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Parte dal Veneto la nuova frontiera della riabilitazione integrata.

 

 

Dopo una prima, importante e pluriennale sperimentazione presso la sede di Mestre del Gruppo Terraglio, prende il via anche a Preganziol il “Progetto 3S”, che unisce gli ambiti della sanità, del sociale e dello sport in un modello innovativo di riabilitazione integrata, di buona prevenzione e di attenzione al benessere psico-fisico.

 

Il progetto e i servizi offerti nell’accordo quadro, siglato dal Centro Leonardo e da Stilelibero Preganziol, saranno presentati durante la conferenza stampa di venerdì 25 maggio, alle, ore 11, nella sala riunioni Centro Marca Banca di Preganziol, in via Dante Alighieri 2.

 

All’incontro saranno presenti:

Donatello Caverzan – Direttore Sanitario Centro Leonardo

Davide Giorgi – Presidente Gruppo Terraglio e referente CIP Nord italia
Elisabetta Pusiol – Presidente Stilelibero Preganziol

“Il disagio giovanile e la sua prevenzione” è il filone conduttore di un convegno organizzato per oggi, 17 maggio, al Teatro Ruzante di Padova, presieduto dal professor di Endocrinologia dell’Università di Padova Carlo Foresta e dalla professoressa di Psicologia Clinica dell’Università di Padova Marta Ghisi. Nell’occasione, saranno presentati i dati di uno studio realizzato su circa millecinquecento studenti di una ventina di scuole superiori, uno studio finalizzato a definire il disagio giovanile, che si concretizza nell’uso di droghe e l’abuso di alcol, ma anche nella smodata frequentazione di siti pornografici o atteggiamenti rischiosi dal punto di vista sessuale.

 

Temi, questi, oggetto di una conferenza stampa odierna, presso la sala Giunta del Comune di Padova, alla quale presenzieranno, oltre al professor Foresta e alla professoressa Ghisi, anche l’assessore alle politiche educative e scolastiche Cristina Piva, lo scrittore e psichiatra Vittorino Andreoli e Daniele Gianfrilli, medico ricercatore Università la Sapienza.

 

Oggi si sono illustrati alcuni dati sorprendenti e assolutamente nuovi che disegnano il ritratto della donna oggi, in particolare nel suo rapporto con il sesso e le malattie trasmissibili. E ancora si è parlato di come la famiglia stia cambiando – perché sempre più sono le famiglie con genitori separati o divorziati – e di come ciò muti il rapporto dei giovani con gli atteggiamenti a rischio, dal fumo ai rapporti sessuali occasionali.

 

In media, infatti, i genitori sposati sono l’83,2%, quelli separati il 6,6%, i divorziati il 6,2%, i conviventi l’1,8%. Dunque, una fetta attorno al 15% dei ragazzi non vive contemporaneamente con mamma e papà, quelle che vengono definite “famiglie non tradizionali”. Statisticamente, i figli unici (23% dei casi contro il 15,5% di chi ha almeno un fratello) più spesso sono in famiglie di conviventi, divorziati o separati. Le relative condotte a rischio ne risentono: chi vive in una famiglia “non tradizionale” fuma di più (42,4% contro il 36%), si collega con maggiore frequenza ai siti pornografici (21,6% contro 14,3%) e prova più spesso sostanze stupefacenti (49,8% contro 42,3%).

Dopo il grande successo dello scorso anno, ritorna la rassegna culturale “Robe da Mati” organizzata dalla cooperativa sociale Sol.Co., che punta i riflettori sui temi della salute mentale attraverso i potenti mezzi della musica, del teatro, della narrativa e delle immagini.
La rassegna quest’anno avrà una speciale anteprima, venerdì 18 maggio, dal titolo “È quasi.. Robe da Mati” che porterà nella piazze di Treviso, in un suggestivo girovagare, i cantautori Gerardo Pozzi e il duo Do’Storieski (Alberto Cendron e Leo Miglioranza) e le performance di danza di Nextage Dancetheatre con Angela Lattanzio e Mauro Scandagliato.

 

L’evento, in co-progettazione con il Comune di Treviso, vede la collaborazione del CartaCarbone Festival presente con due lettrici e sarà narrato per immagini dal fumettista Paolo Gallina, illustratore del TCBF Treviso Comics Book Festival, che realizzerà un carnet di viaggio.

