anni di produzione artistica europea.

 

Dopo tre anni di preparativi, la mostra con le fotografie di Mauro Fiorese (1970 – 2016) e i quadri di Wolfgang Beltracchi (*1951) inaugurerà la sua tournée europea nelle sale della Biblioteca Nazionale Marciana.
“Visto lo stretto legame con Mauro Fiorese, di cui “KAIROS. Il momento decisivo” è stato l’ultimo progetto, tenevamo particolarmente a inaugurare la mostra in Italia, suo Paese natale”, afferma l’ideatore del progetto, Christian Zott, riguardo alla cooperazione con la Biblioteca Nazionale Marciana. Per il progetto europeo, Zott ha incaricato due artisti di confrontarsi con la domanda degli spazi vuoti nella nostra visione dell’arte: “Come sarebbe se non vedessimo tutto ciò che invece avremmo potuto vedere?”, domanda alla quale i due
artisti forniscono risposte fortemente divergenti.

 

 

Mauro Fiorese, nella sua pluripremiata serie “Treasure Rooms”, ha fotografato i depositi di alcuni tra i più importanti musei, dagli Uffizi al Museo Correr passando per la Galleria Borghese, mettendo in luce l’enorme varietà del nostro retaggio culturale, del quale però vediamo in realtà solo una piccola parte. Circa il 90 percento delle collezioni, infatti, è immagazzinato nei depositi dei musei. Il loro grande momento è passato. Perché? – questa è la domanda che i lavori di Fiorese sembrano porre.

 

 

Il pittore Wolfgang Beltracchi, dal canto suo, si mette alla ricerca dei grandi momenti del passato che non sono mai stati fissati su tela, che Beltracchi dipinge utilizzando la mano artistica dei grandi maestri del proprio tempo. Dalla HMS Beagle che salpa con a bordo Charles Darwin, nella mano artistica di William Turner, fino alle scoperte di Amerigo Vespucci, il primo europeo a capire che il Nuovo Mondo era un continente a sé stante, attraverso la mano del suo contemporaneo Sandro Botticelli. Momenti cruciali di una ventina di epoche storiche ci si presentano innanzi, per la prima volta ritratti con la mano artistica dei maestri del loro tempo.

 

Grazie a moderni strumenti per la rappresentazione dell’arte, come una App con realtà aumentata, Christian Zott e il curatore Andreas Klement rendono la visita della mostra un’esperienza quanto mai coinvolgente.

 

Informazioni:
Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana, con ingresso dal Museo Correr, secondo il seguente orario:

ore 10-18 fino al 31 ottobre

dal 1° novembre ore 10-16

 

 

Gli artisti:

Wolfgang Beltracchi è nato nel 1951 con il nome di Wolfgang Fischer come figlio di un pittore e restauratore di chiese. Già in giovane età ha dato una mano al padre, affiancandolo nel suo lavoro e studiando volumi di storia dell’arte. Cosa che gli ha permesso di sviluppare quasi per gioco una profonda conoscenza dell’arte e una straordinaria abilità artigianale, con le quali in seguito avrebbe sbalordito ma anche ingannato il mondo dell’arte.

Mauro Fiorese (1970 – 2016) è da annoverarsi tra i fotografi contemporanei più riconosciuti a livello internazionale. I suoi lavori sono stati esposti, tra gli altri, alla Bibliothèque Nationale de France a Parigi, al Museum of Fine Art di Houston e al Museo di Fotografia Contemporanea di Milano. All’inizio del 2016 è stato premiato come uno degli artisti più influenti a livello mondiale nel quadro del World Economic Forum a Davos.

Fino al 5 agosto, Museo Bailo, Museo Civico Ca’ Robegan e Fondazione Gianni Ambrogio di Mareno di Piave ospitano l’antologica del maestro Gianni Ambrogio, recentemente scomparso. Centoquaranta opere dell’artista, in un percorso di vita dagli anni Cinquanta ai lavori più recenti, compresi i bianco e nero e le sculture

 

È stato un grande artista del Novecento. Pittore, scultore, ceramista, critico, promotore culturale, docente instancabile. A quasi due anni dalla morte, Treviso e Mareno di Piave scelgono doverosamente di dedicare a Gianni Ambrogio una mostra. Un’antologica in più luoghi. Il Bailo, ma anche il Museo Civico Ca’ Robegan e la Fondazione Gianni Ambrogio di Mareno di Piave, dal 9 giugno al 5 agosto, ospiteranno le opere dell’artista trevigiano.

 

L’iniziativa, curata dalla Fondazione Gianni Ambrogio, è patrocinata dalla Regione del Veneto, dalla Provincia di Treviso, dall’assessorato ai Beni culturali e ambientali e al Sistema Museale del Comune di Treviso, dai Musei Civici di Treviso e dal Comune di Mareno di Piave.

 

Sono 140 le opere scelte per l’antologica, in una costruzione espositiva che è una sorta di percorso guidato.
Al Museo Civico Bailo sarà in mostra la maggior parte del periodo artistico di Ambrogio, dagli anni Cinquanta alla fine dei Novanta: una quarantina di opere, fra le quali anche due sculture. Ca’ Robegan invece ospiterà gli ultimi anni di creazione, dal 2000 al 2016. Esclusivamente al bianco e nero, con 28 opere, sarà infine riservata la mostra allestita alla Fondazione di Mareno di Piave.

