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Il Domino di Lavello – Il Paese che Balla (Basilicata). Il Carnevale di Lavello è una  festa  che  affonda  le  sue  radici  in  epoche  lontane  e  che  continua  a tramandarsi di anno in anno, senza perdere la genuinità e la freschezza delle origini. La maschera principale del Carnevale lavellese è il cosiddetto Domino: una lunga tunica in raso, generalmente di colore rosso, ornata da un cappuccio che nasconde il viso e da un cordone che cinge il saio. Ogni mascherato inoltre porta con sé un sacchettino, intonato con il colore del domino, dove conserva caramelle  e  cioccolatini  da  donare  a  chi  accetta  l’invito  di  ballare  insieme  nelle  varie  feste.  Il colore del domino variava in  base  al  ceto  sociale  di  chi  lo  indossava  e  così  poteva  essere  rosso  o  nero,  successivamente  anche  blu.

 

Secondo alcune fonti il costume carnevalesco lavellese riprende le forme degli abiti indossati dai “Papalosce”, la  confraternita della Buona Morte che accompagnavano i defunti in processione.

I Giardinieri di Salemi (Sicilia). È una maschera tipica locale la cui origine, si fa risalire, secondo tradizione, a due secoli addietro. Il Giardiniere si caratterizza per la scaletta, attrezzo estensibile, tramite il quale nei giorni di carnevale offre caramelle e frutti ai passanti. Anticamente la scaletta offriva al Giardiniere un ottimo mezzo di comunicazione con la ragazza amata, in quanto assieme al dono in cima alla scaletta veniva agganciato un bigliettino con versi d’amore. La maschera ricorda la figura del “Burgisi” con stivali di cuoio neri, pantaloni alla zuava, gilè e giacca di velluto marrone; al collo della camicia di tela bianca, viene legato un fiocco di raso rosso, mentre in testa si mette un cappello a falde larghe decorato con dei fiori di carta crespata di diverso colore e nella parte posteriore vengono situati una serie di nastri della stessa carta, i quali, ondeggiando, producono un suono particolare; inoltre a tracollo si porta una “Sacchina”, oggi piena non solo di agrumi ma anche di caramelle alla frutta.

 

Il Carnevale Storico Persicetano (Emilia Romagna). Vede la luce ufficialmente nel 1874 nonostante ci siano notizie di manifestazioni risalenti anche al secolo precedente. Le radici risalgono comunque alla fine dell’Ottocento, quando nacque la Società del Bertoldo e il neonato Carnevale si caratterizzò per avere una sfilata di carri, che poco alla volta cominciò ad assumere la caratteristica unica dello “Spillo”. Lo Spillo, in dialetto “al Spéll”, significa letteralmente zampillo o schizzo, ma per il Carnevale il significato più corretto è quello di trasfigurazione. La prima domenica di Carnevale i carri di tredici diverse società sfilano lungo un percorso all’interno del centro storico (il “Borgo rotondo”) e si fermano nella piazza del paese, che per l’occasione diventa una sorta di teatro e, nei quindici minuti di tempo a disposizione, inscenano uno spettacolo per raccontare una storia con l’ausilio di attori, di una colonna sonora, con le figure costruite sul carro e con i movimenti e le trasformazioni dello stesso carro, che esce dalla piazza trasformato.

 

Le meraviglie dell’arcobaleno di Piediripa (Marche). Effetti speciali, realizzati con fumi colorati, ed un gruppo di 50 elementi in costume, fra i quali quelli di una scuola di ballo acrobatica di Macerata, renderanno omaggio ai colori dell’arcobaleno.

I Mamuthones e Issohadores di Mamoiada (Sardegna). E’ un rito estremamente antico che si tramanda di generazione in generazione. Nati in tempi antichissimi, come attori attivi nei riti pagani, le loro origini perdono nella notte dei tempi. Il loro rito si manifesta in tutta la sua teatrale spettacolarità, per la prima volta dopo l’arrivo del nuovo anno, in occasione della festa di Sant’Antonio Abate, che si celebra il 17 gennaio, giornata che sancisce l’inizio del Carnevale Mamoiadino. Le due figure, entrambe di sesso maschile, seppur con abbigliamento diverso e in apparente contrasto, di fatto sono complementari, inscindibili e inconfondibili; esse rappresentano infatti l’immagine di un solo gruppo che è stato da sempre considerato dalla comunità locale patrimonio intangibile, unico e inestimabile. Il rituale inizia con la vestizione, che rappresenta la “metamorfosi” degli uomini in Mamuthones e Issohadores, un momento di intensa solennità. I Mamuthones hanno un aspetto “cupo e tragico”, gli Issohadores hanno colori più vivi. Il gruppo che si esibisce è generalmente composto da odici Mamuthones che si muovono in due file parallele, uniti ad almeno otto o più Issohadores, che li affiancano durante tutto il rituale della sfilata.

