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Nel 2018, Roncade celebra i dieci anni di mostre organizzate negli spazi espositivi del Comune fin dal 2008 e inaugurate allora col pittore Corona per il quale è stata allestita una personale all’interno di Roncade Informa, sotto i portici del centro rinascimentale.

 

Le mostre sono in seguito proseguite nell’atrio del Municipio, che ha ospitato in media 6 artisti all’anno, accuratamente individuati al fine di donare un momento di sospensione e sensibilizzazione all’arte a chi fosse semplicemente di passaggio o impegnato magari in noiose faccende burocratiche.

 

In aprile e fino al 12 maggio già tre noti creativi hanno potuto far apprezzare anche a Roncade le loro opere durante la rassegna “Artisti in transito”, giunta alla seconda edizione, che prosegue ora con il fotografo Giorgio Pandolfo e i suoi “Bikers, Angeli dell’inferno”.

 

Pandolfo, che ha fatto parte del rinomato gruppo di Street Photography “Mignon”, ha al suo attivo numerose personali sia in Italia che all’estero. Negli ultimi anni le sue fotografie vengono spesso allestite in librerie, poiché sono state selezionate per illustrare libri di poesia.

 

L’esposizione dedicata a Pandolfo, inaugurata il 14 maggio, proseguirà sino al 16 giugno prossimo e sarà visitabile con ingresso libero durante i seguenti orari di apertura del Municipio:

da lunedì a venerdì ore 8.30-12.30

lunedì e mercoledì ore 16.00-18.00

sabato ore 9.00-12.00

 

Dopo il recente trasferimento voluto da Donald Trump dell’ambasciata americana a Gerusalemme, fatto che ha generato scontri e rappresaglie con 58 morti e 2000 feriti, oggi il Presidente del Guatemala Jimmie Morales è atterrato in Israele per inaugurare anch’egli l’ambasciata del proprio Paese accanto a quella degli U.S.A., entrambe traslocate da Tel Aviv. Il paese centro americano è il secondo dopo gli Stati Uniti a prendere questa delicatissima decisione in un momento di stallo degli equilibri internazionali.

 

Anche a seguito di queste mosse sulla scacchiera politica mondiale è molto attesa la partecipazione del Guatemala alla 16esima mostra di Architettura della Biennale di Venezia, che aprirà il 25 maggio.
Tra pochi giorni, per l’occasione, in Italia arriverà il ministro della Cultura del Guatemala, Josè Louis Chea Urruela, commissario del Padiglione Nazionale curato da Stefania Pieralice, Daniele Radini Tedeschi, Elsie Wunderlich.

 

La mostra dal titolo “Stigma”, ospitata a Palazzo Albrizzi Capello in Cannaregio (Venezia), oltre ad accogliere i diversi progetti degli architetti guatemaltechi punta i riflettori sull’opera estremamente attuale dei progettisti Caldara&Kluzer, membri del collettivo partecipante Ur Project. L’opera, intitolata “Architettura Virtuale. Real word”, riflette su pannelli dibond un grande planisfero attraversato da fibre ottiche luminose raffiguranti le connessioni internet (instagram, facebook, e social network) tra diversi paesi del mondo. Ovviamente la connessione tra Città del Guatemala e Gerusalemme assume in questo momento un significato politico ben definito, una presa di posizione netta di uno Stato in costante volontà di affermazione che conferma sempre più le eccellenti relazioni tra Morales e Benjamin Netanyahu.

 

 

In Guatemala esistono infatti diversi gruppi pro-Israele su Facebook quali Unidos pro Israele con 662.918 follower o Reporte Honesto che ne conta 205.000. Questo legame deriva anche dagli investimenti israeliti che hanno contribuito a fortificare l’esercito guatemalteco oltre all’aiuto fornito da Israele durante le più recenti catastrofi ambientali che hanno colpito il paese centro americano. Inoltre la connessione Guatemala Gerusalemme affonda le sue radici nella storia, poiché lo stato latino era stato il secondo, sempre dopo gli U.S.A., a riconoscere la sovranità dello Stato di Israele nel lontano 14 maggio 1948.

