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La Regione Veneto integra e diversifica gli incentivi alle aziende che assumono disabili preparandosi a raddoppiare le risorse disponibili. Per le aziende con più di 15 dipendenti il collocamento mirato di persone disabili o invalide è obbligatorio per legge e sostenuto dagli incentivi erogati dal fondo nazionale per il collocamento dei disabili. In Veneto la Giunta regionale, su proposta dell’assessore al lavoro, destina ulteriori risorse del proprio bilancio regionale per estendere gli incentivi anche alle aziende medio-piccole e micro e favorire l’occupazione di persone disabili o invalide che rischiano di essere più lontane dal mercato del lavoro.

 

“Lo scorso anno il fondo regionale per l’assunzione di persone disabili – spiega l’assessore – ha risposto a 102 richieste di agevolazione impegnando 500 mila euro. Ci siamo posti il problema di far conoscere in anticipo ai nostri imprenditori le agevolazioni di cui possono godere assumendo una persona disabile e di creare in tal modo le condizioni migliori per far incontrare ‘domanda’ e offerta’ anche in questo campo. Così, da quest’anno la Regione ha reso noto in anticipo il ‘quantum’ dei benefici previsti per gli imprenditori non soggetti ad obblighi di legge e si prepara a potenziare il fondo regionale per le agevolazioni in modo di allargare la platea dei beneficiari”.

 

Gli incentivi regionali (5 mila euro pro capite) sosterranno le assunzioni a tempo indeterminato di disabili over 45, a bassa scolarità, o con disabilità sensoriale. Agevolazioni regionali più consistenti (7500 euro) sono previste per le aziende che assumeranno disabili over 55. E incentivi sono previsti anche per assunzioni a tempo determinato di disabili a cui manchino meno di 3 anni per maturare i requisiti per la pensione di vecchiaia.

 

Oltre ad alleggerire per un anno il costo del lavoro di contratti rivolti a persone con disabilità, la Regione prevede anche contributi, fino a un massimo di 20 mila euro, per le imprese che sostengono spese per abbattere barriere architettoniche sul luogo di lavoro o per interventi strutturali o tecnologici utili per rendere il posto di lavoro idoneo ad accogliere la persona con disabilità.

 

 

“L’obiettivo è almeno raddoppiare il numero delle richieste e quindi gli inserimenti lavorativi”, conclude l’assessore. Incentivi e contributi saranno concessi alle aziende dopo aver verificato la permanenza nel posto di lavoro della persona assunta per almeno un anno: pertanto sarà possibile reperire coprire il fabbisogno di ulteriori risorse anche con il prossimo esercizio regionale.

Bernard (Fai Cisl): “Agricoltura il settore più colpito”

 

“Serve un’azione efficace di prevenzione ed educazione alla sicurezza”. Di fronte all’ennesima tragedia sul lavoro nella Marca trevigiana – la morte di un agricoltore in un vigneto di Col San Martino a causa del ribaltamento del trattore su cui stava lavorando – interviene Cinzia Bonan, Segretario generale Cisl Belluno Treviso. “La sicurezza deve essere una priorità per tutti – afferma – non è un problema trevigiano, ma veneto e nazionale. Auspico che il tavolo aperto dalle organizzazioni sindacali venete con il governatore della Regione possa dare presto dei risultati concreti: serve l’impegno e la sensibilità di tutti, anche dei lavoratori che devono lavorare in sicurezza”.

 

Cgil, Cisl e Uil del Veneto hanno concordato una linea comune di azione a fronte dei recenti drammatici casi di infortuni sul lavoro, condividendo un documento unitario con le proposte e le richieste finalizzate a rafforzare la sicurezza sul lavoro e il contrasto agli infortuni. Sabato 26 maggio a Padova si svolgerà una manifestazione regionale unitaria, e nel corso della prossima settimana sono previste assemblee sui posti di lavoro e iniziative territoriali. Nella giornata di oggi, i lavoratori del settore metalmeccanico hanno aderito in maniera massiccia allo sciopero regionale per la sicurezza sul lavoro proclamato dalle federazioni di categoria Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil: nelle grandi aziende nella Marca l’adesione è stata superiore all’80%.