 

La Pro Loco Torino e l’Unpli Piemonte portano al Carnevale di Venezia insieme ad alcune delle Maschere più rappresentative del Piemonte, Gianduja e Giacometta del Carnevale di Torino e il Bicciolano e la Bela Majin del Carnevale di Vercelli e altre tre Formazioni che rappresentano tre diverse e significative espressioni del Carnevale piemontese delle vallate alpine in questo caso la Val Chisone e la Valle di Lanzo e la pianura padana, nelle quali si esprime abilità e giocosità.

 

Il Ballo degli Spadonari di Fenestrelle (Val Chisone) nel Torinese

E’ una rappresentazione coreografica di origine antichissima. Le figure che vengono rappresentate sono legate agli eventi della natura. I dodici Spadonari, dodici come i mesi dell’anno, formano con le spade intrecci diversi al ritmo incessante dei tamburi. In uno di questi intrecci, l’Arlecchino, simbolo dell’inverno, viene catturato ma non sconfitto; liberandosi dalle spade che lo attanagliano alla gola ci ricorda che dopo la morte ritorna la vita, la primavera e la speranza. Il ballo continua con la Danza delle Cordelle, in cui si può ammirare come attorno a un palo di legno decorato con nastri colorati, gli Spadonari formano una treccia e la disfano danzando in senso circolare. Fonti d’archivio spiegano che il ballo delle spade di Fenestrelle, un tempo si ballava nel periodo di Carnevale, tradizione che è andata perdendosi e attualmente si danza più che altro alla festa Patronale del paese che cade il 25 agosto (San Luigi IX, re di Francia). Insieme al gruppo maschile ballano le ragazze con il costume tradizionale. Le origini del gruppo femminile risalgono a tempi molto remoti, inizialmente con un costume molto semplice arricchito nel corso dei decenni da copricato e scialli colorati. I balli che vengono proposti sono una Courenta e una Mazurca.

 

Il Gruppo Folkloristico di Viù (Valle di Lanzo) nel Torinese

Il Gruppo folk, uno dei più caratteristici delle vallate alpine, nato nel 1906, è caratterizzato dalla presenza dei “Magnà”, in lingua franco-provanzale, i bambini. Le donne indossano l’abbigliamento festivo, tuttora in uso per le priore, i capi della festa patronale e che ricorda quello festivo in uso tra il 700 e l’800.Il Gruppo, presenza fissa nelle feste locali e nel Carnevale, mantiene viva la tradizionale delle danze popolari come quelle presentate oggi.

 

La Courenta

E’ la vera danza tradizionale delle Valli di Lanzo, Esistono numerose varianti nelle tre Valli e quasi ogni paese ha delle caratteristiche proprie. Nelle Valli di Lanzo è la danza più ballata, da tutte le fasce di età, è presente in tutte le feste ed è l’unica che la gente del posto sente veramente come propria. L’etimologia deriva dal latino currere, correre, courir in francese da cui courante, e corrente in italiano, movimento che ancora rappresenta la prima figura di questa antica danza popolare a coppie e con varianti in cerchio collettivo. Il repertorio dei balli del Gruppo Folkloristico è principalmente basato su courente della Valle di Viù con trasposizione scenica. “A Viù la courenta” si balla molto veloce, con grande abilità, a differenza dei paesi vicini. Gli studiosi dicono che la courenta è un ballo del XVII secolo che ha avuto origine in Francia o forse nella zona alpina del Piemonte e piaceva molto al Re Sole Luigi XIV, il quale era solito iniziare con una courenta ogni festa da ballo a corte.

