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Sembra una follia, ma l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’ONU stanno per dichiarare guerra ai prodotti pilastri della dieta mediterranea.

 

Tutto parte dalla dichiarazione di guerra al diabete, cancro e malattie cardiovascolari, le cui morti dovranno essere ridotte del 30% entro il 2030.

 

Sotto accusa i prodotti alimentari nei quali dovranno essere ridotti i grassi saturi, sale, zuccheri e alcol, e quindi finiranno per essere demonizzati la pizza, l’olio, il vino, il parmigiano e il prosciutto, tutte eccellenze della dieta mediterranea.

 

La proposta dell’Organizzazione Mondiale della Sanità verrà discussa nella riunione del 27 settembre prossimo, durante la quale potrebbero essere messe tasse molto forti sugli alimenti contenenti grassi, sale e zuccheri.

 

Il parmigiano potrebbe essere così dichiarato pericoloso come il fumo. La prima dura replica è partita dal Presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, Riccardo Deserti.

 

Fonte: Qui Finanza

I provvedimenti presi con le più buone intenzioni dalle istituzioni a volte hanno l’effetto contrario. È il caso dei posteggi con sensori istituiti a Mestre, che in alcune zone hanno contribuito ad ammazzare il commercio.

 

Parliamo di via Verdi e Riviera XX Settembre, dove i pochi parcheggi esistenti sono stati, come in tutte le zone centrali di Mestre, muniti di sensori che fanno scattare l’arrivo dei vigili se entro un quarto d’ora dall’inizio del posteggio non si è provveduto a pagare la sosta.

 

Questo provvedimento è aspramente criticato dai commercianti della zona, che sono una quarantina.

 

Arianna Gomirato, titolare della macelleria in via Verdi ci ha detto: “Via Verdi ormai è diventata zona morta. Intanto è zona piena di extracomunitari e frequentata da spacciatori e già questo svia molti clienti. Ora hanno messo i sensori ai pochi posteggi che costano € 1,30/ora: troppo cari”.

 

“I clienti non hanno il tempo di posteggiare e fare le spese dai commercianti della zona. La via poi è chiusa, vicina a piazza Ferretto dove non ci sono botteghe di vicinato. Per i residenti, molti dei quali sono anziani e si muovono poco a piedi o hanno bisogno dell’auto e di parcheggi facili, i negozi di via Verdi e di Riviera XX Settembre sono gli unici possibili”.

 

“Bisogna trovare delle soluzioni perché il commercio qui sta morendo. – conclude la Gomirato – Suggerisco per esempio di mettere i posteggi gratis per almeno due giorni la settimana. Questo porterebbe certamente un giovamento. In via Verdi hanno già chiuso due banche, speriamo che altri non le seguano”.

Dal 26 al 28 luglio il Cinemoving avrà luogo nella zona di via Piave a Mestre, per tre piacevoli serate da passare insieme gustandosi un film all’aperto, come si usava fare tanti anni fa. Saranno disponibili un centinaio di posti a sedere, ma se qualcuno vorrà portare la propria sedia sarà ovviamente il benvenuto.

 

Tre sere, tre film, tre luoghi simbolici per il quartiere: il sagrato della chiesa di via Piave, piazzetta san Francesco e l’ultima speciale serata presso i giardini di via Piave.

 

“Fin dal 2015 – afferma l’assessore alla Coesione sociale Simone Venturini – il sindaco Brugnaro e l’Amministrazione comunale lavorano per estirpare l’erba cattiva da via Piave e per far germogliare quella buona. Conosciamo bene le difficoltà che i cittadini di questo importante quartiere hanno vissuto per più di un decennio e per questa ragione abbiamo mobilitato in questa zona di Mestre risorse, uomini e mezzi.
Ora, grazie a uno straordinario lavoro tra le Istituzioni, la Magistratura, la Procura, le Forze dell’Ordine e i residenti, siamo a un punto di svolta.

 

È l’occasione, per noi cittadini, di riappropriarci degli spazi di aggregazione e dare loro nuova vita. Le prospettive urbanistiche, la presenza di moltissimi giovani turisti, l’apertura di nuove attività economiche, rappresentano segnali importantissimi di rinascita.

 

Per accendere la scintilla, abbiamo pensato a tre serate simboliche, in luoghi particolari di via Piave, per offrire un’occasione di ritrovo e di divertimento all’aperto. E la prima serata, sul sagrato della chiesa, sarà dedicata proprio ai bambini, ai ragazzi e alle famiglie, la speranza e il futuro di questo importante e storico quartiere. Speriamo che queste occasioni possano facilitare numerose altre iniziative da parte delle associazioni, degli esercenti e delle famiglie. Come Amministrazione, siamo a disposizione per agevolare, favorire e affiancare qualsiasi processo di animazione territoriale e di aggregazione”.