 

L’opera di Caldara&Kluzer configura quindi un’architettura alternativa, fondata sulla struttura della rete e attivata dalla conseguente risposta dell’umanità, al passo con in tempi e aperta al confronto socio economico globalizzato.
Gli espositori invitati nel Padiglione Nazionale Guatemala sono: Regina Dávila, Adriana P.Meyer, Marco Manzo, Studio Doumus, Elsie Wunderlich e Ur Project (Ana Aleman, Aldo Basili, Carlo Caldara & Federica Kluzer, Victor J.Cohen, Carlo Marraffa, Tina Marzo, Axel Paredes, Guillermo Pemueller, Lucia Tomasi).

 

L’ingresso alla mostra sarà gratuito dal 26 maggio al 25 novembre 2018.

Una mostra epocale in uno splendido Palazzo gotico che racconta con reperti unici e suggestive ricostruzioni i lati oscuri della storia di Venezia attraverso il tema della giustizia, sfatando miti e anti-miti di una delle realtà storiche più longeve nel panorama europeo e per molti aspetti all’avanguardia.

 

Il percorso espositivo è suddiviso in quattro sezioni: l’indagine e la tortura, i carceri e i carcerati, le esecuzioni capitali, l’inquisizione tra miti e leggende.

 

Le trentasei sale espositive offrono l’opportunità di visionare centinaia di strumenti di tortura e di morte, decine di quadri, vestiti d’epoca e libri antichi, il tutto esposto al mondo per la prima volta e proveniente da biblioteche, musei e collezioni private italiane e straniere.

 

La mostra si tiene a Palazzo Zaguri, in Campo San Maurizio, Venezia, ed è aperta tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 21.00 (ultimo ingresso).

S’inaugura venerdì 25 maggio 2018, alle 19, nella Sala Comunale d’Arte di Trieste (Piazza Unità d’Italia 4), la mostra personale dell’artista Antonella Mason intitolata Diario della Terza Dimensione. Relazione tra conscio e inconscio 364giorni+1, curata da Elsa Dezuanni, storico dell’arte, e introdotta con commento critico da Marianna Accerboni.
La rassegna, visitabile fino al 16 giugno, presenta l’installazione di quasi due metri per sei (cm 189,8 x 576,8) che dà il titolo alla mostra ed è composta di 364 piccoli dipinti, di uguale misura, realizzati ad acquerello e acrilico su carta, uno al giorno, nel 2017; il +1 del titolo corrisponde alla data di nascita dell’autrice, il 23 aprile, opera elaborata a sé con 24 minuscoli dipinti, uno per ogni ora di quel giorno, per complessivi cm 61,80 x 4,86.

 

La mostra si completa con tre tele di grandi dimensioni, che nelle intenzioni della curatrice introducono alla comprensione del percorso creativo del Diario, generato da un’analisi introspettiva decennale condotta dall’artista per dare via via un significato nuovo alla propria esistenza congiunta alla creatività. Di altrettanta importanza in questa piccola ma emozionante rassegna è la proiezione in video di alcune performance di Antonella Mason, che contribuiscono a una più ampia visione del suo lavoro.

 

 

Per Marianna Accerboni l’esposizione si configura “raffinata, intensa e icastica con opere attraverso le quali Mason comunica al fruitore la propria visione e interpretazione della realtà. In tale assetto s’intreccia sottilmente la sua filosofia dell’essere, approfondita e condivisa da anni con il neuro scienziato americano James Stellar”; soggiungendo: “A Trieste è scesa una stella, quella dell’introspezione attraverso la pittura. Nella città di Weiss, allievo di Freud, Antonella Mason ci parla del rapporto tra conscio e inconscio, visualizzato attraverso una pittura fatta di passione e di slancio, di dedizione e complessità, di allegoria contemporanea, dal gesto riflessivo e nel contempo immediato. Un’artista colta e internazionale, che opera tra Venezia e New York e ha scelto deliberatamente la tridimensionalità della piazza sul mare di Trieste per esprimere la tridimensionalità del proprio pensiero”.

