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Si profila all’orizzonte la  chiusura di Coin Excelsior di Venezia che non trova un accordo con la proprietà dello stabile di Cannaregio dove è aperta la nota attività commerciale.

 

 

Il contratto d’affitto scadrà il prossimo 28 febbraio, ma la proprietà per il rinnovo ha chiesto un affitto di cinque volte superiore a quello attuale.

La Coin S.r.l. fa sapere di non poter sostenere un affitto così oneroso.

 

 

Le trattative sono a un punto morto, la fine del mese è ormai vicina e i novanta dipendenti temono di perdere il posto di lavoro.

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Si è svolta questa mattina al Gran Teatro La Fenice di Venezia, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Ca’ Foscari di Venezia a 150 anni dalla fondazione. Molte le autorità civili, militari e religiose presenti, tra cui il rettore di Ca’ Foscari, Michele Bugliesi, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, la vicesindaco di Venezia, Luciana Colle e la presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, il patriarca di Venezia, Francesco Moraglia.

 

 

Dopo l’esecuzione dell’Inno di Mameli da parte del Coro del Teatro La Fenice, ha preso la parola il rettore Bugliesi, che ha tracciato un breve excursus sulla storia di Ca’ Foscari, nata nel 1868 come Regia Scuola Superiore di Commercio, prima Scuola di Studi Avanzati di Economia e Commercio d’Italia, che ha diplomato personaggi illustri come il primo governatore della Banca d’Italia Bonaldo Stringher e ha avuto come primo direttore l’economista Francesco Ferrara che fu anche deputato e ministro del Regno. Tra i più recenti successi dell’Ateneo, Bugliesi ha ricordato il terzo posto di Ca’ Foscari per qualità della ricerca (dati ANVUR) e l’aumento degli iscritti che quest’anno sfiora il 10% rispetto ai numeri dello scorso anno, per un totale complessivo di oltre 21mila studenti suddivisi in otto Dipartimenti. Il rettore ha poi concluso il suo intervento lanciando un appello a chi governa il sistema universitario, chiedendo “l’attenzione e la fiducia che le nostre università meritano”.

 

 

Dopo gli interventi dei rappresentanti degli studenti e del personale tecnico amministrativo, il rettore Bugliesi ha poi conferito il Dottorato Honoris causa in Economia a Sir Richard Blundell, economista di fama internazionale. Lo studioso ha poi tenuto una lectio dal titolo “Economic policy reform and the challenge of inequality”.

Sul ruolo importante di Ca’ Foscari e di tutte le università italiane nella costruzione del futuro del Paese si è concentrato infine il breve intervento del Capo dello Stato. “Agli Atenei, con la loro diversità di carismi – ha sottolineato il presidente Mattarella – va la fiducia e la riconoscenza della Repubblica”. Riferendosi poi alle due prime Facoltà sorte nell’Ateneo veneziano, Economia e Commercio e Lingue, il presidente ha evidenziato la lungimiranza delle scelte operate dai fondatori:  “Un’intuizione di straordinaria modernità che non poteva che sorgere a Venezia, una città che ha inviato le sua navi in tutto il mondo conosciuto e ha da sempre intessuto scambi commerciali, economici e culturali in ogni parte del mondo”. “Auguro a Ca’ Foscari – ha concluso il presidente Mattarella – altri 150 anni di successi nel prossimo futuro”.

 

 

La cerimonia si è infine conclusa sulle note del “Gaudeamus igitur” interpretato dal Coro del Teatro la Fenice.

Professore di matematica della scuola media Casteller di Treviso è stato aggredito e preso a schiaffi dal genitore di un suo alunno.

L’aggressione è avvenuta durante l’ora di incontri con i genitori alle 10 all’interno della scuola.

 

 

Causa dell’aggressione l’ordine del professore alla classe di uscire in cortile durante la ricreazione.

Il giovane allievo si è rifiutato ed è stato costretto a uscire dal professore, episodio raccontato dal ragazzino al padre che ha schiaffeggiato l’insegnante.

 

 

La scuola, a quanto pare, ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti dell’insegnate e nessun provvedimento per l’allievo.

Il professore ha scritto al Ministro Fedeli per esporre il fatto e lamentarsi.

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Il Popolo della Famiglia: “Nazisti? Bruciavano cultura. Il gender è sbaglio della mente umana”. Domani 21 febbraio l’avvocato Gianfranco Amato sarà all’hotel Cà del Galletto per una conferenza sul gender.

 

 

Come prevedibile e previsto, non sono mancati gli indebiti accostamenti tra il rogo dei libri gender anticipato da Lorenzo Damiano e i tristemente noti roghi di libri nella Germania nazista senza tenere conto di una cosa. Come confermano dal Popolo della Famiglia, infatti, “vi è un’enorme differenza tra i roghi di libri dei nazisti di ieri e un provocatorio falò di libri gender oggi. Nella loro scientifica criminale follia i nazisti bruciavano delle opere che erano la tradizione, la cultura, l’identità di un popolo. Se privi una persona delle sue radici, della sua storia, la rendi un numero, un individuo isolato senza appartenenza, e questo i nazisti lo sapevano”.