 

La Monferrina

E’ una tra le più note danze italiane che trae la sua origine intorno al 1600, nelle zone del Monferrato, da cui deriva il nome. Fa parte della serie di danze denominate di “corteggiamento”, nella versione originale rientra nel gruppo delle “curente” La Monferrina è diffusa nell’Italia del Nord, con appellativi diversi: manfrina, manfrone (Appennino bolognese) e danzata con schemi differenti, sovente di gruppo.

 

Gruppo Maschere e Personaggi Storici del Carnevale

Rappresentanza di Maschere ufficiali e Personaggi Storici dei Carnevale del Piemonte che insieme ai due Gruppi di Fenestrelle e Viù danno vita alla esibizione finale d’assieme.

“Maschere del Carnevale” (Piemonte). La Pro Loco Torino e l’Unpli Piemonte portano al Carnevale di Venezia insieme ad alcune delle Maschere più rappresentative del Piemonte, Gianduja e Giacometta del Carnevale di Torino e il Bicciolano e la Bela Majin del Carnevale di Vercelli e altre, tre Formazioni che rappresentano tre diverse e significative espressioni del Carnevale piemontese delle vallate alpine in questo caso la Val Chisone e la Valle di Lanzo e la pianura padana, nelle quali si esprime abilità e giocosità.

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Dopo 10 giorni di grandi emozioni ed esperienze uniche tra sfilate, lezioni di portamento, iniziative di solidarietà con anziani e disabili, si è concluso questa sera nelle sale Apollinee del Teatro La Fenice il concorso che ha visto 12 ragazze della Città Metropolitana di Venezia vivere il sogno di rappresentare la bellezza e la tradizione veneziana.

 

La giuria tecnica ha proclamato Maria dell’Anno Erika Chia, veneziana di Castello, di 19 anni. Sarà lei, studentessa di Economia aziendale all’Università di Padova, la protagonista del volo dell’Angelo 2019 succedendo così ad Elisa Costantini.

All’evento ha partecipato il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, insieme alla presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano, agli assessori al Turismo e alle Partecipate, Paola Mar e Michele Zuin, al consigliere delegato alle Tradizioni Giovanni Giusto.

 

Tra gli ospiti anche il Prefetto Carlo Boffi, il questore Danilo Gagliardi, il comandante provinciale dei Carabinieri Claudio Lunardo, il comandante generale della Polizia locale, Marco Agostini.

Nel corso della serata è stata proclamata anche la Maria dei lettori del Gazzettino: Micol Rossi, anche lei veneziana, del sestiere di San Polo, di 26 anni, studentessa di teatro all’Avogaria, appassionata di danza e pianoforte.

 

Nel congratularsi con la vincitrice del concorso, il sindaco Brugnaro ha ringraziato tutte le altre ragazze partecipanti e ha affermato: “restano comunque bellissime”. Un ringraziamento è stato espresso anche nei confronti degli organizzatori dell’iniziativa, di Vela, delle Forze dell’ordine, che hanno garantito durante tutto il periodo del Carnevale la sicurezza in città.

 

La manifestazione, rilanciata a Venezia dopo secoli di abbandono da Bruno Tosi e portata avanti da Maria Grazia Bortolato. rievoca in chiave moderna il rapimento e la liberazione di dodici promesse spose ai tempi del doge Pietro Candiano III (1039). All’inizio del IX secolo il 2 febbraio di ogni anno, giorno della purificazione di Maria, le dodici più belle fanciulle del popolo scelte a rappresentare la città si radunavano insieme ai loro promessi sposi nella chiesa di San Pietro di Castello, per ricevere la benedizione nuziale.

 

Domani pomeriggio, alle 16.30, in occasione dello Svolo del Leon che segna la conclusione del Carnevale, la Maria eletta verrà presentata al pubblico di piazza San Marco.

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Il Carnevale di Venezia si prepara per il gran finale del Martedì Grasso. Ultime sfilate, ultime maschere e poi il gran finale nel pomeriggio con la presentazione al pubblico della Maria del Carnevale 2018 e il tradizionale Svolo del Leon.

 

Il programma inizia questa mattina alle 11 con le sfilate delle Maschere più belle, che si esibiranno ancora una volta sulla passerella del salotto più bello del mondo a caccia non solo di scatti delle macchine fotografiche e degli smartphone di migliaia di turisti. La mattina proseguirà con la simpatica “Sfida il Campione”, un attrezzo montato sul palco della piazza che consentirà a chi lo desidera di confrontarsi con i campioni veneziani della voga veneta in una sfida a due al “remoergometro”.

