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Marco Gaiba ai domiciliari per mafia: incredulità e stupore a Mogliano

E' di ieri la notizia choc dei domiciliari per il presidente della società calcistica di Mogliano Marco Gaiba. Tra le persone sottoposte a misure restrittive nell'ambito dell'operazione "Stige" contro l'ndrangheta c'è anche l'imprenditore 56enne, moglianese

E’ di ieri la notizia choc dei domiciliari per il presidente della società calcistica di Mogliano Marco Gaiba. Tra le persone sottoposte a misure restrittive nell’ambito dell’operazione “Stige” contro l’ndrangheta c’è anche l’imprenditore 56enne, moglianese d’adozione e stimato presidente della squadra di calcio Pro Mogliano.  Oltre all’attività in ambito calcistico, Gaiba è anche titolare della Soluzioni Plastiche di Mogliano.

 

L’operazione dei Carabinieri della Procura anti-mafia di Reggio Calabria, mira a smantellare la cosca calabrese Farao-Marincola che non solo è riuscita ad infiltrarsi nel tessuto politico-sociale in varie zone d’Italia, ma ha anche interessi in Germania. Secondo la procura, Gaiba avrebbe agito da prestanome nella creazione di società attive nel settore dello sviluppo di materie plastiche, volte al riciclo di denaro della cosca.

 

Il direttore generale della Union Pro Alessandro Lunian si dice incredulo alla notizia del coinvolgimento di Gaiba, come dichiara al Gazzettino: 

 

“Sulle prime ho creduto ad uno scherzo di cattivo gusto[…]. E’ stato un fulmine a ciel sereno che mi ha profondamente amareggiato, come credo tutto il settore sportivo e i cittadini di Mogliano. Conosco il presidente della società – prosegue Lunian – da parecchi anni. Una persona impegnata da 15 anni per far crescere il calcio cittadino con una passione e una dedizione esemplari. E’ grazie alla sua volontà e al sostegno di parecchi dirigenti e sostenitori se è riuscito a far fare un salto di qualità alla società calcistica passata dalla seconda categoria alla serie D. Non sono a conoscenza dei veri retroscena che hanno messo il presidente in serie difficoltà. Mi dispiace molto perché l’ho sempre conosciuto come un professionista corretto, che amava il suo lavoro assieme allo staff di tecnici. Con ogni probabilità non ha calcolato bene i rischi legati alla volontà di estendere la sua attività nel meridione. Sono convinto che la sua posizione verrà ridimensionata rispetto all’atto d’accusa che lo hanno portato agli arresti domiciliari. La stima per il presidente Gaiba non cambia dopo quello che è successo”.

Anche l’assessore allo sport Oscar Mancini ha espresso il proprio stupore e dichiara: “Per me e per tutta la Giunta questo è stato un autentico fulmine a ciel sereno”.

 

Intanto le indagini proseguono e faranno ulteriore luce sul caso.

 

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sara.angioni@webtechnet.it

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