 

Riccardo Bernard, segretario generale della Fai Cisl Belluno Treviso, la federazione che si occupa dell’agroalimentare, spiega che “l’agricoltura è uno dei settori più colpiti dagli infortuni mortali; occorre lavorare maggiormente sulla formazione degli addetti e sulla prevenzione. In questi anni sono stati fatti diversi interventi, anche attraverso l’ente bilaterale per l’agricoltura trevigiana che ha recentemente lanciato una campagna sulla sicurezza distribuendo a tutti i lavoratori un vero e proprio manuale ad uso degli addetti del settore”.

 

Che il settore sia il più funestato dalle morti bianche lo dimostrano i dati. In provincia di Treviso, su 11 incidenti mortali avvenuti l’anno scorso, ben 4 riguardano coltivatori diretti: 3 di loro sono morti per il ribaltamento del trattore agricolo. Ma non è tutto. L’anno scorso un cantiniere è deceduto per asfissia dopo essere entrato in un’autoclave e un addetto di una distilleria ha perso i sensi mentre si trovava in un deposito di vinacce.

 

A livello veneto, l’agricoltura detiene il tragico primato sotto tutti i punti di vista, come si evince dal Dossier sugli infortuni sul lavoro recentemente elaborato dalla Cisl regionale: un infortunio su tre avviene in un luogo agricolo; dal 2011 ad oggi il 27% (92 su 338) dei morti sul lavoro sono coltivatori diretti o loro familiari; il 38% dei casi riguarda persone occupate in questo settore.

Dopo il grande successo dello scorso anno, ritorna la rassegna culturale “Robe da Mati” organizzata dalla cooperativa sociale Sol.Co., che punta i riflettori sui temi della salute mentale attraverso i potenti mezzi della musica, del teatro, della narrativa e delle immagini.
La rassegna quest’anno avrà una speciale anteprima, venerdì 18 maggio, dal titolo “È quasi.. Robe da Mati” che porterà nella piazze di Treviso, in un suggestivo girovagare, i cantautori Gerardo Pozzi e il duo Do’Storieski (Alberto Cendron e Leo Miglioranza) e le performance di danza di Nextage Dancetheatre con Angela Lattanzio e Mauro Scandagliato.

 

L’evento, in co-progettazione con il Comune di Treviso, vede la collaborazione del CartaCarbone Festival presente con due lettrici e sarà narrato per immagini dal fumettista Paolo Gallina, illustratore del TCBF Treviso Comics Book Festival, che realizzerà un carnet di viaggio.

 

Le piazze coinvolte saranno piazzetta Aldo Moro, piazza San Vito e piazza Santa Maria dei Battuti, la cui illuminazione è stata realizzata da Osram, principale cliente della cooperativa Sol.Co.

 

 

“Vogliamo con forza continuare a proporre un’azione culturale, per portare in piazza i temi della salute mentale, della marginalità, dell’inclusione, della forza del lavoro come strumento riabilitativo – spiega Luciana Cremonese Presidente della cooperativa Sol.Co– Lo scorso anno è stata una sfida, un po’ folle, ma considerato il successo di pubblico e l’interesse suscitato abbiamo capito che è la strada giusta da percorrere, per cambiare la mentalità e abbattere lo stigma ancora pesante su queste tematiche.”