 

Elsa Dezuanni nel pannello introduttivo alla mostra scrive: “In anni più recenti l’opera è uscita dai confini della tela per amplificare il proprio significato in performance e installazioni, mentre cresceva nell’artista la necessità di sviscerare ulteriormente la relazione tra conscio e inconscio, o ragione e sentimento, e di addentrarsi dunque nei meandri più nascosti della mente. Un andare in quell’oltre che ha chiamato Terza Dimensione, donde è generata nuova creatività operando un ulteriore sovvertimento stilistico, di pari passo con un continuo divenire, da lei definito evoluzione dell’essere. Di tale passaggio la mostra presenta le grandi tele del 2016 Unione, Origine e Incertezza, elaborate con spettacolari accensioni luminose di materia in movimento, raccordate su una tavolozza di azzurri cupi e violacei, di verdi acidi e giallognoli e di rossi accesi o aranciati. In Unione, sullo sfondo di un azzurro intenso, si vede sulla destra un corpo zoomorfo rosso vivo, pressoché sferico (una medusa, per l’autrice), con le silhouette del Brooklyn Bridge allacciato al Ponte della Libertà veneziano tracciate sulla bocca, dalla quale si sprigionano tentacoli simili a fiammate, che si contrappongono a un cumulo vorticoso irradiante una benefica luce
verde. Scossi da altrettanti turbinosi involucri gassosi sono sia Origine – ovvero energia nel processo del suo prorompere da una tazza, che ha la forma dell’Africa, assecondando il mito che da qui sia originata l’umanità – sia Incertezza, che è fucina di forze centripete rilucenti un chiarore che non fa temere l’ignoto. Sgorga da lì una nuova linfa che, nel 2017, porta al Diario della Terza Dimensione, con sottotitolo Relazione tra conscio e inconscio 364giorni+1, per ora (e solo per ora) segmento terminale dell’esplorazione nella propria sfera psico-emotiva. […] Viene da pensare che, in quest’opera di esplosione radiosa, l’artista abbia coniugato le memorie della sontuosità bizantina dei mosaici della veneziana basilica di San Marco con il dinamismo di segni liberati dalla forma e
imprevedibili come il brulicare esistenziale di New York.”

 

Antonella Mason si è formata a Venezia e poi a New York, laureandosi con un Bachelor in Fine Arts al Queens College, CUNY. Attiva in entrambe queste sedi, il suo fare è evoluto gradualmente da un figurativo di richiamo espressionista all’attuale sintassi informale, procedendo per cicli elaborati in relazione al proprio vissuto. Da diversi anni sviluppa una ricerca sul rapporto tra conscio e inconscio, sostanziata anche dal dialogo instauratosi nel 2009 con il neuroscienziato americano James Stellar – e tuttora in atto – sulle reciproche influenze tra arte e neuroscienza.

 

Informazioni:
DOVE: Sala Comunale d’Arte · Piazza dell’Unità d’Italia, 4 · Trieste
QUANDO: 26 maggio · 16 giugno 2018
ORARIO: tutti i giorni ore 10 · 13 e 17 · 20 – Visite guidate con M. Accerboni venerdì 8 e 15 giugno, ore 19
A CURA DI: Elsa Dezuanni
INTERVENTI CRITICI DI: Marianna Accerboni
CATALOGO: sì
INFO: marianna.accerboni@gmail.com · +39 335 6750946 / masonantonella@gmail.com · +39 339 1078717