 

Le piazze coinvolte saranno piazzetta Aldo Moro, piazza San Vito e piazza Santa Maria dei Battuti, la cui illuminazione è stata realizzata da Osram, principale cliente della cooperativa Sol.Co.

 

 

“Vogliamo con forza continuare a proporre un’azione culturale, per portare in piazza i temi della salute mentale, della marginalità, dell’inclusione, della forza del lavoro come strumento riabilitativo – spiega Luciana Cremonese Presidente della cooperativa Sol.Co– Lo scorso anno è stata una sfida, un po’ folle, ma considerato il successo di pubblico e l’interesse suscitato abbiamo capito che è la strada giusta da percorrere, per cambiare la mentalità e abbattere lo stigma ancora pesante su queste tematiche.”

 

Alla conferenza stampa di presentazione ha partecipato il Sindaco di Treviso, Giovanni Manildo, che ha potuto conoscere meglio la cooperativa, i soci e quanto ogni giorno si realizza all’interno di questa realtà sociale: “Ho visitato con particolare interesse la cooperativa Solco, incontrando i soci e ascoltando le loro storie di vita. Queste realtà di cooperazione sociale sono una vera ricchezza per il nostro territorio, e contribuiscono a rendere la nostra comunità sempre più inclusiva. Il lavoro, come quello svolto in cooperativa Solco, diventa un’esperienza socializzante, rispondendo in pieno all’obiettivo che si poneva anche la Legge 180, di ridare pari dignità e diritti a tutti i cittadini.

 

Nei giorni scorsi è stata la volta di Miriam Giuriati, Anna Sozza e Rossella Cendron, rispettivamente Sindaco di Casier, Maserada sul Piave e Silea (in foto), visita interessante considerando la leadership femminile in Sol.Co., cooperativa decisamente in rosa, con una Presidente e Vice Presidente donna e il 60% del CdA al femminile.

 

Ma sono molte le personalità che hanno fatto visita alla Sol.Co. in questi mesi, Sindaci e assessori di Mogliano, Spresiano, San Biagio di Callalta, Povegliano, Roncade e Carbonera, le parlamentari Simonetta Rubinato e Laura Puppato, il senatore Franco Conte, il maestro d’arte Marco Varisco, Bruna Graziani Presidente di Carta Carbone Festival, l’attore e scrittore Pino Roveredo, Alberta Basaglia figlia dello psichiatra Franco, padre della legge 180.

 

Proprio Alberta Basaglia si è complimentata per la scelta di parlare di salute mentale attraverso la cultura e l’arte, in questi giorni in cui si celebrano i 40 anni dalla Legge che portò alla definitiva chiusura dei manicomi nel nostro Paese. È significativo per noi che molte autorità abbiano espresso il desiderio di visitare da vicino la nostra realtà cooperativa, conoscere i soci, comprendere il lavoro che viene svolto in Sol.Co. – afferma Luciana Cremonese Presidente di Sol.Co. – Il lavoro è un elemento centrale per la persona con disagio psichico, qui in cooperativa i nostri soci possono acquisire professionalità, autonomia economica ma soprattutto autostima, che si riversa positivamente sul decorso della loro patologia.”

 

Le persone che soffrono di depressione perdono circa il 25% delle giornate lavorative a causa della patologia di cui soffrono. La percentuale di assenteismo, a livello nazionale, si attesta sul 5,49%, mentre per i soci Sol.Co. questa percentuale è molto più bassa, si ferma al 4%.

“Vogliamo che la nostra cooperativa sia sempre più aperta al territorio, non solo per creare sinergie utili al lavoro dei nostri soci, ma per essere vicine ai bisogni espressi anche dagli amministratori e trovare insieme le riposte più opportune” conclude Luciana Cremonese.

 

Sull’argomento sono significative alcune riflessioni raccolte tra i soci SolCo, come quella di Mauro che dice: “Per me il lavoro è portare a termine i compiti che mi vengono assegnati e anche come terapia per la depressione perché ti fa pensare ad altro e ti senti utile e gratificato” o di Fabrizio che confida quanto: “Il lavoro per me è importante perché mi permette ancora di sperare di avere una vita migliore”.

 

Importante l’affiancamento e l’appoggio del Consorzio Intesa CCA e di Federsolidarietà Belluno Treviso che da sempre sostengono la cooperazione e nello specifico la cooperativa Solco, incentivando le iniziative culturali volte a promuovere l’inclusione sociale e la valorizzazione della singola persona.