 

Alla conferenza stampa di presentazione ha partecipato il Sindaco di Treviso, Giovanni Manildo, che ha potuto conoscere meglio la cooperativa, i soci e quanto ogni giorno si realizza all’interno di questa realtà sociale: “Ho visitato con particolare interesse la cooperativa Solco, incontrando i soci e ascoltando le loro storie di vita. Queste realtà di cooperazione sociale sono una vera ricchezza per il nostro territorio, e contribuiscono a rendere la nostra comunità sempre più inclusiva. Il lavoro, come quello svolto in cooperativa Solco, diventa un’esperienza socializzante, rispondendo in pieno all’obiettivo che si poneva anche la Legge 180, di ridare pari dignità e diritti a tutti i cittadini.

 

Nei giorni scorsi è stata la volta di Miriam Giuriati, Anna Sozza e Rossella Cendron, rispettivamente Sindaco di Casier, Maserada sul Piave e Silea (in foto), visita interessante considerando la leadership femminile in Sol.Co., cooperativa decisamente in rosa, con una Presidente e Vice Presidente donna e il 60% del CdA al femminile.

 

Ma sono molte le personalità che hanno fatto visita alla Sol.Co. in questi mesi, Sindaci e assessori di Mogliano, Spresiano, San Biagio di Callalta, Povegliano, Roncade e Carbonera, le parlamentari Simonetta Rubinato e Laura Puppato, il senatore Franco Conte, il maestro d’arte Marco Varisco, Bruna Graziani Presidente di Carta Carbone Festival, l’attore e scrittore Pino Roveredo, Alberta Basaglia figlia dello psichiatra Franco, padre della legge 180.

 

Proprio Alberta Basaglia si è complimentata per la scelta di parlare di salute mentale attraverso la cultura e l’arte, in questi giorni in cui si celebrano i 40 anni dalla Legge che portò alla definitiva chiusura dei manicomi nel nostro Paese. È significativo per noi che molte autorità abbiano espresso il desiderio di visitare da vicino la nostra realtà cooperativa, conoscere i soci, comprendere il lavoro che viene svolto in Sol.Co. – afferma Luciana Cremonese Presidente di Sol.Co. – Il lavoro è un elemento centrale per la persona con disagio psichico, qui in cooperativa i nostri soci possono acquisire professionalità, autonomia economica ma soprattutto autostima, che si riversa positivamente sul decorso della loro patologia.”

 

Le persone che soffrono di depressione perdono circa il 25% delle giornate lavorative a causa della patologia di cui soffrono. La percentuale di assenteismo, a livello nazionale, si attesta sul 5,49%, mentre per i soci Sol.Co. questa percentuale è molto più bassa, si ferma al 4%.

“Vogliamo che la nostra cooperativa sia sempre più aperta al territorio, non solo per creare sinergie utili al lavoro dei nostri soci, ma per essere vicine ai bisogni espressi anche dagli amministratori e trovare insieme le riposte più opportune” conclude Luciana Cremonese.

 

Sull’argomento sono significative alcune riflessioni raccolte tra i soci SolCo, come quella di Mauro che dice: “Per me il lavoro è portare a termine i compiti che mi vengono assegnati e anche come terapia per la depressione perché ti fa pensare ad altro e ti senti utile e gratificato” o di Fabrizio che confida quanto: “Il lavoro per me è importante perché mi permette ancora di sperare di avere una vita migliore”.

 

Importante l’affiancamento e l’appoggio del Consorzio Intesa CCA e di Federsolidarietà Belluno Treviso che da sempre sostengono la cooperazione e nello specifico la cooperativa Solco, incentivando le iniziative culturali volte a promuovere l’inclusione sociale e la valorizzazione della singola persona.

 

 

 

 

Chi è la cooperativa sociale Sol.Co. di Treviso

La cooperativa sociale Sol.Co. di Treviso dal 1992 si occupa di inserimento lavorativo di persone con disagio psichico, opera sul territorio con la sua attività di assemblaggio, blisteratura e imballaggio. Attualmente impegna 65 persone, tra cui soci lavoratori, soci in formazione lavoro e volontari; negli anni, sono state circa 170 le persone inserite in percorsi professionalizzanti.

Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha preso parte questo pomeriggio, all’Ateneo Veneto, al convegno promosso dalla Comunità ebraica di Venezia e dalla Confindustria di Venezia Rovigo dal titolo “Le leggi del 1938 ed il mondo del lavoro: una riflessione sull’esclusione a distanza di ottant’anni dalle leggi razziali”.

 

È un tema – ha sottolineato il primo cittadino lagunare nel suo intervento – ancora di stretta attualità. Le leggi razziali sono state uno dei momenti più bui della storia del nostro Paese. È giusto perciò non dimenticare cosa è avvenuto, ma ricordarlo tutti i giorni per i prossimi mille anni, perché questo non accada mai più. Oggi il tema dell’integrazione rimane all’ordine del giorno: basta semplicemente guardare a cosa succede in questi giorni a Gerusalemme, o nella stessa Europa, dove le persone non sono più sicure come lo erano un tempo. Venezia è stata sempre in prima fila, nella sua storia, nel favorire l’integrazione, basata però sempre sul rispetto delle leggi locali vigenti. In questo senso rimane un esempio da ricordare, ed imitare, l’integrazione nella nostra città della comunità ebraica. Questo può oggi avvenire anche a livello internazionale, attraverso il dialogo, ricordandoci però sempre chi sono i nostri amici, e da che parte stiamo.”

 

Presenti all’incontro, tra gli altri, il presidente della Comunità ebraica di Venezia, Paolo Gnignati, il presidente di Confindustria Venezia Rovigo, Vincenzo Marinese, il presidente dell’Ateneo Veneto, Giampaolo Scarante, i docenti universitari Ernesto De Cristofaro, Ilaria Pavan e Giovanni Favero, ed il giudice dell’alta Corte di Appelli federali, Guido Calabresi.

Di seguito diffondiamo il comunicato sindacale unitario della proclamazione di proroga dello sciopero dei lavoratori turnisti Vinyloop, sin alle ore 6.00 del 25 maggio p.v.

 

Indegno spettacolo quello offerto dalla direzione aziendale della Vinyloop sino ad oggi. Nonostante la promessa che entro la metà di maggio il consiglio di amministrazione della società avrebbe deciso il destino dell’attività produttiva, ad oggi i lavoratori della Vinyloop non hanno ancora ricevuto alcuna notizia dalla direzione aziendale.

 

Ormai non vi sono più aggettivi per qualificare il comportamento del management societario e della proprietà, la multinazionale Ineos e Serge Ferrari. Proprietari che si sono negati alle richieste di incontro sindacali e istituzionali. Questo atteggiamento irresponsabile costringe ancora una volta i lavoratori a proseguire lo sciopero intrapreso per salvaguardare il proprio lavoro.

 

A far luce in tutta questa vicenda è forse la storia di Ineos nel nostro Paese. Di questa multinazionale, tristemente famosa per avere portato la Vinyls, società produttrice di VCM, PVC e PVC compound al collasso e alla conseguente successiva chiusura. Vinyls nota per la vicenda dell’isola dell’Asinara, l’isola dei cassintegrati.

 

 

Ma imbarazzante risulta anche la posizione di Serge Ferrari, del proprietario di minoranza della Vinyloop, produttore di teloni in PVC e fibre in poliestere. Imprenditore che ha costruito la propria immagine, di responsabilità sociale ed ambientale grazie anche all’attività di recupero e di riciclo del PVC nell’impianto di Ferrara. Immagine che Ferrari continua a pubblicizzare sul proprio sito on-line, nonostante l’impianto sia completamente fermo da almeno 1 mese e che la parte impiantistica Texyloop della lavorazione dei teloni di Ferrari non produca alcun materiale riciclato da oltre sette mesi. Serge Ferrari dunque millanta questa attività oppure in quale impianto e in quale luogo ricicla il PVC prodotto?