 

Si partirà quindi giovedì 26 luglio, presso il sagrato della chiesa di via Piave, con L’era glaciale 5 – In rotta di collisione (2016, regia di Regia di Mike Thurmeier e Galen T. Chu, 99 min.). Nell’epico e perpetuo inseguimento dell’inafferrabile ghianda, Scrat si ritrova catapultato nello spazio profondo dove procede accidentalmente alla disposizione dei pianeti del sistema solare e provoca suo malgrado un’enorme minaccia alla Terra. E se il Big Bang fosse stato uno scoppio di risa o l’incontro mancato tra uno scoiattolo e una ghianda?!

 

Venerdì 27 luglio sarà la volta del film L’ora legale (2017, regia di Salvatore Ficarra e Valentino Picone, 92 min.), in Piazzetta San Francesco. In un paese della Sicilia, puntuale come l’ora legale, arriva il momento delle elezioni per la scelta del nuovo sindaco. Il risultato però è inaspettato, perché quella verso la legalità è una strada in salita, soprattutto per chi non è mai stato abituato a percorrerla. Un documento divertente e in qualche modo coraggioso del momento storico-politico che l’Italia sta attraversando, sospeso tra paura e speranza.

 

Infine, sabato 28 luglio nei Giardini di via Piave si terrà una speciale serata con Quo vado? (2016, regia di Gennaro Nunziante, 86 min.). Il comico Checco Zalone, torna al cinema con una commedia sul mito del posto fisso. A quasi 40 anni Checco vive la sua esistenza ideale: scapolo, servito e riverito dalla madre e dall’eterna fidanzata, accasato presso i genitori, assunto a tempo indeterminato presso l’ufficio provinciale Caccia e pesca. Ma le riforme arrivano anche per Checco, e quella che abolisce le province lo coglie impreparato.

 

“Tre film divertenti, da vedere in compagnia – spiega Gianpaolo Formenti, presidente della IV Commissione Consiliare – Invitiamo tutti i cittadini e i residenti a partecipare per un’occasione unica. Sarà la festa di tutto il quartiere, aperta all’intera città, all’insegna del percorso di riqualificazione urbana.”

Dal 27 luglio al 19 agosto 2018, la Biblioteca Nazionale Marciana organizza nelle sue sale monumentali la mostra “MarCOmix. La Biblioteca Marciana in fumetto”, con le vignette di Paolo Emilio Pizzul.

 

Nella mostra sono raccolte tutte le vignette che sono state pubblicate sui social network marciani, dal 5 ottobre 2017 a oggi: un modo divertente e originale di raccontare la vita della Biblioteca, le sue attività, i servizi e le iniziative culturali con un linguaggio diretto e adeguato al pubblico che frequenta la rete. I libri si sono trasformati in personaggi e si sono prestati a una modalità espressiva colloquiale nell’intento di avvicinare e incuriosire anche chi non è esperto della materia o si interessa di manoscritti e/o libri antichi.

 

Così l’autore ci racconta il suo lavoro: “L’amore per il disegno trova espressione nella sua immediatezza a me congeniale, supporto descrittivo al ragionamento, al progetto, in qualsiasi sua forma. Per dire con più precisione: penso, scrivo, disegno, realizzo. Una vignetta nasce quando la mano si fa prendere dall’orecchio. Un dialogo veloce su un tema, l’essere didascalia ad un evento, tra domande e risposte una battuta chiude il piccolo sipario e la mano racconta a suo modo quello che l’orecchio ha ascoltato. La vignetta, in questo, ha dunque origine dall’ascolto. La vignetta fa anche il punto su un tema, un argomento, senza pretese, nella veste di accompagnamento, di testimonianza con garbo e leggerezza in vista di un incontro, una conferenza, una mostra, una novità da segnalare all’attenzione del pubblico. Nelle vignette troviamo Manu’ e Codì, i due personaggi libro “di origine manoscritta” che si prestano al gioco di fare il punto ogni qualvolta l’occasione sia propizia.”

 

La mostra è curata da Paolo Emilio Pizzul e Annalisa Bruni e sarà inaugurata giovedì 26 luglio alle ore 17, con ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili, da Piazzetta San Marco 13/a, Venezia.

