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La LAV di Treviso difende i cormorani dei bacini di pesca

In una nota alla stampa, la LAV  di Treviso esprime il proprio disappunto per le dichiarazioni dei rappresentanti di alcuni bacini di pesca che vedono i cormorani come una minaccia:   "A volte ritornano

In una nota alla stampa, la LAV  di Treviso esprime il proprio disappunto per le dichiarazioni dei rappresentanti di alcuni bacini di pesca che vedono i cormorani come una minaccia:

 

“A volte ritornano…anzi nel caso delle proposte di cacciatori e pescatori di eliminare ogni specie animale da loro percepita come ‘concorrenza’, queste purtroppo ritornano sempre. Ora sembra essere il turno dei cormorani.

 

I rappresentanti di alcuni bacini di pesca e della Mediapiave, portavoce dei pescatori della provincia di Treviso, si sono incontrati per affermare, di nuovo, che i cormorani rubano loro i pesci. Innanzitutto non è chiaro chi stabilisce che il diritto dei suddetti pescatori di praticare il loro deprecabile passatempo prevale su quello dei cormorani di cibarsi per sopravvivere, visto che la natura non dà ai cormorani molta scelta, ma ai pescatori invece sì. Inoltre come possono i pescatori lamentarsi della riduzione del numero di alcune specie di pesci mentre ne sono loro stessi responsabili?

 

La pesca dovrebbe essere sospesa per un lungo periodo, per consentire alla natura di prendere fiato e riappropriarsi dei propri ritmi naturali, che non sono certo quelli dettati dai numerosi pescatori che letteralmente predano fiumi e bacini. A quanto ci risulta non è mai stato fatto un piano serio della verifica della popolazione, nè dei cormorani nè dei pesci che, a detta dei pescatori, i cormorani sterminerebbero. Ricordiamo inoltre che la legge nazionale sulla tutela della fauna selvatica 157 del 1992 all’articolo 19 impone che per la gestione dei cormorani e del loro eventuale impatto sui pesci, si debbano prioritariamente adottare tutte le possibili misure ecologiche, quindi al momento parlare di abbattimenti è semplicemente fuorilegge!

 

Ricordiamo ai pescatori che ci sono modi molto più rispettosi degli animali e dell’ambiente per stare nella natura e vicino ai corsi d’acqua, lontano dal frastuono e dal traffico, e che non includono la pesca. L’ambiente viene attaccato e alterato esclusivamente dall’uomo, non dagli animali, che ne fanno naturalmente parte e prendono da esso solo ciò che è loro necessario, cosa che spesso l’umano non ha la stessa accortezza di fare, anzi preda senza distinzione e senza curarsi degli altri abitanti del Pianeta. In un ambito più ampio di quello dei bacini e dei corsi d’acqua del trevigiano, i risultati del comportamento predatorio umano sono sotto gli occhi di tutti, sotto forma di alterazione del clima e dell’ecosistema, inquinamento, deforestazione e urbanizzazione selvaggia.

 

Invitiamo gli organi competenti a riflettere e a iniziare a far rispettare di più gli animali e tutta la natura, afferma Mara Garbuio della LAV di Treviso, anche se questo dovesse costare la perdita degli introiti di qualche licenza di pesca.”

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