 

È evidente dal sito internet che la tecnologia utilizzata esiste solamente nel sito di Ferrara, quindi questa pubblicità quali interessi economici determina? L’affare Vinyloop appare sempre più intricato, crocevia di interessi economici e di scelte industriali e manageriali mancate che si ripercuotono sui lavoratori e le loro famiglie.

 

Le OO.SS. e la RSU Vinyloop proclamano pertanto la proroga dello sciopero dei lavoratori turnisti sino alle ore 6.00 del 25 maggio p.v.

Si è tenuto ieri, presso la sede del ministero dello Sviluppo economico, il tavolo relativo alla situazione aziendale dell’Ideal Standard di Trichiana (Belluno), a cui hanno partecipato i vertici aziendali, le Organizzazioni sindacali e l’assessore al Lavoro della Regione del Veneto, assistita dall’Unità di crisi aziendale regionale.

 

L’incontro era incentrato sulle prospettive industriali del Gruppo, considerato il nuovo perimetro aziendale che vede lo stabilimento di Trichiana come unica realtà produttiva rimasta in Italia.
Alla luce delle limitate informazioni fornite da Ideal Standard, il Ministero, con il supporto della Regione, ha chiesto all’Azienda l’apertura di un confronto con le rappresentanze sindacali che consenta la rapida definizione di un piano strategico aziendale per il periodo 2018/2020, la cui presentazione è fissata per il prossimo 7 giugno sempre in ambito ministeriale.

 

 

L’incontro di oggi non è stato esaustivo – ha dichiarato ieri l’assessore regionale al Lavoro – completati gli investimenti da 9 milioni di euro nel sito di Trichiana, finanziati per due terzi dal sacrificio in busta paga chiesto ai lavoratori, ci saremmo aspettati l’illustrazione di un piano aziendale con un orizzonte temporale di medio lungo periodo per Trichiana e i suoi lavoratori, ma ciò non è accaduto. Assieme al Mise – ha concluso l’esponente di Palazzo Balbi – abbiamo chiesto che si proceda rapidamente. Come già avvenuto in passato, noi siamo disponibili a garantire il massimo appoggio a ogni azione utile a sostenere questa nostra realtà aziendale. Ora però Ideal Standard faccia la sua parte”.

L’assessore al Lavoro della Regione Veneto ha incontrato ieri le organizzazioni sindacali di MCS Cavaliere (ex Marlboro Sportswear di Valdagno) e di Industries Sportswear Company (ISC, in passato legata a Moncler), due società della moda che hanno in gestione i marchi Henry Cotton’s, Marina Yachting e Mcs, e che occupano complessivamente quasi 300 dipendenti, un terzo impiegati nelle sedi di Mestre e i restanti nei punti vendita (negozi e outlet) sparsi per l’Italia.

 

I rappresentanti dei lavoratori hanno manifestato tutta la loro preoccupazione circa l’attuale situazione delle due realtà produttive, attualmente in procedura fallimentare con esercizio provvisorio. A tale situazione le due società sono giunte a seguito della gestione del fondo Emerisque, fondato dall’imprenditore indiano Ajay Khaitan. Fondo che, peraltro, risulta aver lasciato alle due società solo la licenza temporanea, e non più esclusiva, dei tre marchi.

 

Nonostante tale situazione di difficoltà – hanno fatto presente i rappresentanti sindacali – i lavoratori stanno supportando i curatori fallimentari al fine di mantenere la continuità produttiva della realtà italiana. Grazie al know how e alle competenze dei lavoratori viene mantenuta viva, e per quanto possibile accresciuta, la rete dei potenziali clienti esteri e italiani degli storici marchi. Oltre a ciò i dipendenti di ISC-
MCS stanno lavorando per progettare le future collezioni.