Ci sono un paio di possibilità per ottenere sconti speciali sui ticket d’ingresso alla mostra Van Gogh Multimedia Experience, ospitata a Venezia presso Palazzo Ca’ Faccanon (Mercerie San Salvador – 5016 Palazzo delle Poste).

La mostra, grazie alla multimedialità, permette una totale immersione nelle suggestioni e nei colori del genio olandese. La mission che persegue questo irrinunciabile appuntamento con l’arte è quello di fornire una visione completa su tutte le opere prodotte dall’artista, con particolare riguardo alla sua travagliata e intensa vita, oltre che alla sua dirompente creatività.

 

La nuovissima convenzione stipulata con “City Pass Venezia Unica” permette ai possessori della card di acquistare il biglietto d’ingresso alla mostra a soli 12 euro, previa esibizione di un documento d’identità e della card stessa.

 

Si tratta quindi di una nuova promozione che si va ad aggiungere a quella di grandissimo successo stipulata con Trenitalia, che permette a chi si presenterà in biglietteria munito di tagliando “freccia rossa” o frecciargento” per Venezia, di ottenere subito una riduzione sul costo del ticket d’ingresso.

 

Due imperdibili occasioni per poter visitare a prezzo ridotto una mostra straordinaria che riesce ad arrivare davvero a tutti.
Non solo conoscitori e appassionati, l’esposizione riscuote grande successo tra gli studenti di ogni ordine e tra i numerosi turisti grazie a un percorso bilingue, in italiano e in inglese.

 

Prodotta da Navigare s.r.l. con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Veneto e del Comune di Venezia, la mostra resterà visitabile fino al prossimo 30 settembre.

 

 

INFORMAZIONI

Durata della mostra: 2 giugno – 30 settembre 2018

Orario della mostra: Giorni feriali da lunedì a giovedì e domenica, dalle 10.00 alle 21.00 / venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30. Orario continuato (ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura)

Indirizzo: Palazzo Giustinian Faccanon (sede anche della Posta Centrale, Mercerie di San Salvador) San Marco- Calle delle Acque

Sito webwww.vangoghmultimediaexperience.it

Biglietteria della mostra: Palazzo Giustinian Cà Faccanon

Telefono: + 39 371 1704794 | +39 345 2750787

Prezzo: intero € 15

ridotto € 12 (invalidi, over 65, studenti, insegnanti e residenti a Venezia (previa presentazione carta di riconoscimento alla cassa)

bambini fino ai 6 anni, ingresso gratuito

gruppi Scuole € 10 (minimo 10 persone)

gruppi (minimo 20 persone)

Info gruppi: per la richiesta di informazioni o la prenotazione di gruppi organizzati e scuole è possibile scrivere a [email protected] o telefonare ai numeri +39 328 0593427 – + 39 345 2750787.

La Giunta comunale, nel corso dell’ultima seduta, ha dato il via alla proposta di delibera delle modifiche al regolamento comunale per limitare le nuove aperture di attività di somministrazione di alimenti e bevande.

 

Le modifiche arrivano a cinque anni dall’entrata in vigore della Deliberazione del blocco di nuovi pubblici esercizi nelle sei aree di tutela della città antica, che ha comportato da un lato una concentrazione massiva di nuove aperture di locali di somministrazione nelle aree “libere” e contemporaneamente il proliferare, in particolare nelle zone oggetto di blocco, di esercizi di vendita e consumo di cibo per asporto, il cosiddetto “food take away”, e di somministrazione non assistita, con un abbassamento dello standard di qualità del prodotto e con una alterazione e compromissione del decoro urbano.

 

Nel periodo 2012/2017 i pubblici esercizi nella città antica sono aumentati passando da 883 a 987.  E le nuove aperture, in considerazione del blocco negli ambiti di tutela, si sono concentrate soprattutto lungo le direttrici di traffico che portano da Piazzale Roma e dalla stazione ferroviaria verso San Marco, mentre appunto nelle aree già soggette a blocco si è assistito all’apertura di attività di vendita di prodotti alimentari finalizzate al consumo su pubblica via.

 

“Al fine di integrare e rafforzare le misure già intraprese a fronte dell’impegno concreto e continuo assunto dal Comune di Venezia nella gestione e nella tutela della salvaguardia del Sito UNESCO Venezia e la sua Laguna – commenta l’assessore al Turismo Paola Mar -, abbiamo deciso di procedere a una modifica del Regolamento del 2012 per le Attività di Somministrazione di Alimenti e Bevande. La filosofia che ha ispirato le variazioni è stata quella di prevedere una revisione dei criteri di qualità dei locali e della gestione per l’insediamento delle attività di somministrazione alimenti e bevande aperte al pubblico, nonché dei criteri per l’insediamento delle attività di “somministrazione non assistita”, che contemperi la tutela del cittadino con quella degli interessi di carattere generale”.