Il 2018 è un anno importante per l’agenzia trevigiana o-zone, che festeggia 20 anni di attività esponendo al pubblico i propri progetti in una mostra dedicata.
L’inaugurazione è prevista il 12 maggio, alle ore 17:00, presso la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia e la mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 2 giugno (dal lunedì al sabato, ore 9-18, domenica chiuso).
L’esposizione include materiale cartaceo, fotografico, video e digital: la selezione racconta attraverso esempi concreti le competenze sviluppate dall’agenzia nel mettere in luce il DNA del cliente, partendo da un’analisi approfondita dei suoi bisogni e traducendoli in progetti dalla forte identità visiva.
Ad annunciare e accompagnare la mostra, la campagna teaser #veneziaritorna, che invita i veneziani e gli amanti della città a dire la loro su alcuni dei temi più caldi e provocatori che la riguardano.
Dove sono i veneziani?
Dove sono finiti i gatti?
Dove li mettiamo i turisti?
Come ci sono finite qui le navi?
Quattro punti interrogativi per coinvolgere cittadini e amanti della città, invitandoli alla mostra ospitata dalla prestigiosa istituzione veneziana, dove sarà allestito uno spazio dedicato per esprimersi e confrontarsi.
La campagna teaser è online e offline: in città si possono trovare affissi i poster e sui social l’invito è esteso a tutti. I teaser poster verranno stampati in tiratura limitata nei laboratori di serigrafia della Scuola di Grafica e potranno essere acquistati durante la mostra. I proventi verranno utilizzati dalla Scuola per finanziare iniziative a favore di giovani talenti nel mondo della comunicazione.
O-zone ha il suo headquarter a Treviso e una sede a Milano. Si distingue nel territorio per la sua struttura composta da un team di professionisti con specifiche competenze, che sviluppa piani di comunicazione integrata attraverso le unità interne di graphic design, digital e foto & video. Da anni o-zone accoglie gli allievi della scuola internazionale di grafica che si sono diplomati con successo, favorendone l’inserimento nel lavoro di agenzia.
Due realtà che collaborano in sinergia, unite da una visione in comune: formare giovani designer sviluppando le loro competenze pratiche, culturali e progettuali. I lavori che ne risultano sono frutto di una contaminazione tra tradizione e innovazione, storia del design e grafica contemporanea, avanguardia e digital: una collaborazione per elaborare con metodo e capacità di visione progetti di design di alto livello.

La mostra Gli Occhiali al Potere – dal Rinascimento ad Andy Warhol è iniziata con il riconoscimento di cittadini e turisti che ne hanno apprezzato la varietà di pezzi e l’interessante collegamento con i documenti d’epoca.

 

A Treviso infatti c’è la prima raffigurazione conosciuta al mondo degli occhiali: il trecentesco Tomaso da Modena, ritrae il Cardinale Ugo da Provenza mentre legge con l’aiuto degli occhiali e anche altre opere quattrocentesche e rinascimentali provenienti dal territorio trevigiano raffigurano questo strumento: a Paderno di Ponzano un Sant’Antonio con gli occhiali in mano e una bellissima custodia appesa al cingolo, a Castelfranco una “Cena di Emmaus” dove l’oste tiene gli occhiali appoggiati all’orecchio e, nello stesso Museo Diocesano, un dipinto di un seguace di Rocco Marconi dove un personaggio porta gli occhiali ad arco al naso.

 

L’oggetto non ci parla soltanto della bellezza estetica, ma di una notevole vivacità culturale della Treviso romanica e rinascimentale, del cambiamento dello stile di vita considerato che, prima, quando si cominciava a perdere la vista, si iniziava anche a non avere più indipendenza e a non poter raggiungere facilmente la conoscenza.

 

In mostra, oltre a molteplici varietà di occhiali di forma e materiali differenti, sono esposti anche documenti e immagini che ci parlano dell’occhiale, dei primi studi dell’optometria e della loro evoluzione estetica.

 

Un esempio di come la tradizione può continuare è rappresentata da una sezione moderna in cui un giovane designer trevigiano ha realizzato degli occhiali per un tributo a Le Courbusier e ad Andy Warhol.
Tutti spunti e motivi per rendere attuale un museo e creare un dialogo con la realtà cittadina.

 

 

Informazioni e orari:

La mostra “Gli Occhiali al Potere – dal Rinascimento ad Andy Warhol” è visitabile fino a giugno 2018, secondo il seguente calendario:

lunedì e martedì: dalle 10.00 alle 12.30

venerdì, sabato e domenica: dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30

Su richiesta, apertura anche in altri orari.