 

L’assessore al Lavoro, affiancata dall’Unità di crisi della Regione Veneto, ha assicurato costante attenzione e monitoraggio alla vicenda, in stretto coordinamento con il Ministero dello sviluppo economico, e pieno sostegno ai lavoratori.
“Il valore aggiunto – ha sottolineato – di questa realtà aziendale è costituito da questi marchi della tradizione tessile e manifatturiera del ‘made in Italy’ e ancor più, se possibile, dall’attaccamento all’impresa che i dipendenti stanno manifestando e dalle competenze che posseggono”.

 

“Porterò personalmente i prossimi sviluppi della vicenda al tavolo del Mise”, ha assicurato l’assessore.

La Regione Veneto ha un proprio modello di orientamento alla scuola o al lavoro. Oggi, venerdì 13 aprile, a villa Cordellina di Montecchio Maggiore, l’assessore regionale Elena Donazzan illustra agli operatori del settore la strategia regionale e le prospettive del sistema delle attività messe in campo – tra scuola, imprese e mercato del lavoro – per accompagnare ragazzi e famiglie nella scelta di ‘cosa farà da grande’.

 

“Già il titolo della giornata, #Orientati, che può essere letto come un imperativo presente o come un participio passato – spiega l’assessore Donazzan – rivela il duplice fine di questa iniziativa: la giornata servirà per condividere con i primi protagonisti (dirigenti scolastici, insegnanti, centri di formazione, centri di orientamento) le strategie del sistema regionale per il prossimo triennio e, nello stesso tempo, a lanciare un appello ai giovani e ai loro genitori per sconfiggere disorientamento, passività, luoghi comuni. La scelta del proprio futuro è un momento fondamentale della crescita che va sostenuto con opportuni stimoli, con esperienze dirette e contatti personali, con strumenti che aiutino la conoscenza di sé e la comprensione delle dinamiche interpersonali, sociali ed economiche. Il fine ultimo è affinare un sistema articolato e omogeneo, su base regionale, che consenta di aprire le porte del futuro alle nuove
generazioni”.

 

La giornata regionale dell’orientamento si aprirà alle 10 con l’intervento dell’assessore Elena Donazzan. Nel corso della mattinata si alterneranno alcuni esperti del mondo della scuola, della formazione e del mercato del lavoro: Cristina Zaggia, esperta di orientamento dell’Università di Padova, Massimo Marzano Bernardi, responsabile della Direzione regionale Formazione e istruzione, Daniela Beltrame, direttrice dell’Ufficio scolastico regionale, Annamaria Pretto, referente regionale dell’Ufficio scolastico per l’alternanza scuola-lavoro, e Tiziano Barone, direttore di Veneto Lavoro.

 

Alle 11.45 seguirà la tavola rotonda, moderata da Cristina Zaggia, con Laura Parenti dell’Ufficio scolastico territoriale di Verona, Anna Maria Pastorelli, dirigente del liceo Celio-Roccati di Rovigo, Giorgio Sbrissa, presidente di Enaip Veneto, Enrica Scopel, direttrice della Fondazione ITS Academy Turismo Veneto, e Lisa Lora del Centro per l’impiego di Vicenza.

 

Le conclusioni spetteranno a Santo Romano, direttore dell’area Capitale Umano, cultura e programmazione comunitaria della Regione Veneto.
Nel pomeriggio i partecipanti saranno coinvolti in quattro gruppi di lavoro, rispettivamente dedicati a:

1) gli strumenti innovativi per le attività di orientamento

2) le attività sostenute, i costi e le modalità di rendicontazione

3) l’orientamento verso i poli tecnico professionali

4) il rapporto tra scuola e mercato del lavoro.