 

 

Il candidato Lorenzo Damiano precisa: “I libri gender non sono né tradizione né cultura né storia né identità. Come ha ribadito Papa Francesco sono uno sbaglio della mente umana che mina il sano sviluppo psico-fisico dei più piccoli”. Il fine di questa ideologia è chiaro: “C’è un pericolo molto più subdolo di un ipotetico e scenografico rogo ed è quello che sta mettendo in pratica l’ideologia gender attraverso i suoi “soldatini”: se sostituiamo nelle scuole scrittori quali Dante o Manzoni a scrittori moderni che magari descrivono una fellatio tra ragazzi che perfino la Procura della Repubblica ha ritenuto “educativa”, idonea per essere letta nelle scuole a ragazzi minorenni, é poi lecito chiedersi come faranno i nostri giovani a comprendere l’amor patrio, la cultura del lavoro, del rispetto, della famiglia e della vita se non sanno nemmeno più capire la differenza tra essere uomo e essere donna. Queste ideologie inculcate nei più giovani (e “ricettivi”) rendono gli adulti di domani privi di appartenenza, ugualmente senza storia, ugualmente dei numeri privi di identità come facevano in quella Germania. Chi sono, dunque, i nazisti oggi?!

 

 

Lorenzo Damiano, infine, ribatte: “Provocazione a parte, ribadisco che si è trattata di una  provocazione per far venire a galla l’ideologia del gender che la cultura di sinistra tenta di inculcare
nelle menti dei nostri ragazzi e contemporaneamente di nascondere. Invece esiste eccome una volta in Parlamento faremo in modo di bloccare la vendita di questi libri sul mercato che se non altro dovrebbero essere vietati ai minori di 18 anni. I nostri bambini devono crescere in pace, nessuno  deve permettersi di toccarli con un dito”.

 

 

Per approfondire queste tematiche domani all’hotel Cà del Galletto di Treviso alle ore 20.45 interverrà l’avvocato Gianfranco Amato, segretario nazionale del movimento, il primo a denunciare l’ideologia del gender in Italia.

Vicenza è la realtà più dinamica del Veneto dal punto di visto industriale. Ma sconta ancora episodi di fragilità finanziaria. È quanto ha affermato l’assessore regionale al lavoro, intervenendo a villa Valmarana Morosini di Altavilla Vicentina alla presentazione dei risultati della ricerca condotta sui bilanci delle 500 aziende con il maggior fatturato che hanno sede legale nel Vicentino. Ricerca curata dal Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università di Verona e da PwC, che ha messo a fuoco pregi e difetti della realtà imprenditoriale berica e veneta.

 

 

“La Regione – ha sottolineato l’assessore – è molto attenta a queste analisi perché le scelte della politica devono essere suffragate dalla realtà del Veneto. Una regione che è, e che resta, uno dei territori più dinamici d’Europa e sicuro traino per l’Italia”.

 

 

“Dall’ottava edizione del rapporto Top 500 – ha commentato – si evince come il Veneto stia crescendo in tutte le sue realtà. Vicenza è la più dinamica e, dal punto di osservazione delle politiche regionali per il lavoro e le reindustrializzazioni, emergono alcuni elementi  che sono una costante delle aziende più dinamiche e dei settori più trainanti: investimenti nel capitale umano di alta formazione, un buon clima aziendale  legato spesso ad accordi e contratti di partecipazione, una filiera robusta e molto collegata agli ambiti formativi. Per contro, le difficoltà riscontrate da alcune aziende, molto significative dal punto di vista della storia e della solidità  produttiva, sono attribuibili a una condizione di fragilità finanziaria”.

 

 

Tre le parole d’ordine lanciate dalla responsabile delle politiche regionali per il lavoro e la formazione: “consapevolezza”, “comunicazione” e “crescita”.

“Alle imprese ho chiesto maggiore consapevolezza, anche dei propri limiti, oltre che delle proprie potenzialità”,  riassume l’assessore. “Inoltre ho chiesto una corretta comunicazione  all’interno dei distretti, e dei distretti con le istituzioni, al fine di ottenere i migliori vantaggi”.

 

 

“Infine, ho sollecitato una prospettiva di ulteriore crescita – conclude – per difendere le nostre imprese, che sono oggi molto appetibili per investitori stranieri, i quali non sempre hanno l’orizzonte dell’investimento, ma piuttosto quello della speculazione”.

In tutta Venezia sono rimasti aperti solo dieci luganegheri. Queste nobili botteghe  sono andate via via scomparendo per fare posto, purtroppo, a negozi di suovenir e kebab.

 

 

Non solo i luganegheri scompaiono, sta anche chiudendo la storica bottega di mercerie Gavagnin in calle dei Fuseri.

Purtroppo la Venezia che conoscevamo va scomparendo.