 

 

 

 

Chi è la cooperativa sociale Sol.Co. di Treviso

La cooperativa sociale Sol.Co. di Treviso dal 1992 si occupa di inserimento lavorativo di persone con disagio psichico, opera sul territorio con la sua attività di assemblaggio, blisteratura e imballaggio. Attualmente impegna 65 persone, tra cui soci lavoratori, soci in formazione lavoro e volontari; negli anni, sono state circa 170 le persone inserite in percorsi professionalizzanti.

Giovedì 17 maggio 2018, alle ore 17.00, nell’ambito del programma dell’Anno Bessarioneo (il ciclo di conferenze e incontri destinato a celebrare il 550° anniversario della donazione a San Marco, vale a dire alla Repubblica Veneta, della preziosa raccolta libraria del cardinale Bessarione, primo fondamentale nucleo della Biblioteca Marciana), David Speranzi terrà una conferenza dal titolo “Copisti greci in casa di Bessarione” (ingresso libero da Piazzetta San Marco 13/a, Venezia,  fino a esaurimento dei posti disponibili).

 

Alla notizia della caduta di Costantinopoli Bessarione assunse su di sé la missione di salvare la cultura greca, cominciando a raccogliere quanti più testi greci possibile: il suo popolo, se avesse mai riavuto un proprio Stato, avrebbe avuto anche un luogo dove ritrovare intatta la propria voce. Ebbe inizio così un’avventura erudita che si sarebbe protratta fino al munus di cui quest’anno si celebra l’anniversario: il cardinale cercò libri, se li fece prestare, li collazionò, ne affidò la copia a scribi provenienti dall’Oriente che manteneva presso di sé e di cui sorvegliava attentamente il lavoro. Dei suoi copisti Bessarione non parla quasi mai e non sono molti quelli che si sottoscrivono alla fine della trascrizione. Alcuni di loro hanno quindi trovato un nome soltanto negli ultimi tempi, attraverso il paziente accumulo di dati paleografici, codicologici e documentari. Muovendomi sul filo della scrittura, rivedendo vecchie attribuzioni e formulandone di nuove, ripercorrerò qualcuna delle storie di questi uomini; sarà così possibile entrare nello scrittoio del cardinale e conoscere meglio quanti, col loro lavoro, realizzarono una porzione tanto significativa di quello che sarebbe diventato il patrimonio della Biblioteca Marciana.

 

David Speranzi è bibliotecario presso la Sala Manoscritti e Rari della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Al circolo dei copisti bessarionei ha dedicato vari articoli e il suo ultimo libro, Omero, i cardinali e gli esuli (Madrid, 2016).

 

Nel 2018 ricorrono cinquecento e cinquant’anni dal 1468, anno della cospicua donazione a san Marco, ossia allo Stato veneziano, della biblioteca del cardinale Bessarione, eccezionalmente ricca e di grande importanza culturale, scientifica, filosofica, storica e teologica. Tale data viene considerata come fondativa della Biblioteca di San Marco. L’edificio della Biblioteca sarà poi costruito alla metà del Cinquecento, di fronte al Palazzo Ducale, quale simbolo della grandezza e del valore della Serenissima.    

 

La Biblioteca Nazionale Marciana intende celebrare l’anniversario con studi rinnovati ed eventi, in ideale continuità con le due occasioni commemorative del 1968 e del 1994. L’Anno bessarioneo 2018 è stato accolto fra quelli dell’Anno europeo del patrimonio culturale 2018. L’Anno dedicato al patrimonio, voluto dalla Commissione europea, e coordinato in Italia dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, è finalizzato a scoprire e celebrare, a livello locale, regionale, europeo e internazionale, il patrimonio culturale europeo nella ricchezza della sua diversità, scoprendo attraverso di esso una cultura e una storia europea comune e connessa.

Domani, giovedì 10 maggio, alle ore 20.30, Cisl Belluno Treviso e il Consiglio direttivo della scuola di formazione socio-politica “Partecipare il presente” organizzano nella sala conferenze della Camera di Commercio di Treviso una serata di riflessione e di proposta a 15 anni dalla nascita dell’esperienza di “Partecipare il presente”.
L’evento è organizzato nell’ambito del progetto “Responsabilmente” e sarà introdotto dal Segretario generale della Cisl Belluno Treviso Cinzia Bonan.
Il filosofo Lorenzo Biagi terrà una conferenza dal titolo “Fragilità e responsabilità del vivere insieme”. Conclusioni a cura di Luca Bertuola, responsabile del comitato scientifico di “Partecipare il presente”. Biagi insegna antropologia filosofica ed etica allo IUSVE e discipline filosofiche all’Istituto teologico di Treviso, è segretario generale del Centro Studi della Fondazione Lanza e dirige la rivista “Etica per le professioni”.
“Responsabilmente” è un progetto a cui aderisce la Cisl Belluno Treviso e che ha come capofila Irecoop. È finanziato dalla Regione Veneto e promuove lo sviluppo del capitale sociale territoriale in una logica di responsabilità sociale dei vari soggetti, pubblici e privati, che operano nel territorio.