“Dopo oltre 10 anni da quando venne firmata la convenzione tra il Comune di Venezia e la Ditta Gabrielli SpA per la realizzazione delle opere di urbanizzazione del Piano di recupero “Comparto Aluvenice”, questa Amministrazione è riuscita a trovare una soluzione a una intricata situazione – spiega l’assessore De Martin. E così, a fronte della realizzazione e cessione a titolo gratuito delle opere di urbanizzazione primaria, che hanno visto la realizzazione di un parcheggio di 2.708 metri quadri, è stato stabilito di monetizzare le opere di urbanizzazione secondaria per un importo di 254.094,93 euro e, contestualmente, di modificare la Convenzione attuativa stipulata il 5 settembre 2007.

 

La Giunta ha preso questa decisione nel corso dell’ultima seduta – continua De Martin – considerata la loro difficile fruibilità da parte della collettività dato che queste opere di urbanizzazione secondaria sono previste all’interno del lotto di proprietà e a ridosso del nuovo edificio che si andrà a realizzare. Una struttura di oltre 18mila metri quadri che la Ditta Gabrielli andrà a edificare portando nella zona di Porto Marghera nuovi investimenti e nuovi posti di lavoro per i nostri ragazzi. Una scelta di buon senso che sblocca una situazione di stallo e che dimostra quanto questa Amministrazione vuole essere al fianco di tutti coloro che si rimboccano le maniche e vogliono rendere la città più moderna, più attrattiva e attenta al futuro delle giovani generazioni che non devono crescere pensando di doversene andare per poter trovare lavoro. Avanti tutta. Anche questa è la dimostrazione che siamo vicini alle imprese che valorizzano la loro produzione industriale e artigianale”.

 

Il Compendio Aluvenice, di proprietà della Ditta Gabrielli SpA, localizzato nell’Insula portuale nella prima zona industriale di Porto Marghera, si estende su una superficie di 54.162 mq e sarà destinato ad ospitare l’attività logistica dell’Azienda che riconosce a Porto Marghera le grandi potenzialità offerte dalle infrastrutture per l’interscambio modale (terminalisti e operatori portuali, rete ferroviaria, rete stradale). Il piano di sviluppo dell’Azienda prevede il mantenimento dell’edificio esistente (di 9mila mq) e la realizzazione di un ulteriore immobile di 18mila mq per una superficie coperta complessiva di 27mila mq destinato ad attività logistica e produzione.

La Cooperativa Fai Padova (Famiglie-Anziani-Infanzia) è una delle 13 realtà del Consorzio Veneto Insieme che accoglie migranti donne e bambini, che oggi ci presenta Marthe, mamma del Camerun, accolta e assunta dalla Cooperativa stessa come badante.

Marthe Ngosom ha 35 anni e viene dal Camerun. È arrivata in Italia il 4 marzo 2016, incinta. Suo figlio Eddy è nato un anno e mezzo fa, nell’ospedale di Padova. La vita di Marthe in Camerun non è stata affatto semplice. Per 5 anni ha lavorato nel reparto produzione di un birrificio, ma per problemi familiari ha dovuto lasciare il suo paese di origine e tentare la fortuna in Italia.

Marthe è solo una delle 41 donne che la Cooperativa Fai di Padova ospita nelle 5 case di accoglienza nella zona Arcella, assieme a una decina di bambini. Il più grande è proprio quello di Marthe, mentre il più piccolo ha una settimana di vita.

Il viaggio è durato 1 mese – racconta Marthe – ma per 2 mesi sono stata prigioniera in Libia”.

Marthe racconta il suo viaggio con le lacrime agli occhi. “Il viaggio in barcone dalla Libia in Italia è durato 2 giorni, giorni che ho trascorso accanto al motore a gasolio. Eravamo tutti sporchi quando siamo scesi”.

Arrivata in Italia e a Padova, per le prime due settimane ha vissuto nella sede di Battaglia Terme di Ecofficina; poi è stata presa in carico dalla Cooperativa Fai, che l’ha accolta in un appartamento all’Arcella dove ora vive con il figlio Eddy, la sorella Vicky e un’altra ragazza nigeriana.