 

Il nuovo regolamento prevede l’estensione all’intera Città Antica con esclusione delle zone di Sacca Fisola, Santa Eufemia, Redentore e Tronchetto, oltre a un allargamento e innalzamento dei punteggi di credito di qualità richiesti per una nuova apertura anche per alcune zone di Mestre.

 

La proposta di delibera passa ora alla valutazione delle commissioni e al voto del Consiglio comunale, che può autorizzare l’insediamento di attività di somministrazione alimenti e bevande aperte al pubblico in deroga al presente provvedimento ove ne ravvisi il pubblico interesse. Per farlo, però, dovrà avere riguardo della qualità delle strutture e dell’alta gamma dei servizi offerti, della loro specifica localizzazione nell’ambito del centro storico, della loro capacità di innescare processi di riqualificazione degli spazi pubblici circostanti, dell’uso razionale e unitario degli immobili e dell’impatto occupazionale e indotto economico derivante.

 

Il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani vuole ricordare la strage di via D’Amelio, avvenuta il 19 luglio 1992, promuovendo piccole azioni di legalità in tutto il territorio nazionale.

 

 

“In particolare, chiediamo a tutti gli utenti dei social network di postare nella data della ricorrenza in oggetto una celebre frase di Paolo Borsellino, espressione autentica della tempra morale e della rettitudine di un uomo che ha vissuto la legalità come il principio ispiratore del proprio operato e non solo come l’esecuzione di un mero dovere da parte del cittadino nei confronti dello Stato: A fine mese, quando ricevo lo stipendio, faccio l’esame di coscienza e mi chiedo se me lo sono guadagnato.

 

Inoltre, a partire dalla riapertura delle scuole, si propone l’idea di realizzare una rete sociale, intitolata a Borsellino (La rete di Paolo), atta a permettere la condivisione di materiale multimediale selezionato e creato dagli studenti, incentrato sulle problematiche criminali relative al loro territorio e al contesto nazionale, ma anche sulle riflessioni – percezioni – eventuali soluzioni prospettate degli stessi in merito alle tematiche in oggetto. In caso di adesione, è possibile rivolgersi al seguente indirizzo mail: [email protected]

 

È necessario continuare a promuovere in modo capillare, pervasivo e strutturato l’idea che appartenere a una comunità, una scuola, una famiglia, un paese, non ci esime, anzi dovrebbe essere tutto il contrario, dal sentirci inseriti in una realtà più ampia che è quella dello Stato; ancora oggi purtroppo tale concetto viene considerato come estraneo, se non in forte contrapposizione, specialmente negli ambienti malavitosi, agli interessi del singolo e della piccola propria cerchia di riferimento. Il campanilismo acritico, il familismo, il nepotismo, il clientelismo sono tutte varianti deviate e pericolose, in quanto foriere, spesso, di molteplici atti criminosi, che derivano da un unico aberrante concetto in base al quale, in Italia, l’individuo viene contrapposto rispetto all’entità astratta Stato. Solo quando si capirà che il cittadino non è cliente e che lo Stato non è un nemico, si riuscirà a contenere la criminalità. La scuola in passato ha contribuito a rendere più omogeneo l’assetto culturale dei nostri connazionali, promuovendo non solo la cultura, ma anche un’autentica possibilità di riscatto per tanti studenti; i docenti erano apprezzati per i loro sforzi ed erano considerati credibili nel loro ruolo educativo; attualmente ripristinarne il prestigio e la dignità significa costituire uno dei pochi argini alla deriva socio-culturale dei nostri tempi. Educare, comunicare e trasmettere valori diventa impraticabile, se la propria credibilità professionale viene sminuita in varie forme. Educatori deboli non incideranno sul tessuto sociale in cui operano e altri modelli, inappropriati o fuorvianti, prenderanno il sopravvento, specialmente nelle realtà più abbandonate e ad alto rischio malavitoso. Modelli per i quali lavorare onestamente, evitando scorciatoie, facilitazioni, compromessi, è da sciocchi o da miseri falliti. La legalità non deve essere una semplice parola da ripetere nelle occasioni pubbliche, ma costituire una forma mentis, un automatismo consapevole. La scuola diventa il banco di prova della società che decidiamo di scegliere per noi e per le generazioni che verranno“.