La nocicoltura, uno dei primati agricoli del Veneto, è minacciata da una nuova patologia, la Phitophthora. Il batterio-killer, che colpisce radici e colletto delle piante, è in grado di distruggere un intero impianto nell’arco di 2-3 anni, specie se veicolato da acqua di superficie e cattivo drenaggio. A risultarne colpiti sono in particolare i noceti di Treviso e quelli di Rovigo che, con le due relative organizzazioni di produttori (Il Noceto e Nogalba), rappresentano il ‘core business’ del fatturato veneto, pari a circa 15 milioni di euro.

 

“La Regione Veneto, insieme al CREA (Consiglio per la ricerca agricola e l’analisi dell’economia agraria), al Centro Nazionale Ricerche e all’Istituto di Biologia Agroalimentare e forestale, ha promosso e sta sostenendo un progetto di ricerca pluriennale, a vasto spettro, rivolto a selezionare le piante resistenti a tali avversità e ad individuare i fitotrattamenti più idonei per gli impianti già esistenti”, ha annunciato l’assessore regionale all’agricoltura, Giuseppe Pan, incontrando le organizzazioni dei produttori a Mestre, al Laguna Palace.

 

“Il Veneto, con 332 produttori e 1.050 ettari di superficie dedicata alla nocicoltura, è la prima regione in Italia per produzione di noci da frutto. La Regione è in prima fila per difendere, insieme alle organizzazioni dei produttori, questo tipo di coltura particolarmente sensibile ai cambiamenti climatici. Il progetto di ricerca, è stato condiviso anche dalle altre regioni interessate, approvato su scala nazionale dalla Commissione per le Politiche Agricole e gode del finanziamento ministeriale. Obiettivo del piano è selezionare porta-innesti resistenti alla Phitophthora e individuare i marcatori molecolari da impiegare in campo vivaistico per la selezione precoce di genotipi resistenti o tolleranti al nuovo agente patogeno, nonché al già noto ‘mal d’inchiostro’ che colpisce in particolare il fusto”.

 

“La Regione Veneto ha costituito uno specifico tavolo ortofrutticolo regionale insieme alle organizzazioni dei produttori per impostare un piano organico di ricerca, tutela e valorizzazione della nocicoltura e continuerà – ha assicurato l’assessore – a fare pressione sul Ministero per dare continuità e potenziare il piano di ricerca, in modo di arrivare a debellare il nuovo ‘cancro delle noci’ e investire in nuove tecniche, a tutela della competitività della nocicoltura specializzata nazionale, e veneta in particolare”.

 

“Dobbiamo continuare ad investire nella ricerca e nelle produzioni sperimentali – ha sottolineato l’assessore rivolgendosi alle organizzazioni dei produttori – perché è lo strumento per valorizzare al meglio i nostri prodotti e il nostro ambiente, tutelare la biodiversità e commercializzare un prodotto di qualità certificata, a forte identità territoriale”.

 

La Regione del Veneto ripropone in maniera forte la battaglia per modificare in Italia la disciplina degli orari e delle giornate di apertura degli esercizi commerciali. Lo ha annunciato l’assessore regionale allo Sviluppo economico e al Commercio Roberto Marcato che ha fatto il punto oggi a Venezia sulla materia e sulle prossime iniziative che saranno portate avanti, in particolare la presentazione di un atto di impegno a porre in essere ogni utile attività all’approvazione della modifica della disciplina normativa degli orari di vendita, da sottoporre a tutti i parlamentari veneti eletti dopo la recente tornata elettorale.