 

Un comitato scientifico di spessore ha lavorato in questi mesi sia all’organizzazione dell’evento che alla cura del catalogo: Gianpietro Cattai, Alberto Ceschel, Luisa Cogo Ambrogio, Giorgio Di Genova, Luciano Franchin, Sandro Gazzola, Emilio Lippi, Eugenio Manzato, Stefano Marcon, Gian Domenico Mazzocato, Giuseppe Munari, Maurizio Pradella e Giorgio Rossi.

 

Un’esposizione che – a partire dalla scelta delle due prestigiosissime sedi museali della città di Treviso – rappresenta un significativo segno di amicizia e di devozione verso uno dei maestri della Marca che, come sottolinea Maurizio Pradella, curatore dell’evento e presidente onorario della Fondazione Gianni Ambrogio, “ha lasciato una traccia di creatività indelebile ma anche un’eredità morale, donata a coloro che hanno goduto delle sue opinioni e aperture sull’arte e che oggi si trovano colmi di insegnamenti e di un modo sempre innovativo di vivere l’estetica e il contenuto delle cose”. E per un uomo che non ha mai rincorso la fama ecco arrivare il tributo dei tanti amici con un’antologica di grande respiro per far conoscere, anche a chi non ha avuto la fortuna di apprezzarlo in vita, chi fosse Ambrogio.

 

 

 

Cenni biografici

 

Gianni AMBROGIO, all’anagrafe Giovanni Battista Ambroggio, nasce a Treviso il 16 maggio 1928 in una famiglia di origini calabresi e muore a Carità di Villorba il 24 ottobre 2016 all’età di 88 anni dopo anni di sofferenze.

 

La sua fama di grande artista del ‘900 è dettata non solo dal ruolo di pittore, ma anche da quella di incisore, scultore, fumettista, promotore culturale e docente instancabile.
Fin da bambino dimostra una forte predisposizione alla creatività (a soli 7 anni stupisce la maestra eseguendo il suo primo quadro ad olio su lastra di vetro), che anni dopo si concretizza negli studi superiori presso il Liceo artistico di Venezia.

 

Sceglie poi di non iscriversi all’Accademia, perché la ritiene ancora troppo legata alle tradizioni. Nel 1947, a diciannove anni, è stata presentata dallo scrittore Comisso la sua prima mostra. Due anni più tardi viene invitato ad esporre alla prima edizione del Premio Taranto, risultandone l’artista più giovane. Le sue opere collocate insieme a quelle dei più grandi artisti dell’arte italiana, come Carrà, Sironi, De Pisis e De Chirico, colpiscono quest’ultimo dal quale ha avuto il privilegio di essere stato invitato, anni dopo, nella sua casa romana, in occasione della personale di Ambrogio alla galleria “i Volsci”.

 

Viaggia spesso a Parigi e in Bretagna. Lavora anche come restauratore di affreschi per la Sovrintendenza ai monumenti di Venezia.
Apre a Treviso, nell’”antica torre” studio di Arturo Martini, il suo primo atelier e, sempre nella propria città, dirige tre gallerie d’arte: lo spazio espositivo “Circolo Gobetti”, la “Di Barbara” e la celebre “Scaletta”, dove cura le mostre d’importanti artisti quali Morandi, Guidi, Guttuso, Tomea, Saetti, Cassinari, Mascherini, Sassu e tanti altri, portandoli così all’attenzione del pubblico e della critica trevigiana.

 

Dal 1970 al 1982 decide di aprire anche uno studio a Milano al fine di poter captare gli umori e i fermenti culturali della metropoli. Qui, lontano dalla realtà trevigiana, frequenta gli studi di grandi maestri quali Cassinari, Vespignani, Sassu e Migneco.

 

Nel corso del tempo innumerevoli sono stati i riconoscimenti ottenuti dal maestro nel corso della propria vita, come molteplici sono state le esposizioni.
Ricordiamo la mostra antologica nella sede museale di Palazzo Braschi a Roma nel ’92 e tante altre in Italia, in Europa e nelle Americhe in Canada, negli Stati Uniti e in Argentina.
Numerosi sono i premi ricevuti in importanti concorsi nazionali ed internazionali, tra i quali l’Europremio a Londra risultando una delle giovani promesse della pittura europea e i due primi premi a Tuzla – ex Jugoslavia, in occasione della prestigiosa “Biennale internazionale del Disegno originale”.

 

Nel 1998 viene segnalato dal critico Giorgio Di Genova nel Concorso internazionale del Giornale dell’Arte dal titolo “I magnifici cinque”.
Nel 2010 viene costituita la Fondazione Gianni Ambrogio a Mareno di Piave e si avvia con il Comune una collaborazione di successo, che porta alla donazione di 92 significative opere del maestro.
L’anno seguente è invitato alla 54^ Esposizione internazionale d’Arte della Biennale di Venezia curata da Vittorio Sgarbi.

 

Numerose sono le recensioni pubblicate su quotidiani e riviste: il Corriere della Sera, il Giorno, L’Avanti, L’Unità, il Gazzettino, il Resto del Carlino, La Stampa, il Messaggero, il Corriere d’informazione, il Giornale di Pavia, La Tribuna, Bolaf Mese, Arte 2000, Arte in, Arte Mondadori, Patavium, La Vernice, Art Aujourd’hui, Praxis Artistica, Epoca, Cosmopolitan, Grazia, Finnegans.

 

La RAI e numerose emittenti private gli hanno dedicato ampie e innumerevoli trasmissioni con commenti e interviste.
Il suo atelier è ancora meta e ritrovo per amici, artisti e amanti dell’arte.

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