 

Alle 14 ultimo appuntamento con la Scuola di Circo e la conduzione dei Pantakin Circo Teatro e della Compagnia Barbamoccolo.

 

Le 11 Marie giungeranno in piazza verso le 16.30, dopo essere state protagoniste di un corteo acqueo a bordo delle Caorline, che partirà da San Giacomo dell’Orio. In piazza, ad attenderle, ci sarà la Maria vincitrice del titolo 2018 che starà già procedendo ad indossare il suo nuovo vestito di Maria più bella del Carnevale 2018, realizzato e cucito in questi giorni nella bottega dell’Atelier Pietro Longhi dalle magiche mani di Francesco Briggi e Raffaele Dessì.

 

Alle 16.30 è prevista l’incoronazione da parte del Doge della damigella più dolce e aggraziata del Carnevale, il tutto orchestrato dal Maestro di Cerimonia e presentatore Maurice Agosti e attorniato dal Corteo dogale curato dal Cers, Consorzio Europeo delle Rievocazioni Storiche di Massimo Andreoli.

 

Alle 17.00, dopo le foto di rito e il saluto al pubblico, il terzo momento clou della giornata: lo Svolo del Leon che da sempre simboleggia la conclusione delle celebrazioni in piazza San Marco e annuncia la fine del Carnevale. Il gigantesco gonfalone realizzato nel 2012 da Angelo Lodi che ha un’ampiezza di 100 metri quadri ed è composto in seta di scena percorrerà nel senso inverso, cioè dal basso verso l’alto, i circa novanta metri che dividono il centro del palco con la cella campanaria del “paron de casa” sulle note dell’Inno di San Marco.

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La città di Mogliano festeggia il Carnevale con altri due appuntamenti.

 

Domani, martedì 13 febbraio, gli animatori dell’Oratorio Don Bosco daranno il via al Carnevale dei Bambini accogliendo i più piccoli con giochi, balli e la sfilata delle mascherine in piazza Caduti, a partire dalle 15.

Alle 17.30 il divertimento si sposterà al Cinema Teatro Busan e proseguirà con la proiezione di “Bigfoot Junior”.

L’ingesso unico è di 5 euro.

 

Si ricorda che, in caso di maltempo, la festa si svolgerà al Centro Sociale, in piazza Donatori di Sangue.

 

 

Mentre sabato 24 febbraio, dalle 15 alle 18 ci sarà l’ultimo appuntamento in maschera con il Carnevale Fantasy Show, lo spettacolo magicomico per bambini e famiglie dei clown Gastone e Vaniglia.

Tra le tante attività in programma, baby dance, giochi da ridere, sculture con i palloncini e laboratorio Truccabimbi. Nel corso del pomeriggio, saranno distribuiti gratuitamente zucchero filato e pop corn a tutti i bambini.

Alle 17.00 si aprirà la festa danzante: la piazza diventerà una grande pista da ballo con Claudia e Francesco, gli insegnanti di salsa cubana del gruppo Caracol del Caribe, che coinvolgeranno bambini e adulti in divertenti balli di gruppo.

Alle 17.30, da via Sciesa partirà il corteo dei carri allegorici e dei gruppi mascherati, che attraverserà piazza Pio X, via De Gasperi e via Don Bosco, per giungere in piazza Caduti alle 18.30, dove saranno premiati i carristi.

 

Si ricorda che, in caso di maltempo, la sfilata sarà rinviata a sabato 3 marzo.

 

Per maggiori informazioni, si consiglia di chiamare i numeri 041 5930802 e 041 5930807, oppure di scrivere un’e-mail a cultura@comune.mogliano-veneto.tv.it

 

Nicole Casagrande

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“Volare su Sa Marco è stata una figata” queste le parole pronunciate da Renzo Rosso dopo il volo di ieri dal Campanile.

 

Ad attenderlo sulla pedana di arrivo naturalmente le autorità, ma, soprattutto, due fantocci rappresentanti Tramp e Kim Jong Un che si sono abbracciati davanti al famigerato bottone roso che questa volta, premuto da Renzo Rosso, ha dato il via ad una nota canzone dei Beatles.