Tel. 0422 56470 oppure 342 6138992

Continuano gli eventi delle “Città in Festa”, il ricco programma che coinvolge, con svariate iniziative, Venezia, le isole e la terraferma.

 

 

Questi gli eventi di domani, mercoledì 25 aprile:


VENEZIA MURANO BURANO

– Premio Festa di San Marco” 2018 al Palazzo Ducale
– Free – Vocal skyline, al teatro Goldoni, ore 21

MESTRE CARPENEDO
– Campionato di serie A: Basket Umana Reyer – Germani Basket Brescia, ore 18.15, al Palasport Taliercio
– 25 aprile 2018 in Viale S. Marco. Programma: ore 9.30 S. Messa nell’area della chiesetta anni ’60; a seguire concerto de “I flauti san Marco”; gare sportive con bambini e bambine sulla piastra polivalente; mercatino volontariato per autofinanziamento sul sagrato chiesa San Giuseppe (area privata); spettacolo musicale e artistico; expo pittori

CHIRIGNAGO ZELARINO
Commemorazione del 25 aprile

FAVARO
– II Torneo Minirugby “Citta di Venezia”, dalle ore 9 alle 17.30, allo Stadio Comunale di Rugby Via Monte Cervino, 43 Favaro V.to (VE)
– Favaro in Fiore, mostra “L’incanto della natura”
– commemorazione 25 aprile

MARGHERA
– Mercatino del volontariato in Piazza Mercato (Parrocchia SS. Francesco e Chiara), dalle 9 alle 19.

“Sapere che tra breve anche New York ospiterà una mostra dedicata a Canova, un grande veneto, il più importante scultore neoclassico, la cui opera ha contribuito a impreziosire e diffondere l’arte italiana nel mondo, riempie di orgoglio e disoddisfazione”.
Così l’assessore all’istruzione e alla formazione della Regione del Veneto, Elena Donazzan, saluta l’apertura nella “Grande Mela” dal prossimo 21 maggio di un’esposizione che permetterà di apprezzare l’arte di Antonio Canova.

 

La mostra è organizzata da Xavier F. Salomon, capo curatore della Frick Collection, in collaborazione con Mario Guderzo, direttore della Gypsotheca e Museo Antonio Canova, la Venice International Foundation e la Friends of Venice Italy Inc.

“Iniziative come questa – sottolinea Donazzan – hanno il pregio di favorire un livello superiore di cultura, ma anche di creare relazioni capaci di promuovere flussi turistici di qualità verso i nostri territori. Un turismo per il quale stiamo lavorando anche in termini formativi, per preparare al meglio quanti operano nella vasta filiera dell’accoglienza”.

 

“I luoghi del Canova – conclude l’assessore –, come la Gypsotheca e il Museo di Possagno splendidamente curati dal direttore Mario Guderzo, sono già oggi un forte elemento di attrattività turistica e rappresentano una delle eccellenze della Pedemontana, un’area che ha molto da offrire dal punto di vista non solo culturale, ma anche ambientale e delle produzioni di pregio: un territorio dalla vocazione turistica certa ma ancora con grandi margini di crescita”.

 

Dopo la sua permanenza alla Frick, la mostra sarà ospitata dalla Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno a partire dall’11 novembre 2018.

Un programma ricco e articolato per valorizzare l’arte, favorire lo sviluppo dei giovani artisti, creare occasioni espositive che arricchiscano il panorama culturale della città di Venezia: è stato presentato questa mattina alla Galleria di Piazza San Marco della Fondazione Bevilacqua La Masa il calendario delle attività per l’anno in corso, alla presenza della presidente della Commissione consiliare Cultura, Giorgia Pea, del presidente dell’Istituzione Bruno Bernardi, del consigliere Roberto Zamberlan e dei curatori delle mostre in programma.

