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Lascito Villa Testani: troppo onerosa la presa in carico, il Comune rinuncia

L’Amministrazione comunale rinuncia ad acquisire il lascito della Villa Testani. Le condizioni poste dal testamento che vincolano l’uso dell’immobile e i conseguenti oneri di adeguamento non lasciano altra scelta e il Consiglio comunale si riunirà

L’Amministrazione comunale rinuncia ad acquisire il lascito della Villa Testani. Le condizioni poste dal testamento che vincolano l’uso dell’immobile e i conseguenti oneri di adeguamento non lasciano altra scelta e il Consiglio comunale si riunirà sabato 20 gennaio per deliberare la rinuncia, entro la data stabilita.

 

“Naturalmente è a malincuore che ci troviamo a prendere questa decisione, ma riteniamo ingiustificati  i costi di adeguamento della villa, a fronte delle molte priorità che a Mogliano attendo di essere risolte da tempo. Infatti per poter ospitare eventi culturali pubblici, come previsto dal lascito, i costi minimi indispensabili per ristrutturare la villa in base alla normativa, sono praticamente doppi rispetto alla valutazione del suo valore fatta dai periti. Purtroppo è fallito anche il tentativo, con un bando pubblico, di affidare la villa in gestione ad un privato che si facesse carico degli oneri di adeguamento”, dichiara il Sindaco Carola Arena.

 

Per volontà testamentaria della signora Luigia Testani, infatti, la villa, situata in via Damiano Chiesa, sarebbe andata al Comune con il vincolo di destinazione d’uso culturale aperto al pubblico. Il testamento prevedeva anche che, in caso avesse accettato il lascito, l’Amministrazione avrebbe dovuto fasi carico, oltre che dell’immobile, anche della manutenzione ordinaria e straordinaria della Cappella Gentilizia e delle relative tombe della famiglia Testani, nel Cimitero di Mogliano.

 

Le motivazioni che hanno portato alla decisione di non accettare il lascito derivano dal confronto tra la perizia dell’immobile, che indica un valore di circa 300 mila euro, ed il costo valutato per l’esecuzione dei lavori minimi indispensabili per il cambio di destinazione d’uso a culturale aperta al pubblico, che è di circa 600 mila euro. La villa, infatti, è una vecchia costruzione tipica degli anni ‘50, della superficie di circa 400 metri quadrati, ma non risponde ai requisiti per poter essere aperta al pubblico.

Una parte del lascito non vincolata, consistente in una libreria vittoriana in mogano, due poltrone inglesi in pelle, una scrivania e il relativo seggiolone e tutti i libri conservati in un appartamento di Treviso, era già stata accettata dal Comune nel 2013.

 

CI sono stati due avvisi esplorativi di manifestazione di interesse per la  concessione in uso dell’immobile da parte di privati che si assumessero gli oneri di adeguamento e presentassero un progetto di gestione che fosse compatibile con le volontà testamentarie. Il primo andò deserto e al secondo parteciparono l’Associazione Culturale Antico Insegn’Arte di Mogliano Veneto e  l’Istituto Europeo per lo Sviluppo Tecnologico di Venezia. Solo quest’ultimo presentò anche una proposta progettuale, mancante però della documentazione relativa agli interventi edilizi necessari, che, sollecitata dalla Commissione esaminatrice, non fu fornita nei sei mesi successivi alla richiesta, tanto che anche questa gara fu dichiarata infruttuosa.

In particolare era stata richiesta la documentazione tecnica in materia di superamento delle barriere architettoniche, di impiantistica, di risparmio energetico e di adeguamento sismico del fabbricato;

 

“Pesa sulla decisione anche il fatto che il Comune dispone di altri edifici già in proprietà, per i quali l’Amministrazione Comunale ha  agli atti studi di fattibilità con stima sommaria per la loro riqualificazione e  tutti in attesa di disponibilità di bilancio tra cui il compendio di Villa Longobardi, dell’ex Spim, della casa ex Soms (ex “del fascio”), e della piscina comunale. Inoltre, c’è un intero patrimonio immobiliare comunale, anche con diverse destinazioni d’uso, che da anni necessita di interventi importanti al fine dell’adeguamento alle vigenti  normative e alle esigenze connesse all’utilizzo, come ad esempio il Centro Anziani, Il Distretto Socio-Sanitario ed il Centro Sociale, i plessi scolastici, ecc.., per cui accettare questo lascito, pure interessante, con tutto ciò che ne verrebbe in obbligo al Comune, non è attualmente possibile”, conclude il Sindaco Arena.

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