 

Erano in 20.000 in piazza ad assistere al volo di Rosso, il limite massimo consentito, e tutti si sono augurati che la pace tra i due leader scoppi sul serio. Questo è un massaggio che ancora una volta a posto all’attenzione del mondo Venezia.

Una grande festa, con tanta gente per le strade, allegria, colori, partecipazione: la sfilata dei carri di Marghera si conferma, ogni anno di più, uno degli eventi di punta del Carnevale veneziano. Un evento a cui anche il sindaco, Luigi Brugnaro, accompagnato dagli assessori Renato Boraso, Giorgio D’Este e Simone Venturini, e dal vicepresidente della Municipalità, Bruno Polesel, non ha voluto nemmeno questa volta mancare.

Un lungo pomeriggio di divertimento, cominciato ieri alle 14, con gli eventi di animazione e giochi per i più piccoli, in piazza Mercato e in piazzale Concordia.

 

Poi il momento più atteso: la sfilata dei carri: sia di quelli “professionali”, provenienti da tutto il Veneto, che quelli realizzati a livello “amatoriale” dalle associazioni del territorio. In totale 26 macchine sceniche (14 di grandi dimensioni e 12 più piccole) che hanno attraversato le strade centrali di Marghera, con partenza da via Benvenuto e passaggio in via Avesani, piazzale della Concordia, piazza Mercato, via Rossarol, via Toffoli, piazzale Giovannacci, via Rizzardi, piazza Sant’Antonio, e conclusione in piazza Mercato.

Al termine la premiazione dei partecipanti, da parte del sindaco, che ha regalato anche qualche gustoso siparietto con i premiati.

 

“E’ stata davvero – ha sottolineato il sindaco – una bellissima giornata, con tanta gente per le strade, che hanno reso davvero vivo questo evento. Un grazie di cuore anche a tutti gli organizzatori, che meritano un grosso plauso per quello che ogni anno riescono a fare.”

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Ultimo weekend di Carnevale a Venezia. Domani, sabato 10 febbraio 2018, numerose proposte culturali per grandi e piccini in collaborazione con le più importanti istituzioni pubbliche e private della città.

 

All’Archivio di Stato di Venezia la mostra documentaria Il gioco: ingegno, fortuna, agilità. Attraverso una selezione di documenti – dal XIV al XVIII secolo – conservati dall’Archivio, esposti in originale nelle bacheche all’interno dell’Aula di paleografia e riprodotti in digitale in un video creato per l’occasione, si traccia un percorso che rievoca alcuni momenti di gioco di quella che era la civitas ludens veneziana. Il gioco delle carte, le lotterie, i giochi negli spazi pubblici, il gioco vietato che diventa oggetto di accusa e che non può non coinvolgere personaggi mondani quali Giacomo Casanova. Orario 10-13.

 

Alla Fondazione Querini Stampalia, si gioca con il cinema.  Imbranataggine, timidezza, sfortuna, voglia di farcela, sono questi gli elementi che caratterizzano i personaggi creati da alcuni dei più grandi attori comici del cinema americano, come Buster Keaton, ne “Io e la boxe” che rivive, ore 18.30, nella proiezione accompagnata dalle musiche dal vivo di Ulisse Trabacchin nel ciclo Play & Replay a cura di Fabbrica del Vedere e Archivio Carlo Montanaro.

Alle ore 16.30, invece, sempre la Querini Stampalia propone Il Carnevale. Percorsi giocosi. Una narrazione in italiano e inglese per conoscere l’antica festa attraverso i dipinti della Fondazione: un viaggio affascinante tra mascheramenti, giochi di piazza e a palazzo.

 

Da non perdere a Palazzo GrimaniLa Venexiana. Frutto della straordinaria collaborazione di Ve.La Spa con il Teatro Stabile del Veneto e il Polo Museale del Veneto, è un testo classico del teatro cinquecentesco per la nuova regia di Giuseppe Emiliani con i costumi del maestro Stefano Nicolao. Una analisi psicologica delle donne viste come soggetto, e non oggetto, del desiderio erotico, che prenderà forme inconsuete e itineranti, insieme ai visitatori, nelle varie stanze del coevo piano nobile in cui si sviluppa la drammatizzazione.  È un ritratto realistico della forza della passione amorosa che, se sfugge alla ragione, divien febbre travolgente. L’arditezza delle situazioni e del linguaggio, la tonalità piccante della vicenda, offrono uno spaccato veristico della Venezia cinquecentesca, erotica ed edonistica. Lo spettacolo si terrà fino al 18 febbraio – ore 19.30 (escluso lunedì) / 17 febbraio – 20.30. Biglietto unico 12 euro.