 

“Abbiamo voluto riaprire la Bevilacqua a tante memorie cittadine anche recenti – ha sottolineato Bruno Bernardi. Cominciando dalle mostre di Giovanni Granzotto, Amedeo Renzini, Giuseppe Gambino abbiamo dato spazio spazio ad autori che sono forse l’espressione dell’ultima stagione intensamente produttiva veneziana, quella tra la fine degli anni ’50 e ’60. Abbiamo poi continuato il tema delle collaborazioni internazionali – e ospiteremo alla Giudecca il padiglione della Biennale Finlandese – e mantenuto i contatti con le imprese. Ma il nostro obiettivo – ha rimarcato il presidente della Bevilacqua – è di lavorare per mettere in contatto i nostri giovani con i galleristi perché riteniamo che uno dei contributi importanti che questo soggiorno di un anno in Bevilacqua possa offrire sia quello di testare la propria vitalità artistica, ma anche di ricevere un’esposizione adeguata”.

 

Bernardi ha inoltre evidenziato come la Fondazione abbia riportato da 12 a 14 il numero degli atelier a disposizione dei giovani artisti che quest’anno sono 7 uomini e 7 donne, facendo in modo che gli studi fossero agibili e attrezzati predisponendo anche un regolamento interno.

 

“Immagino – ha commentato la presidente Pea – che Felicita Bevilacqua La Masa sarebbe felice di quello che si sta facendo nella Fondazione, promuovendo il genio creativo di questi giovani artisti che meritano di essere favoriti, incoraggiati e di essere introdotti in una realtà che non è sempre facile. Proprio come evidenziano le linee di mandato dell’Amministrazione si punta alla valorizzazione dell’arte e della produzione culturale della città, cercando quanto più possibile di coinvolgere le nuove generazioni. Vivere la città di Venezia non è semplice, è un’esperienza che rimane nell’anima ed bello che la città si apra ai giovani artisti”.

 

Rispetto al programma la presidente Pea ha posto l’accento su due aspetti in particolare: l’attenzione paritetica al genere femminile e a quello maschile “perché la presenza delle donne, come artiste, nell’arte ha sempre vita difficile” e l’avvicinamento alle nuove generazioni e alla loro formazione con il coinvolgimento di famiglie, di scuole e insegnanti nell’appuntamento in programma a Palazzetto Tito dal 28 aprile al 12 maggio, realizzato in collaborazione con BarchettaBlu nell’ambito del Festival della lettura.

 

Intanto per celebrare i 120 anni della Fondazione, fino al 29 aprile, nella Galleria di Piazza San Marco resterà esposta la mostra “Atelier Venezia”, sugli artisti che hanno occupato gli studi dal 1901 al 1965, con opere di Emilio Vedova, Tancredi Parmeggiani e Davide Orler. Dal 20 maggio all’8 luglio sarà invece la volta di “La Passione e la visione”, un confronto fra Venezia e Firenze a partire dalle due figure Riccardo Selvatico e Giovanni Battista Giorgini che idearono la Biennale nel 1895 e “La Moda Italiana” nel 1951. A seguire, dal 14 luglio al 16 settembre, verrà realizzata una grande mostra con 150 opere che presentano gli Spazialisti a Venezia: Fontana, Guidi, Deluigi, Bacci. A Mario Arlati sarà invece dedicata l’esposizione autunnale della Bevilacqua La Masa dal titolo “Muri e stracci: la materia diventa arte”. Infine, a cavallo tra 2018 e 2019, verrà inaugurata la mostra “Fotografia e progettualità artistica”.

Venerdì scorso ha aperto i battenti la mostraLeggere le mie parole”, esposizione personale di Christian Gobbo, presso la Galleria Carlo Alberto di Treviso.
Il quarantasettenne artista casalese, diplomato alla Scuola Internazionale di Grafica di Venezia, si è specializzato negli anni in un’arte contemporanea di nicchia, facendosi “interprete ermetico della luce” con la produzione di neon luminosi che danno forma a parole, frasi, emozioni. La mostra è a ingresso libero e sarà aperta fino a domenica 15 aprile, dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.30.
A questo link è possibile vedere un video di Christian al lavoro, mentre qui è possibile leggere un articolo pubblicato su Art Style.

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