 

“La mafia teme la scuola più della giustizia. L’istruzione taglia l’erba sotto i piedi della cultura mafiosa”. Antonino Caponnetto

“Due episodi in pochi giorni testimoniano come la questione della mucca pazza non sia purtroppo un capitolo chiuso e che andrebbero fatte ulteriori riflessioni sulle attività preventive”. È quanto afferma il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni a proposito del doppio caso del morbo di Creutzfeldt-Jakob, la cui variante più nota è appunto quella della mucca pazza. La scorsa settimana a Mirano è morto un anziano di Martellago dopo tre anni e mezzo di malattia, mentre a Treviso è ricoverata da settimane una donna, le cui condizioni sono progressivamente peggiorate.

 

“In passato in Veneto e soprattutto nella Marca trevigiana si sono verificati diversi decessi attribuiti all’encefalopatia spongiforme bovina e ogni anno questa patologia provoca in media cinque vittime. Lo scorso ottobre avevo presentato un’interrogazione, dopo il decesso in estate di due donne chiedendo quali fossero le cause. La risposta è arrivata solo a maggio, confermando il morbo di Creutzfeldt-Jacob in un solo caso, poiché nell’altro non era ancora disponibile la documentazione sanitaria. L’assessore alla Sanità tuttavia evidenziò come gli episodi segnalati sembrassero indicare ‘un quadro di Malattia di Creutzfeldt-Jacob (CJD) a forma sporadica’, di cui non è nota la causa, colpisce persone in età superiore ai 50 anni e ha un decorso molto rapido, circa quattro mesi. Gli episodi più recenti però sono sicuramente diversi: a Martellago l’ex macellaio è morto dopo tre anni e mezzo di malattia, i test effettuati sulla donna ricovera a Ca’ Foncello avrebbero evidenziato un quadro clinico compatibile con infezione da prioni, gli agenti infettivi non convenzionali, di natura proteica, che colpiscono il sistema nervoso centrale, responsabili della malattia negli umani. Nessun allarmismo ma neanche nessuna sottovalutazione, per questo auspico che la Regione intervenga con maggior forza sul versante preventivo”.

La Giunta comunale, su proposta dell’assessore all’Urbanistica e all’Ambiente Massimiliano De Martin, ha dato il via libera alla proposta di delibera per il cambio di destinazione d’uso dell’area destinata a ospitare il canile-rifugio comunale all’interno del Parco San Giuliano.

 

Il progetto si inserisce nel piano di riqualificazione del Parco San Giuliano con interventi che riguarderanno importanti lavori, a carico dei privati, lungo le rive del Canal Salso, la creazione di strutture fisse al servizio delle grandi manifestazioni, il riordino del polo nautico assieme ad opere complementari con nuovi capannoni per il rimessaggio dei natanti, una pista ciclabile, una nuova idrovora e, per l’appunto, il nuovo rifugio comunale per animali, per il quale l’amministrazione comunale ha stanziato 1 milione 400mila euro. Il progetto prevede la costruzione di una moderna struttura con box singoli e multipli, paddock con uscite e spazi interni recintati, barriere fonoassorbenti per la tutela acustica degli animali che verranno ospitati e un’area per passeggio e sgambamento. La proposta di delibera passa ora alla valutazione delle commissioni e al voto del Consiglio comunale.

 

“È stata mantenuta la parola data da questa Amministrazione, che ha inserito il progetto del nuovo canile nel piano di sviluppo del Parco San Giuliano – è il commento dell’assessore De Martin – Ora definiamo la variante urbanistica per il cambio di destinazione d’uso: si tratta del passaggio finale di un percorso che prevede la realizzazione e l’edificazione di nuove strutture migliorative con alti standard a tutela del benessere degli animali che saranno ospitati. Il fatto che, fino ad oggi, questa variante non fosse mai stata presa in considerazione, è la dimostrazione che la precedente struttura era priva di una destinazione urbanistica coerente. Ora, invece, si concede la conformità dell’utilizzo del suolo rispetto alla sua destinazione. Dal 1991 nessuna delle precedenti amministrazioni ha fatto nulla per il rifugio del Cane e per rispondere ad un preciso obbligo di legge: noi stiamo risolvendo un altro problema ereditato dal passato”.

A Treviso torna a colpire il piromane che incendia le auto durante la notte. La notte scorsa ha visto altre due autovetture date alle fiamme in via Pinelli. Il metodo è sempre lo stesso: imbottire lo spazio tra gomme e parafanghi con carta imbevuta di liquido infiammabile e poi appiccare il fuoco.

 

La polizia di Treviso, dopo appostamenti mirati, ha individuato il piromane incendiario delle auto. L’uomo è stato arrestato.

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