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Bullismo, al Busan un docufilm per duecento ragazzi

Un grimaldello in grado di scardinare le serrature di prigioni del silenzio, perché il non detto uccide e corrode le persone da dentro: è questo il senso del docufilm presentato ieri al cinema teatro Busan

Un grimaldello in grado di scardinare le serrature di prigioni del silenzio, perché il non detto uccide e corrode le persone da dentro: è questo il senso del docufilm presentato ieri al cinema teatro Busan a duecento studenti delle classi seconde delle scuole medie Montalcini e Hack.

 

Il docufilm è opera di Luca Pagliari, giornalista, autore, regista e storyteller, che da alcuni anni è impegnato nella divulgazione anche di campagne sociali contro il bullismo, con spettacoli che porta in giro per le scuole italiane. Pagliari ha accolto l’invito rivoltogli da insegnanti moglianesi, che hanno voluto realizzare un evento a corredo dei temi già affrontati nel progetto Rispettiamoci, che ha trovato il sostegno dell’Amministrazione comunale.

 

#dodicidue è il titolo del docufilm e format giornalistico teatrale che racconta la storia di Alice. 3 anni di vessazioni e di attacchi da parte dei bulli. 3 anni di silenzio. 3 anni di rabbia tenuta dentro. 3 anni di musica ascoltata ininterrottamente per restare lontana dal mondo.

Poi è arrivato il dodici due duemilasedici. La data in cui Alice, 16 anni e vittima di bullismo, dopo aver assistito a uno spettacolo di Pagliari gli scrive. Alice nei cinque anni di vessazioni continue non aveva mai condiviso con nessuno il suo carico di dolore. Lo aveva nascosto al mondo intero trincerandosi dietro le sue cuffiette, creando un muro di musica sparata nelle orecchie per evitare di ascoltare, sublimando la sofferenza attraverso atti di autolesionismo e di rabbia incontrollata. Neppure lo psichiatra era riuscito a comprendere.

 

“Alice mi lasciò tra le mani le chiavi della sua personalissima cella, affidandomi una responsabilità enorme: condurla fuori di lì, restituirle la bellezza dei suoi 16 anni e connetterla nuovamente con il mondo esterno”, raccontato oggi Pagliari.

 

I ragazzi moglianesi hanno visto il film che ha per protagoniste Alice e la mamma. In 30 minuti viene ripercorsa questa storia che ha il sapore di un ritorno alla vita. Oggi, infatti, Alice è serena e soprattutto libera.

 

“Quella raccontata oggi, pur con la sua durezza, è una storia a lieto fine. Ma non sempre va così e riteniamo che non si faccia mai abbastanza per far capire ai ragazzi che il bullismo, il cyberbullismo, possono essere letali per un loro coetaneo e che, se capita di esserne vittima, non ci si deve rinchiudere in se stessi, ma al contrario aprirsi, ai genitori, ai professori, agli stessi compagni. La lezione da dare è anche rivolta a chi assiste impaurito senza riuscire a opporsi a questi comportamenti. I bulli vanno dissuasi, i cyberbulli vanno isolati. Questo è il senso del nostro impegno a sostegno della scuola su questo fronte”, hanno commentato Carola Arena, Sindaco, e Daniele Ceschin, assessore alle Politiche educative di Mogliano.

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