 

Al Fab Lab Venezia al Vega, con i meravigliosi laboratori di fabbricazione digitale, a dove è possibile imparare divertendosi durante il Carnevale, all’insegna dell’innovazione e della tecnologia che incrociano la creatività. Alle ore 10 il corso “Volare coi droni” che nasce dall’esigenza di far conoscere ai più giovani, regole, caratteristiche ed utilizzi delle macchine volanti che tra pochi anni popoleranno i nostri cieli. Il corso si concentrerà in un’attività ludica che alternerà lezioni teoriche a dimostrazioni pratiche, con l’obiettivo di imparare a pilotare droni di fascia piccola, anche in condizioni particolari.

 

Alla Peggy Guggenheim Collection, visite guidate gratuite su vari temi: – 11.00, Giocare ad artem, – 12.00 Peggy Guggenheim, collezionista e mecenate, – 15.30 Marino Marini. Passioni visive, – 16.00 Peggy Guggenheim, collezionista e mecenate, – 17.00 Giocare ad artem.

 

A Palazzo Mocenigo, dalle 11.30, lo spettacolo “VoltalaFaccia”. Trasportato dal dialogo dell’attrice vis à vis con le sue maschere, dall’affabulazione e dal suono della fisarmonica, lo spettatore viaggia attraverso di esse, arrivando dritto al cuore dei personaggi in quel grande gioco che è il teatro.

 

Nel foyer del Teatro Goldoni, ore 16.00, “Il tesoro del Doge”, uno spettacolo di burattini ambientato durante il Carnevale, con protagonista la marionetta Tappy.

 

Il carnevale è sempre stato un momento per i veneziani per sfoggiare il meglio della loro moda. La Piazza, i teatri, i saloni si riempivano di nobili che sfoggiavano i loro nuovi abiti arricchendoli con acconciature e maschere che rendevano ancora più esclusivo ciascun costume. Sul tema, a Palazzo Nani Bernardo, dalle 14.00 alle 17.00, la mostra “Storie di moda”, un’occasione unica per essere ospitati in un palazzo privato e vedere le riproduzioni di abiti storici realizzate da Francesco Briggi, gli stessi indossati dalle Marie, dai protagonisti del palco del carnevale e alla festa ufficiale del Carnevale di Venezia.

 

Visite guidate, dalle 14.30 alle 16.00, del Palazzetto Bru Zane. Situato nel quartiere San Polo, vicino alla Basilica dei Frari, il casino Zane, costruito tra il 1695 e il 1697, è stato per un secolo il luogo di svago della famiglia Zane. L’architetto Antonio Gaspari, proveniente dalla bottega di Longhena, fu incaricato di progettare il casino in tutta libertà e, quando morì, il suo assistente Domenico Rossi proseguì i lavori, assistito da artisti famosi. La sistemazione dell’interno, riccamente decorato, è attribuita al celebre stuccatore Abbondio Stazio e alla bottegha dello scultore Andrea Brustolon. Quest’ultimo, in particolare, ha inciso la balaustra di legno che si affaccia sulla sala da ballo. Gli affreschi sono stati recentemente attribuiti a Sebastiano Ricci.

 

Venezia durante il Carnevale, si tinge dei colori di Arlecchino. Torna al Teatro Goldoni la maschera simbolo del teatro italiano in un nuovo, inedito spettacolo: Arlecchino Furioso (ore 19.00). Il palcoscenico del Teatro veneziano si trasforma in una rinascimentale sala da spettacolo, con il pubblico immerso tra le scenografie, le corde, le luci e le azioni dei personaggi. Lo spettacolo è recitato con varietà di lingue e dialetti, arricchito dall’uso delle maschere, dei travestimenti, dei duelli, dei canti e delle musiche.

 

Torna alla Fenice, ore 15.30 e 17.30, dopo trent’anni di assenza “La vedova allegra” di Franz Lehar. L’operetta in tre atti su libretto di leon e Stein viene messa in scena in un nuovo allestimento realizzato dalla Fondazione Teatro La Fenice in coproduzione con il teatro dell’Opera di Roma, con la regia di Damiano Michieletto, mentre Stefano Montanari condurrà l’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice.