Marthe ora è felice. Ha studiato per ottenere il diploma di terza media, ha frequentato per 6 mesi una scuola per badanti e da 5 mesi è assistente socio-sanitaria in un centro anziani.

Lavoro 5 ore al giorno per 5 giorni a settimana. Il mio bambino Eddy viene seguito dalla moglie del Pastore della mia Chiesa mentre io non sono a casa”.

Marthe ha un permesso sussidiario di vulnerabilità, della durata di 2 anni, poi spera di ottenere anche il permesso di soggiorno.

Vorrei che il mio bambino parlasse italiano e fosse cittadino italiano a tutti gli effetti – conclude Marthe. È molto difficile vivere qui in Italia da sola, ma tutti sono gentili con me e sono molto felice. Devo ringraziare la Cooperativa Fai che mi ha aiutato in questo percorso”.

La Cooperativa Fai Padova lavora da due anni nel mondo dell’accoglienza con il Consorzio Veneto InsiemeNasce però 35 anni fa come cooperativa che offre servizi socio sanitari, e da circa 20 anni gestisce inoltre centri diurni per anziani e in questi anni ha gestito anche nuclei di case di riposo.

Ancora oggi la Cooperativa gestisce Servizi di Educativa domiciliare a favore di minori, servizi di Assistenza Sociale e segretariato Sociale all’interno di Comuni (una ventina di Comuni nella provincia di Padova e Venezia), servizi di assistenza domiciliare anziani.

 

Accogliamo profughi per la maggior parte provenienti dalla Nigeria, Camerun, Somalia, Ghana e Mali”, spiega Chiara Lari, presidente della Cooperativa Fai Padova.

5 case di accoglienza, 41 donne e 10 bambini accolti, un ricongiungimento familiare appena riuscito e un altro in corso d’opera, la cooperativa ha aperto le sue porte da poco anche a 5 uomini, in collaborazione con la cooperativa Solidalia che dà loro lavoro a Vigonza.

Quando arrivano qui viene data loro una copertura sanitaria a tutti gli effetti – continua Chiara Lari – che prevede tessera sanitaria e di conseguenza il medico di base e il pediatra”.

Per le mamme però la questione è più complicata.

Per questo la Cooperativa FAI tesse relazioni anche con i consultori familiari del territorio padovano, in modo da offrire alle ragazze anche il sostegno alla genitorialità e il supporto di una ostetrica.

Come Marthe, molte donne affrontano il viaggio della speranza da sole senza partner, altre invece arrivano con il compagno o marito ma smistati in diversi centri di accoglienza. Ecco perché il Consorzio si occupa anche di riunire le famiglie lontane. Fino ad oggi, la cooperativa è riuscita a completare un ricongiungimento familiare tra una mamma di Padova con una bambina di 6 mesi e il papà, che era stato accolto a Milano. Ora vivono sotto lo stesso tetto in una casa di accoglienza. Sulla via della conclusione anche un secondo ricongiungimento familiare, il cui padre accolto inizialmente a Pavia, è giunto da poco a Padova ma non vive ancora con la compagna.

La Presidente Chiara Lari ci confida che “occuparsi principalmente di sole donne e bambini è molto difficile, ma allo stesso tempo è interessante, perché l’accoglienza femminile richiede sforzi maggiori in termini di assistenza medica e pediatrica, rispetto all’accoglienza maschile”.

Così dopo il percorso e l’aiuto offerto dalla FAI Padova, alcune donne sono riuscitea ottenere il permesso di soggiorno e a diventare indipendenti al 100% .

In questo momento, all’interno del Consorzio Veneto Insieme, la Cooperativa Fai sta promuovendo  il “Tavolo delle donne”, ossia un gruppo di lavoro per studiare specificatamente le procedure di accoglienza al femminile che prevede appunto tutta una serie di servizi complementari relativi per esempio alle problematiche sanitarie tipiche delle donne, la maternità e alla gestione e accompagnamento dei minori.

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