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Quando i disabili invecchiano, potranno rimanere nelle strutture che li ospitano. Solo se le loro condizioni psicofisiche non saranno più compatibili con l’assistenza offerta dalla comunità alloggio o dalla struttura ospitante, verranno accolti da una residenza per anziani non autosufficienti.

 

 

Questa è la novità che la Regione Veneto ha deciso di sperimentare, per un anno, introducendo un “doppio canale” nei percorsi di assistenza. La sperimentazione approvata dalla Giunta introduce una valutazione multispecialistica e multidisciplinare per le persone disabili in prossimità del loro 65° anno, in modo da stabilire quale sia la struttura o il servizio più idoneo per loro, sulla base dei loro bisogni e potenzialità.

“Vogliamo superare la vecchia regola che stabiliva che al compimento del 65° anno di età la persona disabile dovesse essere trasferita in una struttura per anziani”, spiega l’assessore al sociale che ha introdotto la sperimentazione. “Non ci sembrava ragionevole allontanare dal loro contesto di vita persone disabili che hanno ancora discrete potenzialità di autonomia e di relazione, né sovraccaricare i centri per non autosufficienti dell’incarico di accogliere persone che hanno sì bisogno di assistenza, ma manifestano bisogni e attitudini ben diverse da quelle di un ultraottantenne affetto da un mix di patologie croniche”.

 

 

Il provvedimento interessa quasi mille disabili over 65, dei quali un centinaio assistiti nei centri diurni, 590 nelle residenze protette del Veneto e 239 a domicilio, con l’assegno di cura domiciliare. Per ognuno di loro l’Unità di valutazione multidimensionale distrettuale (UVMD) andrà a verificare quale possa essere la soluzione ottimale – se la prosecuzione nella struttura che già li ospita, oppure la casa di riposo – nel rispetto di un progetto personalizzato di cura, senza aggravi economici per le famiglie o i comuni. “Ci sembra una scelta di civiltà non spezzare arbitrariamente legami e reti sociali che si sono create negli anni, – commenta l’assessore – nel contempo, aprendo questo duplice percorso, evitiamo di accomunare tipologie diversi di assistiti nel medesimo contesto, solo in virtù del criterio anagrafico dell’invecchiamento. Il principio-guida che abbiamo adottato è quello dell’accomodamento ragionevole in funzione dell’età’”.

 

La platea delle persone potenzialmente interessate dalla sperimentazione è di almeno 2 mila persone, considerando il numero delle persone disabili tra i 55 e i 65 anni attualmente accolte in comunità alloggio, residenze o nuclei protetti, centri diurni e progetti di assistenza domiciliare. “In prospettiva, la sperimentazione a cui diamo avvio – anticipa l’assessore – potrà rendere le comunità alloggio e le strutture per disabili centri di riferimento per i progetti del ‘dopo di noi’, cioè di quel percorso di presa in carico totale delle persone disabili, quando genitori e parenti vengono a mancare”.

Stanno procedendo i lavori di restauro del ponte dell’Accademia, secondo le lavorazioni previste dal cronoprogramma.

 

 

L’Assessorato ai Lavori pubblici rende noto che, dopo aver ultimato la costruzione dell’arco sottoponte e i ponteggi, è stato completato lo smontaggio del rivestimento ligneo ed è iniziata la pulizia delle strutture metalliche, nella parte inferiore del ponte.

 

 

Dalle ore 9 di domani martedì 20 febbraio verrà interdetta la viabilità sul tratto centrale del ponte e trasferito il transito sulle passerelle esterne.

In questo modo si consentirà la prosecuzione dei lavori nella parte superiore del ponte, con la rimozione della pavimentazione, dei gradini e dei parapetti.

Parcheggi intelligenti a Mestre. In città verranno installati dei sensori in 800 parcheggi blu zona Piazza Ferretto, in 42 parcheggi per disabili ed in 1.000 parcheggi in Corso del Popolo e rione Piave.

 

 

Si comincia con una sperimentazione in via Tasso, dove sono statti ridipinti i parcheggi e istallati i sensori.

 

 

Ogni posto parcheggio sarà numerato. Con questo sistema sarà possibile scoprire se c’è posto in parcheggio prima di arrivarci, di pagare digitando il numero del parcheggio sulla colonnina o sulla apposita applicazione sul proprio cellulare e di prolungare la sosta senza tornare alla propria auto.

Secondo l’Ulss 2 della Marca Trevigiana gli interventi per il cambio del sesso devono essere a carico della regione.

 

E non solo, se le liste di attesa per l’intervento sono tropo lunghe o la struttura non adeguata, si può scegliere di effettuare l’operazione negli Stati Uniti d’America con il biglietto aereo pagato anche per l’accompagnatore.

 

Come stabilisce la legge, il conto all’80% lo paga la regione Veneto.

 

Tutto questo è la conseguenza di quanto consentito dal Centro di Abano Terme per il cambio di sesso.  Abano sarà punto di riferimento a livello nazionale per questo tipo di interventi.

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