L’assessore Marcato ha detto che le prossime festività pasquali sono l’occasione per rimettere al centro dell’attenzione la questione delle aperture senza nessun criterio di ragionevolezza. La Regione del Veneto si era assunta l’onere di individuare strategie idonee a superare la delicata problematica della liberalizzazione degli orari di vendita e dei giorni di apertura domenicale e festiva degli esercizi commerciali, competenza di cui le Regioni sono state espropriate. “Per questo abbiamo dato vita ad un tavolo regionale, che abbiamo voluto chiamare in modo esplicito “etico” per la sua valenza sotto questo profilo, aperto a comitati, associazioni di categoria, parti sociali, ANCI Veneto”.

Oggi erano presenti anche i componenti del Tavolo Etico costituito dalla Regione, tra cui don Enrico Torta e i rappresentanti del movimento “Domenica No Grazie” Veneto. Con il cosiddetto “Decreto Salva Italia” è stata imposta la liberalizzazione anche per quanto riguarda gli orari di vendita e i giorni di apertura domenicale e festiva degli esercizi commerciali pensando di contribuire a rivitalizzare l’economia. “E’ dimostrato – ha detto Marcato – che non c’è stata nessuna ricaduta positiva da punto di vista economico e commerciale dalle liberalizzazioni, che spalmano le stesse vendite su 7 giorni invece che su 6, aumentando le spese e sottoponendo i lavoratori a turni di lavoro assurdi”.

“Per dare un segnale di razionalizzazione e cambiare le cose ci eravamo rivolti ai parlamentari veneti al fine di sollecitare una rapida approvazione del disegno di legge statale di disciplina della materia relativa alle chiusure domenicali e festive degli esercizi commerciali, approvato il 25 settembre 2014 dalla Camera dei Deputati e rimasto poi all’esame del Senato. L’iniziativa veneta è stata successivamente recepita dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Sulla necessità di limitare le aperture festive si sono espressi favorevolmente tutti gli schieramenti politici, ma l’iter legislativo in Parlamento non si è sbloccato e la legislatura si è conclusa.

Riteniamo perciò doveroso sollecitare da subito un impegno formale dei parlamentari neo-eletti, a partire dalla nuova Presidente del Senato, su un tema che è soprattutto etico-sociale, più ancora che economico, perché mette in crisi la tranquillità della vita delle famiglie. Molte promesse sono state fatte in campagna elettorale, ora vedremo se c’è un minimo di coerenza e faremo un monitoraggio per rendere noto chi ha sottoscritto questo impegno”.

 

L’assessore Marcato ha concluso ricordando che è già stata formulata la richiesta di riportare queste competenze in capo alle Regioni, in modo da poter modulare sul territorio le aperture. Ha anche fatto rilevare che mentre a livello internazionale si sta registrando su questi temi un’inversione di tendenza, qui in Italia si continua ad investire nei grandi centri commerciali. A questo proposito, nel collegato alla legge regionale di stabilità 2018 è stata introdotta una norma che obbliga il comune che intende accogliere sul proprio territorio una nuova grande struttura di vendita a concordare questa decisione con i comuni limitrofi. Tra gli interventi a sostegno, don Enrico Torta ha messo l’accento sulla necessità di riprendere in mano questa “battaglia contro il degrado della civiltà” che va a toccare la dignità dell’uomo, sempre più assoggettato a logiche economiche.

Non è vero ma ci credo è il titolo della conferenza del giornalista, scrittore e critico Michele Smargiassi, che sarà al Centro Culturale Candiani (sala conferenze, quarto piano) oggi, alle ore 17.30, per l’ultimo appuntamento del ciclo Lo sguardo e l’ombelico, la serie di incontri sulla fotografia del nuovo millennio curati dall’architetto e fotografo Giovanni Cecchinato.

 

Michele Smargiassi è nome noto agli addetti, e non solo, alla fotografia di cui si occupa da oltre trent’anni: giornalista de l’Unità prima e dal 1989 a La Repubblica, ha pubblicato, oltre a testi per mostre, cataloghi, riviste e volumi collettivi, alcuni libri tra cui Un’autentica bugia. La fotografia, il vero, il falso, (Contrasto, 2009), Ora che ci penso. La storia dimenticata delle cose quotidiane (Dalai, 2011) e nel 2015, nella raccolta Etica e fotografia (DeriveApprodi), il saggio Bugie dell’elocutio.

 

Dal 2009 Smargiassi ha creato, e tuttora gestisce, il blog Fotocrazia uno spazio di dialogo fra un giornalista/fotocrate che si occupa di fotografia e di cultura dell’immagine e i lettori di Repubblica che condividono la stessa passione

 

L’ingresso è libero.

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