 

Venezia, una vita in maschera” è il tema della conferenza in programma all’Atelier Cà Macana (Dorsoduro 3172), ore 17.00. Un racconto sulle maschere tradizionali e sulla tecnica per realizzarle. Attenzione focalizzata sulla Bautta e la Moretta, due fra le più importanti nella vita della Serenissima. Con l’ausilio della proiezione di quadri celebri e stampe antiche verranno mostrate le maschere presenti ai tempi della Repubblica. In aggiunta previsto un excursus sul Medico della Peste, una delle maschere più conosciute e richieste dal pubblico.

 

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Il Carnevale di Venezia va di corsa. Torna domenica 11 febbraio il tradizionale appuntamento per gli amanti del running con una divertente variante: la maschera di Carnevale. Le vie del centro di Mestre sono pronte ad accogliere la “Corri in Maschera”, la corsa-camminata a passo libero e aperta a tutti con percorsi adatti anche a famiglie e bambini di 1.8 km, 5.3 km e 10.6 km.

Non sono previste iscrizioni perché la manifestazione è completamente gratuita e al termine un ricco ristoro di Carnevale con galani, frittelle e bevande calde rifocillerà tutti i concorrenti. Da non perdere poi, alle ore 12 lo spettacolo del “Volo dell’Asino” in Piazza Ferretto.

Con ritrovo alle 8.45 in via Palazzo e partenza alle ore 9.30 da via S.Pio X, i concorrenti percorreranno via Fapanni, via Poerio, Riviera XX Settembre, via N.Sauro, via Ospedale Umberto I, via C.Battisti, Piazza Ferretto, Piazzetta Matter e via Palazzo dove si conclude il tragitto più breve. Gli altri proseguiranno sempre per via Palazzo, via Torre Belfredo, via Spalti, via Caneve, via Salomone, via Crispi, ciclabile di via Vespucci, ciclabile di via Cattaneo, via Musatti, ciclabile di viale San Marco, in via Cattaneo, ciclabile di via Vespucci direzione Nord, Riviera Marco Polo, via Giusti, via Caboto, via Slongo, via Caneve, Municipio per poi tornare in via Palazzo. A questo punto, chi opterà per il percorso di 10.6 km dovrà ripetere il giro un’altra volta.

 

Corri in Maschera è un evento voluto dall’Amministrazione Comunale di Venezia, promosso da Vela Spa e coordinato dal Venicemarathon Club in collaborazione con le società sportive del territorio.

La manifestazione rappresenta anche l’edizione speciale del ciclo di allenamenti gratuiti “Alì Corri X – Road to Jesolo” che il Venicemarathon Club, grazie anche al supporto dei Supermercati Alì, a partire da marzo radunerà ogni martedì sera (partenza ore 19) runners, neofiti e appassionati che vorranno condividere la fatica dell’allenamento ma soprattutto il percorso di avvicinamento alla Moonlight Half Marathon e 10K di Jesolo in programma il prossimo 28 maggio.

In occasione del Carnevale, è tornata in area Marciana, dopo la positiva esperienza della scorsa estate, il servizio di steward, promosso nell’ambito del progetto #EnjoyRespectVenezia.

 

Sino a martedì 13 febbraio, i 15 addetti, operatori multilingue, saranno presenti tutti i giorni, per 12 ore consecutive, dalle 10 alle 22, in Piazza San Marco e ai relativi accessi, con funzioni legate all’assistenza turistica, all’informativa sul decoro e sui comportamenti corretti da tenere nel rispetto del decoro urbano e monumentale. Potranno inoltre supportare la Polizia locale, in caso di violazioni al decoro o alle regole di comportamento previste nel regolamento di Polizia urbana, e da questo sanzionate.

 

Il Comune di Venezia vuole con questa iniziativa assicurare una positiva accoglienza ai visitatori e garantire il decoro nella parte più monumentale della Città, meta di ogni visita durante il Carnevale.

Gli operatori, che sono stati formati dal Settore turismo per l’informativa turistica, sono facilmente identificabili: indossano un cappellino bianco e una pettorina con impressi il logo del Comune di Venezia ed il claim della campagna #EnjoyRespectVenezia.